Benetti, rientrano i licenziamenti

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Il licenziamento di due impiegate, annunciato nei giorni scorsi, non ci sarà, grazie a un chiarimento tra sindacati e azienda. Alle impiegate non sarebbe stato prospettato il licenziamento immediato ma solo l’ipotesi di un possibile esubero futuro. Alla iniziale notizia che Benetti, marchio di fama mondiale nel settore dei megayacht sbarcato in città 11 anni fa per rilevare lo storico Cantiere Navale Fratelli Orlando, volesse effettuare dei tagli al personale il 19 febbraio i lavoratori avevano dato vita uno sciopero.
Dunque, l’azienda non abbandonerà il cantiere di Livorno ma rimane sul piatto una possibile esternalizzazione di alcuni servizi.

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13 commenti

 
  1. # Marco

    Qaulcuno diceva………BER MI ‘ANTIERE..!!!

  2. # tore

    ma perchè a Livorno c’è ancora qualche ditta che lavora?

  3. # albertoa

    Bisognerebbe dire alla nomenklatura livornese che le banchine e i bacini non potranno mai essere delocalizzati, bisognerebbe renderli edotti che le navi devono far bacino almeno una volta l’anno, e le navi hanno bisogno sempre e comunque di una banchina per scaricare o caricare: di conseguenza, anche un mediocre amministratore considererebbe le sopradette infrastrutture come le radici economiche su cui costruire tutto il sistema economico livornese. Il porto mediceo trasformato in posteggio del diporto e solo operazione finanziaria volto a far ricevere affitti al solo concessionario impedendo definitivamente alle navi di andare in bacino, e di usare le banchine del mediceo per le crociere. certo sul posteggio ci guadagna uno solo, sulle crociere e i bacini in tanti, forse è per questo motivo che distruggiamo quelle che è di tutti per dare a uno.

  4. # Daniela

    Altra bella notizia per la nostra città, mi raccomando continuiamo così non cambiamo nulla avessimo a stà meglio…siamo mica scemi noi

  5. # Lorenzo65

    Quando la Benetti deciderà di lasciare Livorno, non vi preoccupate: in quel sito faranno un bel cantiere di lavori socialmente utili e pianteranno qualche palma in più per meglio decorare il deserto industriale della città….

  6. # ugo

    la pedonalizzeranno?

  7. # AAA

    Mi spiace ma non è la crisi ma solo che tutte le aziende vogliono risparmiare anche se fanno utili per farne di più quindi c’è qualcuno pagato per togliere di mezzo chi da fastidio con la scusa di de localizzare. Perché non credo che uno impiegato a Livorno sia più caro di uno a Viareggio. Dovrebbero super tassare i trasferimenti e le delocalizzazione nei settori strategici. Col cavolo che andrebbero a fare call center in Albania dove i nostri dati vengono veduti senza garanzia

  8. # Franco

    infatti avete fatto una bella fine!!!

  9. # asciugati

    Ma perchè dovrebbe restare a Livorno ? i vaini che ha speso per comprare il cantiere Orlando l’ha già ripresi vendendo la parte edilizia alle Cooperative di costruzioni I megayatch si possono fare in tutti i paesi del mediterraneo a minor costo. I clienti sono internazionali . Gli impianti sono minimi e la tecnologia la porta dove gli pare ! Hanno fatto chudere la Lips perchè gli serviva per farci l’albergo e le istituzioni gli hanno concesso tutto quello che voleva. Il prossimo sindaco avrà anche questa gatta da pelare !

  10. # Off

    Ringraziamo la signora fornero

  11. # Antani

    Macchè ci faranno un’ipercoppe!!!

  12. # NewLivorno

    16 navi in 5 anni. Il resto ė tutto ” merito ” del monte dei paschi ė lega coop e politica locale.

  13. # luigi

    dobbiamo riattivare da subito il settore delle riparazioni navali . L’offerta del porto di livorno deve essere diversificata in modo di poter compensare eventuali problemi di un settore produttivo. che errore inoltre non aver fatto venire a Livorno la Concordia era una immagine di livorno positiva e in tutto il mondo di città che sa risolvere i problemi importanti oltre a garantire per qualche anno lavoro a molti livornesi. mentre probabilmente si è voluto difendere la attività di benetti , invece si doveva trovare una soluzione che salvaguardasse tutti gli aspetti ma senza rinunciare ad acquisire lavoro per la nostra città

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