Rapporto sociale 2013. I risultati presentati in Provincia

di EVA BERNINI

Il rapporto sociale 2013, realizzato dall’Osservatorio provinciale per le politiche sociali, è stato presentato questa mattina, 15 novembre dall’assessore alla Qualità sociale, Monica Mannucci, e dai responsabili della Simug ricerche che hanno elaborato lo studio, Claudio Salvucci e Massimiliano Faraoni.

Che cos’è il rapporto sociale? Consiste in un dossier statistico, contenente dati che consentano una comprensione più approfondita delle esigenze sociali del nostro territorio; allo stesso tempo fornisce indicazioni utili e spunti innovativi grazie a cui ideare progetti a misura di cittadino.

Questa quarta edizione si pone in continuità con i rapporti sociali precedenti, realizzati nel 2002, nel 2005 e nel 2008. L’assessore alla Qualità sociale sottolinea come l’edizione del 2013 sia una sorta di “traduzione narrata del dossier statistico per le Politiche Sociali del 2012”. “”Tale lavoro – prosegue la Mannucci – deve essere considerato come un’opportunità per dare nuove risposte ai cittadini, oggi più in difficoltà che in passato a causa dei cambiamenti radicali avvenuti a livello economico e sociale nel nostro territorio. Questa pubblicazione è da ritenersi innovativa, rispetto alle precedenti, in quanto non si impegna soltanto a far conoscere quelli che sono i nuovi bisogni, ma soprattutto si concentra su come massimizzare gli interventi nel sociale, per poter offrire risposte ad un numero sempre maggiore di persone, facendo fronte all’esiguo numero di risorse a disposizione”.

“Abbiamo deciso di suddividere in tre parti questo rapporto – spiegano Salvucci e Faraoni della Simug Ricerche – Nella prima ci siamo concentrati sul contesto socio-economico e le caratteristiche demografiche della popolazione. Un esempio? Le donne vivono oltre 84 anni, gli uomini arrivano a 80 anni; crolla la mortalità infantile, mentre tornano a crescere le IVG (1/3 sono straniere). La mortalità è in netta diminuzione e oggi i livornesi muoiono soprattutto per malattie circolatorie e tumori; diminuiscono i ricoveri, anche se si delinea una certa criticità per quanto riguarda la quantità di infarti e il diabete in crescita. Nella seconda parte del dossier abbiamo affrontato gli aspetti relativi allo stato della salute, di cui vi abbiamo appena fornito un accenno, con un’analisi precisa dei dati relativi alla speranza di vita, alla salute materno-infantile, etc.; mentre in ultima analisi la nostra attenzione si è soffermata sui percorsi di fragilizzazione che interessano la popolazione e le possibili risorse presenti sul territorio (sono 47 i milioni di euro utilizzati per gli interventi sociali, secondo i dati ISTAT 2010 –nda-), in particolare per i giovani, i disabili, gli anziani, la lotta alla povertà, la violenza di genere.”

Faraoni, in particolare, ha posto attenzione allo stato di salute, che racchiude in sé determinanti economiche, sociali, familiari e sanitarie. “Tra gli adulti, 1 su 3 non fa attività fisica; 7 su 100 sono obesi. Meno di 1 su 10 consuma la quantità raccomandata di frutta e verdura; 1 su 10 ha consumo di alcool a rischio; 1 su 4 è fumatore. Migliore non è il quadro sullo stile di vita dei giovani livornesi: il 16% non fa attività fisica, il 50% consuma snack e bibite giornalmente, il 14% è sovrappeso. 4 ragazzi su 10 fumano e consumano mediamente 14,7 grammi di alcool al giorno; 1 su 2 si è ubriacato almeno una volta nell’ultimo anno. Il livello di salute si modifica agendo sugli stili di vita delle persone, soprattutto dei più giovani, che saranno gli adulti di domani”.

 

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