Approvato (finalmente) il Piano Regolatore Portuale. Tutte le novità

Svolta storica in Comitato Portuale: coro unanime di sì. Dalla Piattaforma Europa alle Porte Vinciane ecco cosa cambia

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Finalmente, è stato adottato. Il Piano Regolatore, cui il Comitato Portuale aveva dato il via libera preliminare il 20 giugno del 2012, è ritornato a Palazzo Rosciano per la formalizzazione definitiva. Il Parlamentino dell’Authority ha provveduto all’adozione con un coro unanime di sì. “Si tratta di una svolta epocale – ha detto il presidente dell’Authority, Giuliano Gallanti -, il porto di Livorno ha tutte le carte in regola per tornare a proporsi come uno dei più importanti porti del Mediterraneo”. Ora non rimangono che pochi passaggi formali prima di arrivare al traguardo: dopo l’esame da parte del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici (entro 45 giorni) e dopo l’avviso di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale Regionale (60 giorni massimo) per le osservazioni relative alla Vas (Valutazione ambientale strategica), lo strumento di programmazione che ridisegnerà la geografia del porto potrà essere inviato alla Regione Toscana per l’approvazione finale.
“Il Prp – ha precisato il numero due del porto di Livorno, Massimo Provinciali – è il risultato di un lavoro di squadra cui hanno contribuito tutti. Tra settembre del 2011 e febbraio del 2012 si sono svolti numerosi incontri con le istituzioni, la comunità portuale e le organizzazioni sociali, e dopo mesi di discussioni anche accese siamo finalmente approdati alla versione definitiva del piano. Ringrazio tutti per la collaborazione”.
Piena soddisfazione per come sono andate le votazioni è stata espressa anche dal vice sindaco di Livorno, Bruno Picchi, che ha parlato di un nuovo modello di intreccio tra porto e città: «Lo scorso 9 dicembre – ha detto – il Consiglio Comunale ha approvato la variante anticipatrice al piano strutturale e al regolamento urbanistico, necessaria all’adozione del piano regolatore portuale. Comune e Authority hanno fatto lavoro di squadra per arrivare a questo importante risultato. Ora possiamo procedere speditamente verso l’approvazione del Prp e della Variante».

Piattaforma Europa ma non solo. Le principali novità del Piano Regolatore Portuale. Alberto Noli: “Gallanti ha fatto un lavoro egregio”

Il piano regolatore in pillole – La proposta di Piano regolatore riprogetta il porto, ridefinendo le funzioni e i vari assetti territoriali. A illustrarne in comitato i punti salienti è stato Marco Tartaglini, l’amministratore unico della società Modimar, incaricata di supportare l’Authority nella progettazione del piano.

La Piattaforma Europa – La colonna portante del Prp è rappresentata dalla Piattaforma Europa: “Gli obiettivi ci erano chiari – ha dichiarato Tartaglini -: volevamo sviluppare due traffici, i contenitori e i rotabili; volevamo, inoltre, allontanare il terminal petroli dalla città e integrare la portualità turistica con una infrastruttura dedicata alla nautica sociale”. La piattaforma Europa è nata per sviluppare le prime due esigenze: si estende a nord del porto, ha un terminal dedicato ai container (due banchine laterali di 1200 metri lineari, una banchina frontale di 600 metri, 72 ettari di piazzali e fondali a -16) e un altro dedicato ai rotabili (una banchina lineare di 1200 metri, piazzale da 56 ettari e sei ormeggi lato frontale per navi da 240 metri). Competa l’infrastruttura la nuova Darsena Petroli, dotata di 4 ormeggi, di cui uno per navi fino a 200 metri, due per navi di lunghezza fino a 240 metri, ed il quarto per le petroliere di grandi dimensioni.

Addio Porte Vinciane – È una delle grandi novità, a darne la notizia è stato sempre l’amministratore unico della Modimar: “In corrispondenza della Foce del Calambrone – ha dichiarato – è prevista una Darsena Fluviale che, oltre a costituire l’ingresso in porto per il canale dei navicelli, potrà diventare un terminal per la navigazione fluviale”. L’accesso alla Darsena Toscana attraverso le famose Porte Vinciane verrà insomma tombato e un po’ più a sud verrà realizzata una darsena, con un’imboccatura larga 130 metri, un avanporto, una banchina lato sud di 789 metri, una banchina lato nord di 466 metri e almeno 100 metri di larghezza. Nella nuova infrastruttura troveranno spazio tutte le chiatte e le imbarcazioni che possono navigare nello scolmatore. «La nuova infrastruttura – ha spiegato Tartaglini – darà una risposta ai problemi di Interramento dei fondali di Tdt e alla esigenza di mantenere i collegamenti tra il porto e la cantieristica pisana».

Il porto turistico – Per la nautica sociale in località Bellana, a fianco della darsena Morosini, è prevista la realizzazione di uno specchio acqueo protetto dove saranno installate le strutture di ormeggio dedicate.

 Noli: Livorno ha enormi potenzialità di sviluppo – Alla riunione di Comitato che ha dato il via libera al nuovo Prp ha partecipato anche il professor Alberto Noli, ordinario di “Costruzioni marittime” presso l’università di Roma “La Sapienza” e socio della Modimar: «Fino a poco tempo fa – ha sottolineato – lo scalo labronico appariva agli occhi degli osservatori come un patchwork, un’accozzaglia disordinata di aree e funzioni disposte a caso sulla mappa del porto. Debbo dire che il presidente Gallanti ha fatto un lavoro egregio di razionalizzazione dell’esistente e ha accorpato le funzioni. Con il piano regolatore facciamo un passo in avanti: Livorno è uno dei porti che in Italia ha maggiori prospettive di sviluppo».

 

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12 commenti

 
  1. # franco

    E’ questo quello di cui livorno ha bisogno per svilupparsi: decisioni rapide ed efficaci…. Quanti anni per arrivare al “piano”: solo 20 o di più? E nel frattempo gli altri porti fregavano traffico ed opportunità. E quanto tempo, adesso, per fare qualcosa di concreto?

  2. # mario

    Alla luce dei fatti e nella piu’ rosea delle ipotesi NON prima di 5/6 anni……….

  3. # RiccardoBlu

    A parte i soliti commenti scontati, direi che si un OTTIMA notizia per Livorno ! Speriamo che porti lavoro e beneficio a TUTTI!!

  4. # franco

    sei un ottimista!

  5. # marcovaldo

    Ma io mi chiedo come mai ci sono voluti 40 anni per fare un piano regolatore, Tamburini che sa tutto ci spiega come mai?

  6. # franco

    Dunque cosa ci vuole per un grande porto?
    fondali adeguati alla nuova generazione di super portacontainer
    carico scarico immediato giorno e notte (tutto automatizzato!)
    trasporti (ferrovia) rapidi verso la rete nazionale
    attracco certo
    terminal riservato a crociere con accoglienza adeguata (e multilingue)
    etc., etc.
    E tutto questo disponibile da ieri!
    Buon lavoro ai nostri responsabili portuali!

  7. # giacomo

    allora, gli incontri sono iniziati a settembre 2011, il via libera preliminare giugno 2012 e oggi dicembre 2013 hanno raggiunto l’ accordo. Ma attenzione: Ora non rimangono che pochi passaggi formali prima di arrivare al traguardo……….Se i tempi di realizzazione di tutto vengono fatti con la stessa celerità quando sarà tutto pronto invece delle navi si useranno le navicelle spaziali

  8. # brunog

    Evviva Evviva con la velocità della luce dopo 60 anni abbiamo partorito il piano regolatore del porto, per ora ancora da controfirmare. Facciamo un nuovo piano regolatore prevedendo pescaggi di -16 mt. Piombino draga a -20 e sicuramente le grandi navi contenitori giramondo andranno a Piombino, relegando Livorno a porto di piccolo cabotaggio.ai tempi i cui i nostri bisnonni pensarono l’imboccatura sud con le relative dighe, le navi che solcavano i mari erano velieri e navi a vapore, che nei confronti di quelle di oggi erano poco più che lance di salvataggio, ancora oggi malgrado le dimensioni le navi passano di lì. Questo per dire la loro lungimiranza. Oggi le menti sublimi dei nostri amministratori fanno piani con fondali a -16 mt sapendo che così facendo si avvia Livorno non allo sviluppo ma alla decadenza a favore principalmente di Piombino. L’unico augurio che faccio a questa classe dirigente e di togliersi di mezzo il prima possibile.

  9. # bruno tamburini

    quando tu chiami io rispondo. gli anni di intervallo sono circa 53. Non procedere alla stesura di un nuovo piano regolatore fu una scelta ben precisa, questo strumento pretende anni per l’approvazione definitiva e ne occorrono altri ancora, non pochi perchè possa dispiegare i propri effetti (speriamo). Fu deciso di procedere per step, con provvedimenti senza una visione organica complessiva, ma di immediata, si fa per dire, efficacia. Poi ci sono state le note vicissitudini con commissariamenti vari Anche se non perdi occasione, tantissimi auguri

  10. # Pasquale

    Ci volevano un genovese e un romano per fare il piano. Forse noi livornesi siamo bravi solo a criticare e a litigare per piccoli privilegi tramandati dalla politica. Non serve dragare, serve cambiare mentalità

  11. # roberto

    allora per intenderci le porte vinciane rimangono aperte ?

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