L’allarme della Coldiretti: “Il 70% del pesce che mangiamo è importato”

Per il mese di ottobre blocco temporaneo della pesca lungo le nostre coste per consentire il ripopolamento. Ieri al mercato ittico il primo “BtoB”, Busisness to Busisness, per far incontrare imprese ittiche e distribuzione

di letizia

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Oltre il 70% del pesce che ogni giorno arriva sulle nostre tavole è importato. E’ questo l’allarme lanciato dalla Coldiretti e con lo stop alla pesca nel Mar Tirreno le cose non potranno che peggiorare. Fino alla fine del mese di ottobre è stato imposto il ‘fermo biologico’, ossia il blocco temporaneo della pesca lungo le coste della nostra regione per consentire il ripopolamento della specie ittica.
Saranno 620 dislocati in 26 porti, di cui 50 nella sola Livorno, i pescherecci (piccole dimensioni, a strascico, motobarche) che rimarranno fermi per i prossimi trenta giorni, lasciando a terra mille lavoratori, dei quali 200 solo nella nostra città, che per questo mese di stop forzato saranno stipendiati attraverso l’erogazione di una cassa integrazione (circa 700 euro a dipendente) pagata in parte dalla Regione Toscana e in parte dal Governo.
Tutto ciò in un settore come quello ittico che ha perso, stando ai dati nazionali negli ultimi tempi 18.000 dipendenti e registra un -32% di aziende produttrici, con poco più di 41 milioni di euro di utili, in forte calo rispetto al 2011. Per porre un freno a quest’emorragia, Impresa pesca della Coldiretti ha organizzato a Livorno il primo “BtoB”, letteralmente Busisness to Busisness, che si è svolto ieri 1 ottobre al Mercato Ittico, con l’intento di far incontrare e confrontare imprese ittiche e distribuzione. “L’importazione dall’estero del pesce condiziona in maniera determinante il prezzo di vendita – ha detto Tonino Giardini, responsabile nazionale della Coldiretti – e in più siamo di fronte a un calo dei consumi ittici di oltre il 10%. In questa situazione di crisi tutti gli operatori del settore devono collaborare per cercare di offrire prodotti che soddisfino le esigenze di mercato e che incontrino i gusti e le necessità dei clienti”. Molte le cooperative arrivate da fuori Livorno, come la Costa d’Argento dei fratelli Manno di Porto Santo Stefano, “dei quattrocentomila chili di pesce pescato lo scorso anno nell’area dell’Argentario – ha affermato Maurizio Manno- più della metà sono stati venduti sotto i due euro al chilogrammo, cifra che non ripaga lo sforzo dei pescatori e di chi porta il pesce ai mercati. Vorremmo che il nostro prodotto fosse valorizzato, senza ricorrere all’acquisto di pesce fuori dalla nostra zona, ma oggi purtroppo è una sfida impari”.
Anche sulla costa adriatica le cose non vanno meglio come per gli Armatori di Cesenatico, “la nostra marineria sta morendo – dice un allevatore – i pescatori anziani se ne vanno e non riusciamo a trovare giovani che vogliano prendere il loro posto”. Ma c’ è anche chi ha saputo affrontare la crisi, come Dino Guarnieri pescatore livornese di origine pugliese, che da un anno e mezzo si è messo in proprio decidendo di comprare un peschereccio e da pochi mesi ha aperto la sua ditta Idea, nome creato con le iniziali dei componenti della sua famiglia. Ogni sabato vende i suoi prodotti al mercato ittico “in questo modo – ha detto Dino – i clienti comprano il pesce direttamente da chi l’ha pescato senza intermediari, riuscendo anche a costruire un rapporto di fiducia tra venditore e consumatore”.

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8 commenti

 
  1. # bricco

    il fermo biologico di un mese non cambierà sicuramente niente,sarebbe meglio controllare sia i pescatori professionisti su come pescano con le reti ormai raschiano ogni giorno i fondali e in mare è rimasto sempre meno,per non parlare dei pescatori di frodo e dei palamitari che ormai a Livorno si sono fatti il secondo lavoro rivendendo il pesce pescato illegalmente (basta andare in qualsiasi moletto per vedere)e ormai accecati dal guadagno stendono più palamiti possibili insediandosi anche nelle zone off limit del parco della Meloria.

  2. # FrancescO

    Da una parte è giusto far ripopolare il mare,ma dall’altra non è giusto che la cassa integrazione sia di solo 700€…siamo alle solite…povera Italia,ma soprattutto poveri italiani

  3. # Andrea anni

    Uno dei settori che definirli “al nero” farebbe perdere tonalità al colore è socialmente ammortizzato? Vive l Italie

  4. # gionata argelli

    Il fermo biologico così come è strutturato, cioè il blocco di un mese della pesca a strascico, è ininfluente dal punto di vista del ripopolamento. Molto più ovvio sarebbe il divieto di pesca delle diverse specie ittiche nel periodo di loro riproduzione estendendo a tutti gli operatori del settore e non tale divieto.

  5. # gionata argelli

    In effetti un controllo intensivo sulle modalità di pesca dei professionisti (quantità delle reti consentite, misura delle maglie…) e dei dilettanti numero di ami e palamiti stesi, quantità di pesce pescato, nonché aree dove la pesca viene svolta, permetterebbe al “mare” di recuperare ciò che lentamente va sempre più esaurendosi: il pesce.

  6. # piratatirreno

    Sicuramente sarò impopolare (ed anche molto ignorante in materia): ma scusate, se sui fondali non c’è più flora che aiuta il ripopolamento (basta fare un’immersione con bombole per notare che i nostri fondali marini sono simili a dei campi arati o deserti aridi), a parte l’inquinamento che sicuramente avrà influito e non poco, ma chi gli ha ridotti i fondali in questo stato???!!
    Se ho un campo da coltivare in campagna, ci sono delle regole da rispettare per far si che la terra non si impoverisca e dia sempre il meglio di se. E’ chiaro che è mio interesse trattare e mantenere la terra come si deve senza chiederle troppo, altrimenti poi è peggio per me !
    Cari pescatori, fino a quando eravate in tempo, LE AVETE RISPETTATE LE REGOLE !!??
    Scusate ma credo che siate i carnefici di voi stessi.

  7. # Anna

    I pescherecci da Imperia a Brindisi sono fermi per tutto il mese di ottobre quindi sappiate che la frittura arriva dall’Adriatico i calamari dall'”Atlantico”(vai a sapere da quale parte!!)pesce di paranza locale per tutto il mese non ce n’è.Ah ..è vero 700€ di paga per un mese sono pochi ma vi svelo una cosa…quelli dell’anno scorso non sono ancora arrivati!!!Siamo messi proprio bene!

  8. # Francesco R.

    Speriamo di non aver mangiato già quelli provenienti da tutte le coste Giapponesi allora, visto tutto quello che sta accadendo di nuovo a Fukushima dal 18 agosto 2013 fino a meno di 24 ore fa… E non si capisce (ANZI, SI CAPISCE ECCOME!!!) il perché in televisione e sui giornali NON se ne parli della nuova “Chernobyl Due” (come l’hanno già rinominata i giornali esteri)…

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