L’Unicoop Servizi da Gallanti: “Non riscuotiamo da tre mesi, dateci una mano”

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Da tre mesi non percepiscono lo stipendio, la loro cooperativa vanta nei confronti di altre imprese crediti nell’ordine di 130 mila euro e hanno una pesante situazione debitoria verso la defunta Agenzia del Lavoro Portuale (Agelp), messa in liquidazione a giugno per fare spazio all’attuale Alp, la società che ai sensi dell’art. 17 della 84/94 è oggi autorizzata ad integrare la manodopera delle imprese art. 16 e 18 dello scalo labronico. Sono i lavoratori della Unicoop Servizi ed oggi, in occasione della riunione Commissione Consultiva, si sono dati appuntamento sotto Palazzo Rosciano per manifestare il loro profondo disagio: «Sono 34 anni che lavoriamo in Porto – ha detto Carlo Savi, uno dei rappresentanti della delegazione Unicoop che si è recata in Autorità Portuale per rappresentare il momento di particolare difficoltà in cui versa la società – siamo qui perché vogliamo sensibilizzare la comunità portuale nei confronti della nostra situazione. Chiediamo che le istituzioni ci diano una mano»

Il presidente Giuliano Gallanti, pur ammettendo che l’Authority non ha la possibilità di ingerirsi nelle relazioni private tra imprese, ha promesso che farà opera di moral suasion perché i soggetti che ancora non hanno pagato Unicoop rispettino gli accordi commerciali intrapresi. Intanto, durante la Commissione Consultiva, l’Authority ha comunicato che intende ridurre da 20 a 19 il numero massimo delle imprese autorizzate allo svolgimento delle operazioni portuali. «Di fatto – ha sottolineato il responsabile del lavoro portuale, Sergio Manzi – oggi la Taf è stata incorporata dalla Cilp. Per questo motivo il numero dei soggetti art. 16 si è ridotto di una unità». Rimane invece invariato, a quota otto, il numero delle imprese autorizzate allo svolgimento dei servizi portuali. La Commissione Consultiva ha espresso un parere positivo. Il provvedimento verrà ora portato in Comitato portuale per il via libera.

 

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5 commenti

 
  1. # Pasquale

    La disapplicazione di leggi e regolamenti in un mercato regolamentato quale quello portuale alla fine non porta che a queste situazioni. Il credito verso altre imprese credo sia un problema di tutte le società italiane, non una scusa per non pagare i propri lavoratori. Forza ragazzi

  2. # Ale

    Ci pensa il compagno Lucarelli!!!!

  3. # virgilio

    I lavoratori tre anni fa si sono ridotti lo stipendio… ai piani alti nessuna riduzione…ma il risultato è lo stesso…Lucarelli senior dove sei adesso?…

  4. # Libero 1°

    Si,però dopo che ha pagato gli stipendi arretrati ai giornalisti del corriere di livorno!!!!

  5. # banchina

    IO te lo avevo scritto già ieri dov’è lucarelli ma a quanto pare non si può dire….

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