Prestito di 3 mila per le famiglie in difficoltà. Come ottenerlo

Cinque milioni dalla Regione Toscana per sostenere iniziative di microcredito a favore di persone in situazioni di particolare difficoltà o fragilità socio-economica. La spesa, autorizzata lo scorso dicembre con la legge finanziaria regionale 2013, adesso può concretizzarsi per la tenuta sociale e la giustizia in una regione costretta a fare i conti anche con povertà e disagio.
Firmato un protocollo d’intesa fra Regione Toscana e quattro soggetti toscani del terzo settore (Anpas, Arci, Caritas, Misericordie) in base al quale potranno concretamente partire “iniziative di lotta alla povertà e di sostegno all’inclusione sociale”.
Il protocollo, che ha durata quadriennale e che è aperto all’adesione di ulteriori enti o soggetti rappresentativi del terzo settore, riguarda le modalità per erogare al meglio le risorse disponibili e si sofferma anche sulle attività di formazione per gli operatori che in appositi “centri di ascolto” riceveranno le persone in difficoltà accompagnandole, anche con azioni di tutoraggio, nel percorso finalizzato a ottenere le risorse del microcredito.

DUE FASI – Due le fasi del progetto condiviso fra la Regione e i quattro soggetti: in primo luogo si disciplina il rapporto fra la prima e i secondi (questi dovranno presentare specifici progetti di “inclusione sociale” per ricevere soldi che poi saranno distribuiti fra le persone in difficoltà); in parallelo si definisce il rapporto fra i soggetti del privato sociale e le singole persone beneficiarie del sostegno finanziario.

FINO a 150 MILA EURO – In pratica, sulla base della disponibilità finanziaria accertata (i 5 milioni di euro in questo primo anno), la Regione concederà finanziamenti (fino a un importo massimo di 150 mila euro per ogni finanziamento) in base a un bando pubblico e ad apposite convenzioni. Ciascuno dei 4 soggetti del privato sociale non potrà presentare, complessivamente, più di due progetti per un determinato territorio (il riferimento è a un ambito territoriale non inferiore a 100 mila abitanti o, comunque, corrispondente a una zona socio-sanitaria). Fra Caritas, Misericordia, Arci e Anpas potranno esserci, sul territorio, specifiche forme di collaborazione.

FINO a 3 MILA EURO – In base ai progetti presentati in ciascuna area saranno poi le singole persone in difficoltà a richiedere il beneficio il cui importo massimo, per ciascuna persona, sarà pari a 3 mila euro: soldi assegnati in base a singoli “progetti personalizzati” e soldi che, in base alle regole ordinarie del microcredito, dovranno essere poi restituiti entro un massimo di 36 mesi secondo specifiche modalità previste dal progetto di inclusione sociale.

I REQUISITI – L’iniziativa si rivolge a persone che si trovino in “specifiche condizioni di difficoltà personale o familiare e in una situazione economica, temporanea e contingente, che non consente loro di sostenere spese necessarie per motivi di salute o connesse alla situazione familiare, alloggiativa, scolastica, formativa e lavorativa”. Chi chiede il beneficio deve avere la cittadinanza in un Paese UE oppure, in mancanza, possedere la carta di soggiorno o un regolare permesso di soggiorno; la residenza anagrafica deve risultare in un Comune toscano, l’età deve superare i 18 anni, non possono esserci condanne definitive di un certo tipo (associazione di tipo mafioso, riciclaggio, impiego di denaro e beni di provenienza illecita), il valore ISEE non può superare i 15 mila euro.

CENTRI DI ASCOLTO – A valutare le condizioni dei destinatari del progetto di microcredito pensano appositi “centri di ascolto” (presidi territoriali dei quattro soggetti del terzo settore) che operano in stretto coordinamento con i professionisti dei servizi sociali sul territorio. A tali “centri”, dopo l’erogazione del sostegno finanziario, spettano anche le azioni di tutoraggio. Nei “centri” si svolgeranno anche attività educative in favore di “un uso consapevole del denaro”. L’elenco dei centri di ascolto: Arci (via Sant’Omobono 1B e via Terreni 2-4), Misericordia (via Verdi 63), Svs (via San Giovanni 30), Centro Donna (largo Strozzi), associazione Ippogrifo (piazza della Repubblica 47) e Cesdi (via degli Asili 35). Come ulteriore recapito viene fornito anche un indirizzo mail della Regione: per chiedere ulteriori informazioni basta scrivere a lottapoverta@regione.toscana.it.

RESTITUZIONE O LAVORI UTILI – In alternativa alla restituzione rateale, il progetto di inclusione sociale destinato a ciascuna persona in difficoltà potrà prevedere lo svolgimento, da parte del beneficiario, di attività socialmente utili. Ogni anno i soggetti dei terzo settore dovranno rendicontare, alla Regione, l’impiego delle somme percepite.

 

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4 commenti

 
  1. # Francesco R.

    MI SPIEGATE COME UNO DOVREBBE FARE A RESTITUIRE UN PRESTITO SE COME BASE HA ZERO EURO E SI INDEBITA ULTERIORMENTE PER ALTRI 3,000 EURO? VOLETE ALTRI SUICIDI DI MASSA??? VERGOGNA.

  2. # sa.sa

    Cioè il non ho parole, ma che storie!
    Leggo che occorre avere la cittadinanza UE ma in mancanza Carta o permesso di soggiorno, cioè TUTTI TUTTI TUTTI non italiani, poi isee, difficoltà … Ma chi è in difficoltà probabilmente lavora a nero e ha magari anche la casa popolare quindi ha reddito ma non dichiarato quindi titolare di beneficio… Vorrei aggiungere altro ma mi viene lo schifo!
    P.s. Tutto quanto sopra esposto ovviamente non riguarda quelle persone che per DAVVERO hanno le VERE difficoltà.
    . A costoro sono vicino moralmente (purtroppo non economicamente, non posso).

  3. # magna magna

    In nome omen.

  4. # magna magna

    Che bello! Prima gli regalano i Nostri Soldi, poi, però, gli dicono anche come spenderli!
    Se non fosse che è tutto vero sarebbe pure divertente……

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