Idà: se divento sindaco al massimo 8 assessori, con almeno 4 donne

di letizia

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“L’esperienza delle primarie mi ha permesso di incontrare persone e mondi che non conoscevo”: ha esordito cosi Roberto Idà, candidato sostenuto da Sel e Uniti per cambiare, parlando di questi giorni trascorsi in giro per i quartieri. “Ho avuto modo di vedere da vicino – ha proseguito Idà – sia i problemi della gente, ma anche quei volontari che investono la loro vita in un lavoro spesso sconosciuto”. Se diventasse sindaco uno dei suoi impegni sarebbe proprio quello di valorizzare le associazioni, fornendo loro un luogo per tutti dove riunirsi e dove poter erogare i propri servizi. Idà, inoltre, sembra avere le idee chiare su come dovrebbe essere la sua giunta:  “Farei un massimo di otto assessorati-  ha assicurato Ida’- inserendo almeno quattro donne: non credo pero’ alle deleghe a caso, ogni assessorato sarebbe assegnato a seconda della competenze”.
Ieri,  14 marzo nella sede di Sel in via Gori 14, inoltre è stata l’occasione di mettere in chiaro alcune questioni; come quella che riguarda l’appoggio dato da Uniti per cambiare, il cui presidente, Alberto Lenzi, è un iscritto a Partito Democratico. “All’interno della nostra associazione – ha spiegato Lenzi – ci sono anche ex elettori del Movimento 5 Stelle o iscritti ad altri partiti della sinistra. Su alcune tematiche la nostra forza politica lasciava a desiderare, così abbiamo deciso di sostenere Idà”. Un’altra ferita ancora aperta è quella che riguarda Buongiorno Livorno, a cui hanno aderito anche il consigliere Lamberto Giannini e una parte dell’ex dirigenza di Sel: “Siamo dispiaciuti per la rottura che ci è stata – ha affermato Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sel, presente anche lui ieri alla chiusura della campagna di Idà – auspico che in futuro Sel e Buongiorno Livorno possano tornare a parlarsi, tuttavia è stata scelta un’altra strada, cioè quella di ricostruire la coalizione col Partito Democratico, che invece a livello nazionale è venuta meno”.
A sostegno di Idà è arrivata anche Martina Nardi, parlamentare di Sel alla Camera, già vicesindaco di Massa, “ A Livorno manca uno sguardo complessivo sullo sviluppo urbanistico di questi anni, credo che avere un candidato sindaco architetto possa colmare questo vuoto, anche attuando una riqualificazione del territorio”. Proprio in ambito urbanistico che Idà riserva le critiche più dure: “L’ospedale – ha detto Idà – è lo specchio di tutti gli sbagli fatti in questi anni di un’amministrazione andata avanti a colpi di varianti. Sarei favorevole a fare un nuovo ospedale, ma non a Montenero, non abbattendo 2 Rsa e chiudendo distretti sanitari. In più la scelta di farlo in collina comporta costi più alti rispetto a se fosse stato scelto un altro luogo, il mio timore è che inizino i lavori e rimangano incompiuti”. Infine, ieri per Idà è stata l’occasione di “togliersi qualche sassolino” riguardo al suo coinvolgimento nei progetti del parcheggio dell’Odeon e dei palazzi di Piazza del Logo Pio: “ Non sono stato io il progettista dell’Odeon- ha chiarito Idà- a me fu solo chiesto di fare alcuni studi riguardo al trattamento esterno della struttura e sul foyer, alla fine però i miei progetti non sono stati accettati”.
L’idea di ricostruire i palazzi in Piazza del Logo Pio invece risale ai primi anni Novanta, quando con Consabit Idà pensò di ridisegnare la piazza facendola tornare come era alla fine dell’Ottocento “ il progetto negli anni è stato modificato – ha chiosato Idà – tuttavia è un intervento di cui sono orgoglioso: ricostruire la porta della città verso il mare anche come occasione turistica, anche per recuperare almeno in parte le migliaia di croceristi che si sono persi. Per il museo della città avrei consigliato di avere almeno un’idea, invece è stato fatto il bando di gara senza sapere cosa sarà messo all’interno”.

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