Porto 2000, in 42 siglano il piano ‘salva società’

di admin

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“Tre amici al bar”. Così si sono voluti appellare Sergio Landi, Giovanni de Peppo ed Andrea Raiano quando hanno indetto una conferenza stampa in un noto bar del centro per presentare i documenti “Prospettive della Porto Livorno 2000” e “Non svendiamo la Porto Livorno 2000” che il prossimo martedì 1 luglio, alle ore 17.30, illustreranno alla Camera di Commercio di Livorno alla presenza del presidente Sergio Costalli. L’incontro sarà aperto al pubblico proprio perché “il destino della Società riguarda tutti”.
Tre amici, ma non così ignoti. Si associano i loro nomi alla politica con il Pci (Landi), ma anche alla Lega Consumatori (Raiano) ed ai servizi sociali (De Peppo), ma in questa circostanza ci tengono a precisare che “sono solo persone comuni, mosse dall’amore per la loro città”.
Attualmente la Porto Livorno 2000 è di proprietà maggioritaria dell’Autorità Portuale e minoritaria della Camera di Commercio di Livorno. A breve, in seguito alla normativa che impone la variazione di percentuale proprietaria, l’Autorità Portuale dovrà scendere tassativamente sotto al 50% e dovranno essere trovati altri soggetti proprietari.
Da qui parte la redazione del documento “Non svendiamo la Porto Livorno 2000”, proprio perché i “tre amici” assieme ad altre 42 persone firmatarie, ritengono che la società debba essere lo snodo centrale di un’attività molteplice che vada oltre la sola gestione del Terminal Crociere ed il turismo crocieristico in senso stretto.
“Secondo gli ultimi dati rilevati dalla Camera di Commercio, risulta che solo il 6% dei turisti si ferma a Livorno – ha commentato Giovanni de Peppo – ciò significa che il nostro porto viene considerato solo di passaggio e non di testa. Dopo gli anni di buio, la Porto Livorno 2000 con il Dottor Asti ha fatto un buon lavoro, in termini di cifre, ma è necessario e vitale un cambio di rotta, non possiamo accontentarci, non è più il tempo”.
“Se si pensa alla storia di questa città che non viene minimamente valorizzata – ha continuato Sergio Landi – alla cultura, al paesaggio, alla gastronomia, all’importanza della comunità ebraica che vi risiede. Abbiamo tutte le carte in regola per poter diventare un porto di testa, basterebbe convincere una delle Compagnie crocieristiche ed il resto verrebbe da se”.
“Qualche tempo fa, ho avuto il piacere d’incontrare un rabbino di Toronto che diretto a Roma, ha deciso di passare dalla nostra città – ha aggiunto Andrea Raiano – ebbene è rimasto impressionato dalla nostra situazione, dalla nostra sinagoga, dal fatto che non fosse mai esistito un ghetto ebraico. Questi sono tutti punti a nostro favore, capaci di attirare gente. Siamo ricchi di storia e di cultura ma non riusciamo a mostrarla ed è un vero peccato”.
Sempre Raiano si è impegnato lo scorso 20 febbraio per proporre alla Toscana Promozione la candidatura di Livorno al prossimo Expo. “Perché il passato di Livorno è il suo futuro”.

I 42 firmatari dell’appello: Sergio Landi,Piero Mantellassi,Giuseppe Batini,Mannari Claudio,Barbara La Comba,Maurelli Sabino,Roberto Mazzanti,Luca Tassi,Lorenzo Viani, Federica Cheti,Mario Camici,Maurizio Manetti, Annamaria Neri,Simona Cavallini,Renato Stasi,Leandro Bauco,Alessandra Macchia,Sabrina Pedigo, Giovanni Ghio Rondanina,Alessandro De Checchi,Franco Franchi, Chiara Lucarelli,Maila Serni,Cinzia Magi,Patrizia Lupi,Oriana Rossi,Gerardo Angioli,Marcella Geppetti,Ettore Bettinetti,Massimo Borrelli, Cristina Giudici Tosi,Cesare Trucchia,Massimo Pugliese,Giovanni De Peppo,Michele Francalacci,Sirio Grassi,Marco Filippelli,Bonsignori Fausto,Giancarlo Morelli, Donatella Becattini.

Per maggiori informazioni:
Pagina Facebook: Amici di Livorno
Blog: livornoosa.wordpress.com

Di seguito il documento integrale “Non svendiamo la Porto 2000”:

1. La PortoLivorn0 2000, dopo gli anni del buio e la buona cura del Dott. Asti è da tempo una società pubblica che produce lavoro,reddito,utile ed ha un notevole potenziale nel settore crocieristico
2. Essa può diventare un volano fondamentale per lo sviluppo turistico della città di cui il crocierismo deve essere asse centrale ma non esclusivo.
3. Per il pieno dispiegamento delle sue potenzialità occorre che l’Autorità Portuale rimuova gli ostacoli che Kmps (Advisor incaricato dalla AP) individua come forti limitazioni al riconoscimento ed alla crescita del suo valore economico e patrimoniale
4. Nelle attuali condizioni una frettolosa vendita,peraltro ad un soggetto monopolista e settoriale, sarebbe la svendita di un patrimonio pubblico con evidente danno erariale tanto più in quanto si ritenesse di cedere ,non la maggioranza,ma la totalità delle azioni possedute dalla stessa AP non essendo la vendita totale obbligo di legge.
5. Pertanto riteniamo che la ricerca di partnership con soggetti industriali privati debba essere condotta in modo largo,accorto e coerente con il valore potenziale della Società nonché in relazione stretta con l’altro Socio Pubblico (CCIAA),le Istituzioni locali e tutti i soggetti economici e sociali che hanno a cuore lo sviluppo turistico -crocieristico di Livorno nella dimensione Toscana.
6. La Porto Livorno 2000 è un patrimonio della Città.

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7 commenti

 
  1. # alberto

    I 42 firmatari….ma fatela finita…..quasi tutti dipendenti della Porto 2000 o a contratto stagionale.. ..e voi ci venite a dire cosa fare del futuro di questa societa’…..

  2. # andrea giovannelli

    Mi piace la definizione “tre amici al bar” sicuramente saranno amici. Arrivo subito al punto, durante la campagna elettorale e prima, questi signori non si sono schierati pubblicamente a fianco di chi come noi di Progetto per Livorno hanno denunciato che la svendita della Porto 2000 poteva essere un giochino commerciale -finanziario finalizzato appunto alla svendita a favore di società amiche, che niente hanno a che fare con le crociere. Ora che la guida amministrativa è cambiata si esce con addirittura conferenze stampa, scusate ma il vostro è un comportamento politico dubbioso.

  3. # Libero 1°

    Perché tutte queste belle parole e belle iniziative non le prendevate 3 anni fa,quando le prime compagnie di crociere,vista la “bella” accoglienza quando arrivavano a livorno,iniziarono a guardarsi intorno,ma poi mica tanto lontano,e misero gli occhi su la spezia? E cosa diceva qualcuno? Ah si….: la spezia? E’ soltanto un bozzo! Comunque auguri ai cittadini firmatari ( ne conosco qualcuno) per il resto i soliti nomi politici in cerca di occupazione

  4. # Parklaus

    E vi svegliate ora ?

  5. # brunog

    Con quale coraggio si difende una società che in due anni ha perso il 45% dei passeggeri e le crociere di testa a favore di Spezia che non ha aereoporto alla periferia della città.

  6. # Sergio-M

    Ma i ‘giovani’ amici al bar ci sono mai stati in crociera?
    I croceristi acquistano, prima di arrivare a Livorno, l’escursione nelle città d’arte toscane: Firenze, Pisa, Siena. Vogliamo dire che il Museo Fattori può competere con gli Uffizi, i ns. Quattro Mori con la torre di Pisa e piazza Grande con la meravigliosa piazza del Campo… via non facciamo i ridicoli!
    A Livorno restano i turisti più anziani o come vengono brutalmente definiti dagli addetti ai lavori “i terminali” oppure quelli che non vogliono spendere, a tutti questi possiamo vendere “la giratina” alla Terrazza Mascagni, la Casa natale di Modigliani e volendo un ‘concertino’ all’interno delle fortezze, ma non prendiamoci in giro con progetti faraonici perché non ci sono le condizioni, non funzionerebbe tanto più che i tour operator non hanno interessa a far restare i croceristi a Livorno.
    Tutti concetti per altro già spiegati durante gli Stati Generali delle compagnie delle navi da crociera in Camera di Commercio alcuni mesi fa ma “i tre amici al bar” non c’erano, erano al bar !
    Sono altri i progetti da realizzare nella nostra città, ne parleremo ad Effetto Venezia, Insieme Livorno

  7. # Beppone

    Ma guarda Nogarin fa la sparata che la Porto 2000 la può comprare il Comune, ed apriti cielo..ecco che spuntano di fuori…i tre amici al bar, associazioni..che vogliono dire la loro sul futuro della porto 2000. Quest’anno è già lo vediamo, arrivano poche navi, a parte le due o tre, che oramai scalano da anni il nostro porto, son sparite le giganti, e le quattro o cinque navi in contemporanea attraccate nel nostro porto, per ora, non se ne sono viste. Facciamo come La Spezia, dove anno affidato il tutto alla Caribbean è i risultati già li stanno vedendo

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