Medicina dello Sport, il cuore è più sicuro grazie alla Fondazione Livorno

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di Michele Garofalo

LIVORNO –Un nuovo eco-cardiografo per la prevenzione del rischio cardiaco dal valore di circa 30mila euro. E’ questo il magnifico dono che è stato consegnato ieri, lunedì 27 gennaio dalla Fondazione Livorno alla Medicina dello Sport dell’Azienda Usl 6. “Si tratta – spiega Carlo Giustarini, direttore sanitario dell’Azienda Usl 6 – di una donazione importante da molti punti di vista, non solo perché conferma la stretto legame tra la sanità locale e la Fondazione, ma anche perché si inserisce in un settore particolarmente delicato come quello della prevenzione rivolta agli sportivi. In una città che vive di sport come Livorno, la nuova dotazione diventa una risorsa in più a disposizione di tutta la cittadinanza”.
Soddisfatto del nuovo traguardo anche Luciano Barsotti, presidente della Fondazione Livorno. “Con l’Azienda Usl 6 – ricorda Barsotti – c’è una lunga tradizione di collaborazione partita molti anni fa. Abbiamo sempre cercato di venire incontro alle esigenze dell’Azienda: dopo essere intervenuti in settori come quelli della Diagnostica o della Cure Palliative, questa volta abbiamo voluto donare alla città una strumentazione per i tanti giovani che si dedicano allo sport affinché lo possano fare con sempre maggior sicurezza”. Il valore non solo simbolico della donazione è stato sottolineato anche dal direttore amministrativo dell’Azienda Usl 6, Antonella Valeri, che ha ricordato come “in questi momenti economici sia sempre più importante mettere in campo delle sinergie fra enti e istituzioni in favore dei cittadini”. Prevedibilmente entusiasta Daniela Becherini, Responsabile Medicina dello Sport. “L’eco-cardiogramma -ha detto Becherini – che agevola la scoperta di eventuali patologie, incentiva l’attività sportiva e permette di facilitare le terapie nei riguardi di soggetti diversamente abili e anziani, sarà collocata nella sede di via Venuti dove potrà garantire una completezza di percorso facilitando l’accesso agli utenti e semplificando le procedure”.

 

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1 commento

 
  1. # NINA81

    Mah… è possibile che in uno stato come quello italiano con la sanità pubblica sovvenzionata da tasse che sono tra le più alte di quelle di tutti i paesi nel mondo, ci si debba “attaccare” a donazioni fatte da associazioni private per poter aver apparecchi di diagnostica basilari come un Eco-cardiografo???
    senza parole…..

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