Lavoro e formazione, la Provincia stanzia 1,4 milioni. I dettagli

Il presidente Kutufà: "Il servizio – ha detto il presidente della Provincia Giorgio Kutufà – è rivolto in particolare ai disoccupati di lunga durata che hanno difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro"

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Il nuovo Programma di interventi anti-crisi messo in campo dalla Provincia con azioni di politica attiva di II livello è stato presentato a palazzo Granducale dal presidente della Provincia Giorgio Kutufà. Il progetto prevede l’avvio di un servizio avanzato di azioni di politica attiva del lavoro di II Livello, con interventi rivolti a 450 soggetti (400 disoccupati e 50 ex lavoratori autonomi/piccoli imprenditori), per i quali saranno attivati specifici percorsi per l’orientamento, la formazione professionale e l’inserimento lavorativo.
“Il servizio – ha detto il presidente della Provincia Giorgio Kutufà – è rivolto in particolare ai disoccupati di lunga durata che hanno difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro. Si tratta di un progetto su cui la Provincia investe 1.400.000 euro a cui seguirà un’ altra importante iniziativa dedicata, questa volta, ai giovani disoccupati”.

Ad illustrare le caratteristiche del progetto, insieme al presidente, erano presenti Ringo Anselmi, assessore provinciale al lavoro e formazione professionale, Guido Cruschelli, dirigente del Servizio Lavoro e formazione professionale e Alessandro Borgialli, di Adecco Italia Spa, azienda capofila dell’ ATI che si è aggiudicata il servizio, composta da 7 aziende partner specializzate nei rispettivi ambiti di intervento: IM.O.FOR Toscana Soc.Coop. e CONFORM Srl (Orientamento), SFERA Srl, Progetto Ambiente Scrl, Centro Studi Aziendali Srl e IFOTER (Formazione professionale); Centro Studi e Ricerche – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Livorno (Analisi del mercato del lavoro). “La Toscana costiera, ed in particolare il nostro territorio – ha sostenuto l’assessore Anselmi – stanno subendo i pesanti impatti socioeconomici di una recessione ormai quadriennale. L’impiego estensivo degli ammortizzatori sociali ha contenuto il degrado sociale, ma si evidenziano forti difficoltà nel ricollocamento non solo degli inoccupati ma anche degli stessi lavoratori che fruiscono di questi strumenti. L’obiettivo del progetto è proprio quello di dare alle persone una prospettiva di sviluppo qualificato per non allontanarsi dal mercato del lavoro”.
Nei prossimi giorni sarà pubblicato un apposito bando dove saranno definiti i requisiti e le priorità per la partecipazione ed indicate le modalità di adesione da parte degli interessati. Il servizio, che si concluderà nel dicembre 2014, prevede un’azione preventiva svolta dai Centri per l’Impiego e dal Servizio Lavoro della Provincia, tesa ad una ricognizione articolata e aggiornata, in particolare su coloro che hanno beneficiato degli ammortizzatori sociali dall’inizio della crisi, 2008, ad oggi. “Tenuto conto di quanti hanno iniziato una nuova attività e di chi ha usufruito a più riprese degli ammortizzatori – ha aggiunto Anselmi – si è evidenziata una platea di oltre 5000 soggetti potenzialmente interessati al progetto, tra i quali saranno individuate le persone da inserire nel progetto. Oltre a 400 disoccupati di lunga data, ci saranno anche 50 posti disponibili per ex lavoratori autonomi e piccoli imprenditori che, a causa della crisi, si sono trovati in difficoltà”.

Come ha spiegato Alessandro Borgialli, il servizio sarà articolato in tre fasi. La prima riguarderà l’ Orientamento professionale di II liv., rivolto a tutti i beneficiari, con una successione di interventi, per complessive di 30 ore, articolate in sessioni individuali e di gruppo, per un totale di 13.500 ore di orientamento specialistico. La seconda fase sarà volta alla Formazione e riqualificazione professionale. Saranno proposti a tutti i beneficiari percorsi personalizzati di formazione e/o riqualificazione della durata massima di 120 ore procapite, per un totale di 54.000 ore di formazione. I percorsi daranno definiti dagli stessi partecipanti nell’ambito di un catalogo formativo che verterà sia sulle competenze di base e trasversali, sia su quelle propriamente tecnico-professionali.
Infine, si arriverà alla terza fase che sarà quella dell’inserimento lavorativo. Il Servizio predisporrà sul territorio provinciale, due JOB CLUB. Si tratta di iniziative che hanno avuto un grande sviluppo nei paesi del Nord Europa e che si configurano come un centro di risorse attivo e proattivo verso il contesto territoriale, le aziende e i propri utenti. La gestione, l’erogazione dei servizi operativi si supporto, l’animazione delle iniziative e la produzione di servizi specialistici dei JOB CLUB sarà realizzata da esperti qualificati nei diversi ambiti di attività, che opereranno in un’ottica di integrazione e complementarietà con i servizi già erogati dai Centri per l’Impiego.

 

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9 commenti

 
  1. # Gino Rossi

    Le province? Ci sono ancora? Ci sono ancora migliaia di figure politiche doppione? Ci sono ancora uffici fini a se stessi? Per forza l’Italia più che sul lavoro è fondata sulla burocrazia e sulle tasse. Se avessero tolto le province, forse l’Iva poteva essere ridotta, la burocrazia semplificata, le tasse abbassate e di conseguenza le imprese non sarebbero scappate all’estero. Cioè ci sarebbe stato più lavoro e meno disoccupati!!!

  2. # roberto1

    E’ bene sottolineare che questi corsi organizzati servono esclusivamente a far campare le aziende che li organizzano: al fine pratico NON apportano alcun valore aggiunto a coloro che li frequentano: quando si parla di “inserimento lavorativo”, mi chiedo DOVE sia effettivament,e dal momento che ogni giorno i posti di lavoro diminuiscono, non crescono di certo in Italia e soprattutto a Livorno !

  3. # sondura

    avessi capito qualcosa! ho letto parole e parole e non ho capito che corsi sono , che qualifiche rilasciano……..son dura. Spero solo che non formino solo i formatori.

  4. # Stefano

    Investimenti a fondo perduto……meglio non spenderli. Come si fa a delegare una realtà come Adecco, regno del lavoro interinale? Daccordo che i tempi sono cambiati, ma allora tanto vale chiudere questi centri per l’impiego e carrozzoni inutili come le Province. State tranquilli, i cittadini non ne sentirebbero la mancanza. Anzi, non si accorgerebbero proprio della loro inesistenza. Gli unici a preoccuparsene, come sempre, i diretti interessati.

  5. # Gino Rossi

    Hai perfettamente ragione. Mai interventi strutturali, ma fumo negli occhi a beneficio dei soliti e mai della collettività

  6. # Dadi

    Corsi inutili per i disoccupati,finalizzati solo a riempire le tasche delle agenzie formative e dei vari partner..

  7. # stefanobolgheri

    stanno facendo chiudere le scuole professionali in quanto con la nuova riforma,hanno tolto quasi tutte le ore nei laboratori,spingono i nostri figli verso le agenzie private,che spesso chiedono soldi,non pochi!!spesso addirittura le agenzie private si appoggiano a scuole pubbliche……..utilizzando attrezzatura pubblica!tutti ci guadagnano,le agenzie private,la politica,diversi insegnanti pubblici che si fanno 2 stipendi!………..chi ci rimette?il cittadino la scuola pubblica!

  8. # RICCARDO

    Più che le Province ,anche se idee cervellotiche (milioni di euro per progetti insensati come questo…) dovrebbero ELIMINARE le fumose Regioni! A chi servono? Sono la copia del Parlamento nazionale e ,generalmente,fanno sempre gli interessi del capoluogo.Come se Firenze avesse bisogno di ulteriori sostegni! La Provincia,checchè dir si voglia è una istituzione antica e come il Comune è più vicina (o lo dovrebbe essere..) ai cittadini! La Regione ..è vicina solo agli interessi dei gigliati fiorentini!!!

  9. # Gerone

    Con 1.400.000 si può far partire un’azienda produttiva con 20 posti di lavoro VERI in sei mesi con un possibilità di arrivare a 150 in tre anni e senza essere Bill Gates. Andatevi a vedere l’SBA (Small Business Administration) americano come funziona o gli investimenti diretti nelle aziende effettuati dai Lander Tedeschi dal 2000 al 2005 per sostenere la produzione e competere con i BRIC, da noi si fanno i corsi di formazione che sappiamo tutti a cosa servono e come sono fatti …. una parola sola: VERGOGNA!!!

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