Mense comunali. “Nessun aumento. Le quote non sono le più care della Toscana”

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LIVORNO – “Non c’è stato alcun aumento di tariffe delle mense comunali, né quest’anno né quello precedente. E non corrisponde a verità che Livorno abbia il servizio mensa più caro della Toscana”. L’assessore alle Attività educative del Comune di Livorno Carla Roncaglia respinge l’accusa fatta al Comune da un gruppo di genitori per il costo delle quote del servizio di ristorazione scolastica, giudicato troppo alto rispetto ad altre città. Lo ha fatto in una conferenza stampa nel corso della quale ha fornito dati e comparazioni relativi alle rette mensa per l’anno in corso nelle scuole dell’infanzia, sia statali che comunali, e nelle primarie a tempo pieno e tempo normale, per un totale di 6.160 utenti.

“Una vera indagine deve basarsi su dati scientifici e le comparazioni tra città devono essere fatte solo se ci sono condizioni simili. L’indagine parla di una quota media di 130 euro il mese per famiglia, in realtà il Comune ha un disciplinare che prevede una serie di tariffe differenziate, in cui la tariffa più alta è di 134 euro, ma si prevede una fascia di esenzione totale per chi presenta un Isee sotto i 5000 euro ( cosa che riguarda ben 328 famiglie nelle primarie, 163 nella scuola dell’infanzia statale e 78 nella scuola dell’infanzia comunale) e una serie di fasce scaglionate a seconda dell’Isee, che pagano da 63 euro in sù. A pagare la quota intera sono 1625 famiglie nella scuola primaria, 650 nella scuola d’infanzia statale e 423 nella scuola d’infanzia comunale. Vi sono poi detrazioni per famiglie con più figli che utilizzano il servizio mensa”. “Importante – ha fatto notare l’assessore – che le quote pagate dalle famiglie non coprono l’intero costo del servizio di ristorazione. Il Comune ogni anno si fa carico di 2 milioni e 400 mila euro per ricoprire totalmente la spesa”.

Quanto al confronto con altri Comuni, l’assessore ha ribadito che “ può essere fatto solo con quelli che presentano le stesse condizioni di organizzazione del servizio. Ad esempio, il Comune di Livorno ha il servizio in appalto ( affidato ad una A.T.I tra la società SIR Eudania, Coop 8 marzo e Cooplat), mentre diversi Comuni (quelli più piccoli) lo hanno in gestione diretta. Inoltre occorre evidenziare l’alta qualità del servizio stesso: utilizziamo un’alta percentuale di prodotti biologici (circa il 70%), somministriamo cibi caldi mentre in molti Comuni viene utilizzato il sistema delle vaschette monoporzione scaldate al microonde, e diamo anche la colazione al mattino; quest’ultima ha un costo modesto , 1.42 euro, ma anche questo incide ovviamente nel calcolo della retta”. “ Un servizio di ristorazione dunque con tabelle dietetiche calibrate, personalizzate e monitorate con sistemi di controllo quotidiano”.

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3 commenti

 
  1. # dez

    Non ditelo troppo forte altrimenti cambiano subito

  2. # daniela

    anche l’Imu non era la più cara

  3. # Mik

    Strano!!!! a Livorno la tassazione è fra le più’ alte, di questa cosa i nostri amministratori andranno sicuramente fieri!……lo sbandiereranno ai 4 venti!….. MA….Forse siamo vicini a qualche elezione? ….e magari alle ultime elezioni politiche nazionali si sono presi un bello spavento per il risultato cittadino del M5S?

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