Appalti, Cna: basta con il metà prezzo. E’ la morte delle nostre imprese

“Se è possibile venire a Livorno e vincere una gara Casalp con il 47% di ribasso delle due cose l’una: o chi ha fissato il prezzo di partenza della gara ha sbagliato di grosso i calcoli, o anche in edilizia è possibile il prendi due paghi uno”: così Dario Talini, responsabile di Cna Costruzioni, commenta l’ennesima gara aggiudicata a imprese addirittura di fuori regione in cui il fattore prezzo ha giocato un ruolo determinante. “La stragrande maggioranza delle imprese livornesi si sono ormai quasi arrese e non partecipano nemmeno più a queste gare – aggiunge Talini – ma noi non vogliamo restare inermi di fronte a queste storture: se è vero che la gara per oltre 7 milioni di euro non era puramente al massimo ribasso ma con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, è vero anche che al fattore prezzo veniva dato un punteggio di 60 contro il 40 dell’offerta tecnica; accade così che un’offerta che vede aggiudicarsi il massimo dal punto di vista della validità tecnica e quindi qualitativa della realizzazione, viene surclassata da chi prende il massimo punteggio nel ribasso del prezzo pur avendo preso molto meno nella graduatoria tecnica.
Qualcosa non torna: se il prezzo di partenza fatto da Casalp in base ai parametri ufficiali è un prezzo già giudicato potenzialmente congruo, ma ovviamente migliorabile in una certa percentuale dalle aziende dotate di migliore organizzazione del lavoro, di maggiore forza contrattuale con i fornitori dei materiali, di migliore dotazione strumentale e di più elevata competenza, non è possibile – sentenzia Talini – che ciò sia nella misura del metà prezzo. Ci rendiamo conto che già un ribasso del 25% vuol dire grossolanamente che di un palazzo di quattro piani di cui te hai fatto il prezzo, uno te lo regalo? Come è possibile che te ne possa regalare addirittura due?

Secondo Cna le cose dovrebbero andare al contrario: i tecnici degli enti pubblici dovrebbero saper calcolare al meglio il prezzo di partenza, in modo che la gara si giochi principalmente sul versante della tecnica e della qualità di realizzazione, dando quindi a questa il valore di 60 ed al fattore prezzo il 40. Quando affermiamo che a livello locale si può fare ancora molto contro la crisi, è a questo che ci riferiamo: le stazioni appaltanti pubbliche del territorio devono fare il massimo affinchè le imprese locali possano giocare tutte le loro carte e non solo quella del prezzo, anche a beneficio degli utenti”.

 

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4 commenti

 
  1. # Giusto

    Indagare su tutte le gare di qualsiasi ente , dove si presentano forti sconti, soprattutto da ditte delocalizzate. Non è possibile vivere e lavorare in queste condizioni. Evitare….. Ogni tipo di infiltrazione losca…..

  2. # simo

    Hai ragione si deve indagare ora non quando succedono i disastri e i palazzi si sgretolano come neve al sole….

  3. # salvatore favati

    Chi scrive commenti e lettere è al corrente del fatto che la manodopera fa la parte de leone nel determinare i costi, e che aziende Italiane impiegano manodopera appartenente a aziende miste registrate in Bulgaria ( Europee, no ? ) soggette a contribuzioni e regime impositivo Bulgaro, e che questo risulta regolare per il nostro governo?
    Ovviamente qualcuno lo sa fare e qualcun altro no, le grosse Cooperative insegnano.
    Se l’Europa serve a questo credo che si dovrebbero riscrivere alcune regole, se invece si lasciano così come sono di qui a breve ci si spiegherà a revolverate per decidere quale sia il confine tra la povertà e la miseria, per affermare il proprio diritto a mangiare ogni giorno, dato che il lavoro per le imprese Italiane sparirà, punto e basta.
    Ma già si sente qualcuno che chiede di poter pagare il proprio personale in noccioline…

  4. # marilena

    Bene finalmente qualcuno comincia a denunciare simili cose, purtroppo ora è tutta una corsa al ribasso ma poi alla fine i costi sono gli stessi non ci rendiamo conto che stiamo facendo il gioco ai nostri signori e padroni

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