Silos in porto: 36 studenti studiano il suo riutilizzo

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In degrado da decenni, una presenza ingombrante sull’area destinata alle crociere, nel triangolo tra la calata Sgarallino e la calata Punto Franco, l’ex Silos potrebbe presto essere riconsegnato alla città e diventare il biglietto da visita con cui Livorno si presenta al mare. Come? Con un workshop internazionale di otto giorni cui parteciperanno 36 giovani universitari provenienti da tutto il mondo.

Da venerdì 9 a sabato 17 Ottobre, 36 studenti provenienti da 6 Facoltà di Architettura (Firenze-Italia; Brno-Repubblica Ceca: Saarbrűcken-Germania; Siviglia-Spagna; Nancy-Francia; New York-USA) daranno vita ad un confronto internazionale sul tema dell’archeologia industriale, applicandosi al caso studio dei “Silos Granari Calata Punto Franco a Livorno”.
L’iniziativa, promossa da Autorità Portuale, Camera di Commercio, Porto Immobiliare s.r.l. e Porto di Livorno 2000, con il patrocinio del Comune di Livorno e il contributo scientifico dell’Università di Pisa, si inserisce in una serie di esperienze pluriennali, che hanno avuto inizio nel 2006, con la stessa tematica del recupero funzionale di questi fabbricati nel contesto più ampio della rigenerazione urbana.

SILOS NOGARIN GALLANTI PORTOCon l’esperienza di Livorno le Università vogliono iniziare un nuovo percorso, che si intitolerà “Re-FACT”, per strutturare le esperienze fatte in passato e quelle future in un progetto di ricerca organico e in continua evoluzione. Non si tratterà di un confronto solo teorico, ma di un esempio di didattica operativa messa a contatto diretto con la realtà, un brainstorming dal quale emergeranno spunti di analisi e concept sul recupero funzionale dell’ex Silos Granai

«Sarà questa la sfida che gli studenti affronteranno nel Workshop – ha detto il presidente della Porto Immobilare Srl, Guido Asti, a margine della conferenza stampa di presentazione dell’evento –  auspichiamo possa esserci un confronto tra culture diverse, e una tempesta di idee fresche e franche sul futuro urbanistico della città. Credo che il convegno possa essere un’occasione importante per il waterfront cittadino e per l’economia territoriale».

«Non è la prima volta che l’Autorità Portuale promuove iniziative a sostegno della riqualificazione del waterfront  – ha dichiarato il numero uno dello scalo labronico, Giuliano Gallanti –, come porto aderente all’associazione internazionale Villes et Ports (AIVP) riteniamo che oggi non esista innovazione valida che non si accompagni ad un percorso di valorizzazione della tradizione storica di una realtà cittadina e il Silos può diventare davvero un nuovo punto di contatto tra la città e il suo porto».

Della stessa idea anche il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, per il quale la riqualificazione ed il recupero dei Silos Granari è un intervento altamente strategico per la città di Livorno, sia dal punto di vista architettonico/urbanistico che da quello turistico/economico. «La città – ha detto – ha bisogno di un’architettura di altissima qualità, soprattutto in contesti urbani delicati e molto qualificati come quelli rappresentati dall’intero ambito della Fortezza Vecchia, un vero gioiello dell’architettura militare a livello europeo. La localizzazione del Silos e la strettissima relazione con il terminal delle crociere può avere significative implicazioni e ricadute in termini di attrattività turistica».

SILOS NOGARIN GALLANTI PORTO«Per questo motivo – ha proseguito Nogarin – un’iniziativa di questo tipo può rappresentare un momento di grande crescita per la cultura architettonica della città, stimolando il dibattito con un respiro di livello internazionale e, soprattutto, portando idee innovative e proposte di riqualificazione che auspico concrete ed attuabili. Il momento è quanto mai propizio per dare questo nuovo slancio alla città di Livorno, anche in considerazione dei recenti sviluppi urbanistico-normativi che hanno interessato quelle aree con l’approvazione del Piano Regolatore Portuale e con la prossima redazione del nuovo».

A seguire gli studenti in questo percorso di ri-generazione urbanistica della città dei Quattro Mori ci saranno, oltre ai professori delle Università, anche i curatori dell’evento: Andrea Cecconi, dello Studio di Ingegneria delle Strutture; Olimpia Vaccari, del Centro Studi Storici Mediterranei UNIPI; rappresentanti della Cooperativa Itinera e dell’Associazione Ideali. Coordinerà l’evento l’architetto Jennifer Schaub.

Particolarmente attesa sarà la partecipazione all’evento del Renzo Piano Building Workshop: lo studio fondato nel 1981 dall’archistar genovese manderà per l’occasione uno dei suoi architetti associati, responsabile dell’ufficio di Genova, Giorgio Grandi, che il 13 ottobre terrà una lectio magistralis sulla “sostenibilità nell’ambito della ri-generazione urbana e il recupero funzionale del patrimonio edilizio esistente”.

Ecco in dettaglio il calendario con gli appuntamenti:

Venerdì 9 Ottobre ore 19,00 – Sala Ferretti, Fortezza Vecchia
“Benvenuto”

Sabato 10 Ottobre ore 11,00/13,00
“Presentazioni introduttive e conoscitive circa le previsioni urbanistiche”, a cura dell’Autorità Portuale e dell’Amministrazione Comunale

Sabato 10 Ottobre ore 15,30/17,30 – Sala Ferretti, Fortezza Vecchia
Lectiones Magistrales:

o  Riccardo Lorenzi, Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, “La conservazione monumentale ed il restauro del paesaggio urbano”;

– Lucia Frattarelli Fischer, Università di Pisa, “La pupilla dell’occhio della Toscana: la città di Livorno e il suo porto in età medicea”;

– Lucia Nuti, Università di Pisa, “Livorno e il mare nell’iconografia storica”;

–  Maurizio Vernassa, Università di Pisa, “Dal porto franco alla globalizzazione dei mercati: appunti su trasformazioni e sfide dell’economia portuale livornese tra Ottocento e Novecento”;

– Denise Ulivieri, Università di Pisa, “Le architetture dell’economia: i silos granari”.

Martedì 13 Ottobre ore 17,30 – Sala Terminal Crociere

Lectio Magistralis: Giorgio Grandi, RPBW Genova, “La sostenibilità   nell’ambito della ri-generazione urbana e il recupero funzionale del patrimonio edilizio esistente”

Sabato 17 Ottobre ore 9,00/12,30 – Sala Ferretti, Fortezza Vecchia
“Presentazione Finale dei risultati del Workshop”

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al sito internet dedicato al progetto Re-FACT www.re-fact.org, che sarà attivato a breve, e al programma dettagliato dell’iniziativa pubblicato e divulgato nei prossimi giorni tramite la diffusione di flyer, manifesti ed e-mail.

 

 

 

 

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9 commenti

 
  1. # Franco

    Ero piccino… come per la casa della cultura…
    Troppi discorsi e rimane tutto così.

  2. # freefree

    Al posto del vecchio silos , propongo di far costruire una bella torre in acciaio con una grossa sfera praticabile al pubblico , del tipo di quella che si vede nei pressi del porto di Hong Kong , e molto bella e attrattiva per i turisti .

  3. # rena

    ancora un work-shop organizzato da A.P. non hanno altri problemi proprio ci sarebbe da risolvere per esempio il problema del bacino galleggiante che probabilmente è risultato danneggiato dall’incidente scorso è vero ce è sotto sequestro ma il problema bacini è passato in secondo ordine

  4. # Tarusio

    Tempi e denari pubblici sprecati. Demolitelo e basta che è inguardabile ora e continuerà ad essere inguardabile anche da restaurato.

  5. # bob

    Giusto, è orribile come lo Strazio della Regina

  6. # venio polveroni

    Per esempio demolirlo completamente ? quell’obrobrio fatiscente ?

  7. # AnToNIO

    Chi non salirebbe su un pezzo di ferro sferico che dà sui tarponi dei fossi o sulle alghe profumate del mare? Potrebbe diventare “la torre di Livorno boia deh”. Biglietto 5 euris e all’uscita riceverete un ricordino…di gabbiano del porto di “Livorno boia deh”

  8. # D

    Prima cosa non è molto facile buttarlo giù perché in una parte dell’ex Sylos è stato costruito una centrale Enel ad altissimo voltaggio che dovrebbe alimentare le future navi da crociera in modo che stando in porto tengono i motori spenti. Seconda cosa è un edificio costruito tutto in cemento armato e con colonne che si intersecano anch’esse in cemento armato È molto difficile buttarlo giù (già venuto un esperto a fare un sopralluogo) andrebbe riempito di cariche esplosive e non è detto che crolli del tutto qualcosa può rimanere in piedi. Ricordatevi che siamo a 30 m dal mare e sotto c’è l’acqua è molto meglio restaurarlo in qualsiasi maniera che provare a demolire. E non parlo per cognizione di causa ma parlo perché lavoro nell’ambito.

  9. # Skywalker

    Fateci dei mini appartamenti per rom e migranti deh!!

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