Gare remiere. Pasqui pronto a lasciare il testimone: “Fiero delle riforme. Il futuro? Spero sia dei giovani”. L’intervista

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di GIANNI PICCHI

Nel giugno 2014 i livornesi saranno chiamati alle urne per eleggere un nuovo sindaco. Tra i compiti del primo cittadino la facoltà di scegliere il presidente del Comitato Palio Marinaro. Vittorio Pasqui da nove anni ha questo incarico e, con l’avvento di un nuovo sindaco, molto probabilmente la poltrona sarà affidata ad altra persona. Ma non dimentichiamo che Il Palio si svolge a Luglio, e la domanda nasce spontanea:  “Potrebbe il nuovo presidente essere pronto a mettere in piedi l’organizzazione in pochi giorni?” E’ chiaro che, Pasqui, continuerà a portare avanti il suo mandato, e quindi, il nuovo presidente dovrebbe raccoglierebbe un testimone senza conoscere nulla di ciò che è stato preparato. Quindi potrebbe diventare realtà il fatto che, Vittorio Pasqui, resti fino alla fine del Palio 2014.
Siamo andati a trovare Vittorio nella cantina dei vigili del fuoco, situata pochi metri prima della Cantina del Palio. Come tutti, o quasi, i pomeriggi scende lo scalandrone degli Scali D’Azeglio per andare a fare un’oretta di emergometro, insieme all’amico Mauro Martelli, con il quale fa parte di Sportlandia  partecipando a gare remiere. Entriamo, e lui è lì che suda, quindi non ci resta altro che attendere la fine dell’allenamento, per iniziare a far domande.

Riavvolgi il nastro e dì cosa ricordi di questi nove anni.
“Nove anni importanti della mia vita. Il Palio per me è stato come tornare giovane, quando iniziai a vogare. Questo mondo, come altri, non puoi avere il consenso di tutti. E, nonostante ciò, ricordo molte, moltissime, persone con piacere. E tra le cose, il periodo in cui abbiamo cercato di innovare”.

Il mondo delle gare remiere ha cambiato volto con le nuove riforme. Come le hai vissute?
“Per certi versi le ho vissute in modo drammatico. Io, come molti, ero affezionato alle tradizioni di Livorno,ed ai suoi sedici rioni. Però, vivendo tutti i giorni a contatto con questo mondo , sono arrivato ad una conclusione, che il cambiamento fosse inevitabile. Quindi ho dovuto prendere atto delle riforme, ed  ho capito che se non fossero state messe in atto, si rischiava di mandare tutto all’aria. Molte persone che hanno dimostrato di non accettare il cambiamento, o non conoscevano cosa si andava a cambiare ed il perché, o erano persone troppo attaccate ad un ricordo, che non esisteva più. Io sono convinto che queste riforme, non ancora attuate del tutto, salveranno il mondo remiero livornese, assicurando un miglior futuro.”

Del tuo mandato cosa salveresti, e cosa manderesti a fondo.
Premetto che non sono una persona che dice, o tutto bene, o tutto male. In special modo non mi riconosco con chi ha fatto bene elogiandosi, e chi ha fatto male spostando gli errori su altre persone. Credo che una delle cose, che salverei, è quando abbiamo deciso di attuare le riforme, e la riscoperta del Palio dell’Antenna, una manifestazione che ha riaperto una pagina della nostra storia. Ed è entrata a a far parte delle “ Tradizione e Pali regionali”, promossa dalla Regione. Abbiamo cercato di migliorare il rapporto tra le Cantine e la gente del rione, con festa nel rione del vincitore, tanto per citare un avvenimento. Certamente non ha fatto bene al nostro Palio la crisi economica, però non abbiamo mai cancellato una manifestazione, mantenendo il nostro patrimonio storico. Ed oggi ha la possibilità, solo, di migliorarsi nel futuro. A fondo non manderei nulla. Mi rammarico, solo, delle cose che non ho potuto fare. Avrei voluto lavorare molto di più per far avvicinare i giovani al remo e migliorare il senso di appartenenza dei rioni. Il fatto che ogni anno diversi vogatori cambino Sezione, non fa bene ad aumentare questa appartenenza.

E come puntare sui giovani?
“Tornando ai giovani, innanzi tutto, per fare ciò, dovremo qualificare le nostre attività. Adeguare, e migliorare, le strutture, e fare un lavoro, massiccio, di propaganda. E proprio nel momento di crisi le Sezioni Nautiche dovevano aprirsi maggiormente. Altri sport, per praticarli, sono onerosi, il nostro è gratuito. Fare una leva del remo, e, con i nostri istruttori, illustrargli questo tipo di sport. Cosi’ facendo, dopo un anno, potremmo avere un certo numero di ragazzi giovani, che permetterebbero di aumentare gli equipaggi degli under 18. E poi un altro fattore importante. Lavorare con le scuole. Fare un binomio scuole-associazioni. Ciò potrebbe far allungare la stagione remiera solo con gare di ragazzi, specialmente al termine della scuola. Visto che le nostre barche sono impegnative potremmo aprire agli esordienti, o a chi ha fatto altri sport ed iniziano ad avere un calo di interesse, farli così avvicinare a questo sport di tradizioni. Potrebbero continuare a star bene fisicamente, e portar loro nuovi stimoli e quindi soddisfazioni. Secondo me è meglio arrivare quinti o sesti, con diversi esordienti, che arrivare sul podio con quarantenni. Dobbiamo rinnovare le fila dei vogatori. Per non arrivare all’esaurimento del corpo vogatori”.

Nel caso in cui non avrai di nuovo l’incarico, cosa ti mancherà maggiormente?
“A questo punto sento stanchezza per il lavoro svolto. Io penso che non mi mancherà nulla. Pensandoci bene, una cosa però vorrei fare, anche per cercare di non staccarmi del tutto dal Palio. Andare a fare il campo di gara con Gino ( Falanga, l’attuale “custode” della Cantina del Palio, ndr). Con lui in giro con la barca a mettere le boe. Fare l’uomo di fatica, eseguendo ciò che mi potrebbe dire Gino, che come sappiamo, è un pozzo di conoscenze di questo mondo. Teoricamente so; ma andare sulla barca a contatto con il mare sarebbe un’altra bella esperienza.

Qualcosa da aggiungere?
“Si, vorrei tornare a parlare della riforma. In mare 8 barche a 10 ce l’abbiamo messe, 4 barche nel quattro ce l’abbiamo messe. Quello che è mancato soni gli equipaggi dei giovani. Nel passato non abbiamo lavorato bene per questa categoria. Adesso le condizioni ci sono. Anche se le strutture non sono ancora completate. Il Comune ci sta lavorando, e nel giro di poco tempo saranno completate. Ricordando poi le gare remiere, ho visto una grande partecipazione di pubblico. Dignitosa per tutte le gare. Ed al Palio dell’Antenna, senza i fuochi e la tribuna, la gente è venuta ugualmente. Forse qualcuno addetto ai lavori aveva delle remore sulle gare, che non si sarebbero fatte ( leggi Antenna), che il pubblico non sarebbe venuto, che le riforme avrebbero ucciso le gare. Ai livornesi, al dì fuori delle Cantine, a tutte queste cose non hanno dato peso. Hanno continuato ad amare le gare, e venire a vederle. Ed a fare tifo. “

Al tuo successore cosa vorresti dire?
“Fare questo lavoro è affascinante, anche se più difficile di quanto si pensi. Quindi gli direi di lavorare, con tanta passione, affinché il Palio abbia la sua, giusta, importanza. A Livorno, sì, ci sono tante gare remiere, ma chi è presidente del Palio, deve pensare solo al Palio. A Livorno si parla di Palio, Palio, e Palio, e deve sempre restare nel cuore. Io sono stato eletto presidente a 50 anni, questa volte avrei desiderio che fosse eletto un quarantenne”.

Per tutto il tempo dell’intervista è rimasto seduto all’emergometro. Ogni tanto una “vogatina”, tra una risposta e l’altra. Si alza, e dal suo viso traspare l’amore e la passione che ha per il mondo del remo che lo hanno accompagnato nel suo cammino novennale. Martelli, che è stato per tutto il tempo a lui vicino, gli dà una pacca sulla spalla, sorridendo, lo guarda e si dirige verso la doccia. In questi giorni qualche dirigente si lamentava che l’acqua, consumata in Cantina, aveva un prezzo elevato. Come abbiamo sempre fatto ci siamo informati, e dato risposte. Ed anche questa volta non ci siamo esentati.

Fabio Canaccini, presidente del Cat , aveva iniziato, con l’aiuto dei due presidenti, facente parte del Consiglio del Cat, un indagine a tal proposito. Per dare una risposta i tempi si sono allungati dal fatto che alcuni presidenti di Sezione Nautica, hanno mandato la documentazione della loro Cantina in ritardo, noi possiamo anticipare quale sarà l’esito finale di questa indagine. Dopo aver esaminato le varie documentazioni, è avvenuto un incontro con l’Autorità Portuale, erogatrice dell’acqua, con questa decisione: “ Il costo dell’acqua avrà una tariffa agevolata”.

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10 commenti

 
  1. # lupogrande1

    MI COMPLIMENTO PER L’ARTICOLO DI GIANNI PICCHI E PER LO
    SPAZIO CHE QUI LIVORNO.IT DEDICA SPESSO AL PALIO MARINARO.
    PASQUI IN QUESTI ANNI HA SVOLTO CON PASSIONE UN BUON LAVORO
    LO RICONOSCO.IL TALLONE D’ACHILLE DEL PALIO E DEL MONDO REMIERO
    SONO DUE ASPETTI: LA CRONICA MANCANZA DI RISORSE , LO SCOL
    LAMENTO CON IL TESSUTO SOCIALE DEI RIONI.
    LE RAGIONI SONO VARIE OCCORRE PERO’ RIAVVICINARE I GIOVANI PORTARE
    I CITTADINI A PARTECIPARE ALLA VITA DELLE SEZIONI NAUTICHE. NON POSSONO
    ESSERE AVULSE DAL QUARTIERE. RECUPERARE MANIFESTAZIONI COME SCUOLE
    IN BARCA POSSONO, RIVITALIZZARE IL MINIPALIO NATURALE SERBATOIO DEL REMO LIVORNESE

    CLAUDIO MANNARI

  2. # federico brondi

    ci vado io a fare il presidente del comitato palio
    PRIMA REGOLA TORNARE A 16 RIONI

  3. # amaranto67

    peggio di cosi non era possibile fare… distruggere rioni storici come Antignano, Ardenza, Sorgenti… che hanno vinto diversi palii ed altri la che pur non avendo mai vinto avevano pari dignità e diritto ad affrontare il mare coi propri colori… tutto per continuare a foraggiare i rioni “storici” e rendere loro più facile il saccheggio dei vogatori…

  4. # salvalivorno

    Ormai è tutto morto sarebbe bello ritornare a 16 rioni e riconquistare l’entusiasmo degli anni ’70, ma finisce anche quello faranno morire anche l’unica vera manifestazione cittadina

  5. # mi diverto

    Amaranto 67, ma ci sei o ci fai.

  6. # la livorno oltre il boia deh!

    c’era una volta il palio fatto di barche di legno con remi di legno abbigliamento lanuncoloso, di cene popolari nelle vie e piazze e di circoscrizioni dove si parlava di quartiere, nel cercare il conometro e di imitare altri sport, si è cercato barche più leggere remi in carbonio panche scorrevoli e abiti da gara come ballerine, e per le strade c’erano solo le macchine e quelle poche cene al risotrante perchè sono finite anche le mamme che cucinavano in cantina, BRAVO VITTORIO, ce l’hai messa tutta ma non è bastato, il giochino era incrinato ed ora si è rotto, come si è rotta la voglia di essere presente nella cantina del palio alla presentazione del nuovo sindaco.

  7. # la livorno oltre il boia deh!

    si ricordano del Palio e dei loro componenti solo in campagna elettorale, pensare che nell’ottica della storia di questa città, Livorno nasce dal remo quale strumento di lavoro dei nostri avi.

  8. # mi diverto

    Vedi, la Livorno oltre il boia deh! , tutto quello che hai elencato risulta verità, ma dovreste sapere che sono tutte cose che hanno voluto fortemente le sezioni nautiche esasperando i vogatori con preparazioni fisiche da professionisti e trasformando le gare remiere in gare di canottaggio. Purtroppo costruttori di remi il legno a Livorno non ce ne sono più.

  9. # la livorno oltre il boia deh!

    con questo finisco perchè la mia non vuole essere una polemica, ma semplicemente una nota, prova a toccare o modificare una regola al palio di siena, ti mangiano!, doveva essere cosi anche a livorno, bene e per i remi se il ciolli a chiuso a venezia ci sono ancora i maestri d’ascia ( come si và a comprare le palme fuori della toscana lo si può fare per cose più semplici) ciao e continuiamo a divertirci.

  10. # mi diverto

    E quando bisogna riparare un danno su un remo di legno facciamo un saltino a Venezia, costerebbe anche poco. I remi di legno non sono usa e getta ma per ripararli ci vuole una persona competente che non è il maestro d’ascia. Comunque il miglior costruttore di remi di legno a Livorno e Carlino Pupilli conosciuto a livello nazionale ma ha quasi 90 anni.
    P.S. : ha costruito a suo tempo remi da canottaggio anche per i fratelli Abbagnale. Purtroppo non c’è un seguito di queste persone.

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