“Un parco ciclabile di 4 km a Montenero”

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Giovedì 17 settembre in quarta commissione (Assetto del territorio) si è concretamente iniziato a parlare del nuovo piano strutturale, che l’amministrazione comunale ha in mente di approvare entro la fine di quest’anno. In programma c’era l’illustrazione, da parte dell’architetto Augusto Cagnardi, che ha l’inacarico di ridisegnare la città, alcune idee per ridisegnare i quartieri nord e la cosiddetta ‘conca di Montenero’.

Quartieri nord: Per quanto riguarda l’area di Shangai l’urbanista ha fatto presente come ci siano ancora delle zone da poter riqualificare, nonostante alcune parti siano state interessate dai piani di recupero: “È un quartiere sul quale dobbiamo ragionare – ha affermato Cagnardi – poiché lì ognuno ha fatto ciò che voleva, dando vita a un miscuglio ingarbugliato di usi. Quando tutto sarà costruito, quella diverrà un’area con servizi e farà da connessione con la ristrutturazione, speriamo un giorno possa arrivare, della stazione di San Marco”.

Parco a Montenero: Un’altra delle idee proposte da Cagnardi riguarda la creazione di un parco, già previsto nel piano regolatore precedente ma mai portato a compimento, nell’area della cosiddetta conca di Montenero, situata tra la via di Montenero e Monterotondo. Si tratterebbe di un percorso pedonale e ciclabile lunga circa 4 km, con alberi su entrambe le parti della strada che ancora – ha commentato l’architetto – a Livorno non esiste”. Non contrario all’idea è l’assessore Aurigi: “Il tema della conca di Montenero tocca da vicino temi a noi cari come la riqualificazione e il consumo zero del territorio. La possibilità di creare un parco non la rigettiamo, ma riteniamo che debbano essere studiati meccanismi urbanistici che ci consentano di evitare nuove costruzioni a Montenero”.

Aree industriali: Un altro complesso problema è quello delle industie che sorgono vicino alle abitazioni dei cittadini: Cagnardi sarebbe propenso a trasferire le aziende nocive, tuttavia,come ha ammesso lo stesso architetto attualmente non ha ancora pensato a dove poter delocalizzare le industrie: “ È una questione che dovremo rinviare al piano operativo, per il momento ci possiamo limitare a dare solo degli indirizzi”. Uno fra tutti quello che la nostra città non è più in grado di poter sopportare la creazione di nuovi insediamenti industriali, l’unica area che secondo l’urbanista milanese potrebbe essere quella che guarda verso Guasticce ma solo “ rompendo la ‘diga’ della via Aurelia”. Giovanni Fuoti (M5S) ‘voce’ dei comitati in Consiglio, sposando in pieno il proposito di Cagnardi di voler trasferire le aziende nocive esorta tutti a studiare un’area in cui poterle destinare: “Se fosse trovata a quel tipo di industrie – ha detto il consigliere – una zona loro dedicata non solo ne guadagneremmo in termini di salute, ma le ditte rimaste vuote potrebbero essere riconvertite e infine anche per le aziende pericolose il lavoro migliorerebbe sia in termini di quantità sia di qualità”. Dal consigliere arriva poi un avvertimento: “Finchè questo non sarà fatto voterò no all’approvazione del piano strutturale”.
Dalla consigliera Monica Ria (Pd) arriva però un dubbio: “Mi chiedo se la giunta sia in grado di gestire tutte queste delocalizzazioni”.

 

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21 commenti

 
  1. # andrea

    Come si pagherà il progetto ?
    Farà la stessa fine dell’ ospedale nuovo.
    Tanto si paga con i soldi dei contribuenti.
    Ci sono cose piu’ importanti come sistemare la città che cade a pezzi.

  2. # Mauro

    Ma quando le ciclabili in città?

  3. # Marcaolo

    CHIACCHERE….FAVOLE PER RAGAZZI…OCCORRE PUNTARE SULLA ECONOMIA E SULLE INFRASTRUTTURE PER INCREMENTARE L’OCCUPAZIONE E LE ENTRATE COMUNALI…SIAMO CADUTI DALLA PADELLA NELLA BRACE….MA CHI LO PAGA QUESTO ARCHITETTO DI MILANO…BOH NON MI INTERESSA

  4. # ste

    Gli strumenti urbanistici non sono un optional: sono strumenti di cui un comune come Livorno DEVE dotarsi. La formazione dei piani regolatori è obbligatoria per legge.

  5. # ste

    Ma che discorsi sono!? Gli strumenti urbanistici disegnano il volto della città. La città è bloccata senza una legge che definisce le prospettive di sviluppo. Ovvio che i discorsi vanno ben al di là delle piste ciclabili (mi chiedo: qui si parla di strumenti urbanistici, ma perché il titolo dell’articolo è un populistico “Pista ciclabile di 4 km”? )

  6. # Domanda

    M;a se uno, in totale trasparenza, vuol parlare direttamente con Cagnardi, dove va? dove ha l’ ufficio in Livorno? E’ possibile ? Chi sa scriva , grazie.

  7. # Franz

    Ma chi riesce ad arrivarci a Montenero in bicicletta? Un essere umano normale, non uno sportivo.

  8. # Ma vole le industrie....

    ma voi le industrie le avete prese per bustine di zucchero? “Occorre trasferire…”, “troviamo un’area dedicata…” ma i quattrini per delocalizzare chi ce li mette? Non è che un’azienda si sposta come fosse una bicicletta!

  9. # asciugati

    Nel 1999 sindaco Lamberti regolamento urbanistico Cagnardi ! Nel 2015 sindaco Nogarin piano regolatore Cagnardi ! Si vede che hanno la stessa visione della città passata e futura !

  10. # Nerd

    Io non capisco perché stia ritornando la fissa per le biciclette e per il ciclabile in quanto negli ultimi 20 anni abbiamo già avuto degli assessori che fortemente volevano realizzare questa utopia ma sempre con risultati da mani nei capelli e questo vuol dire che il pianeta ideale e quello reale sono discosti tra loro. Mettiamoci in testa che ai nostri giorni la bicicletta è un mezzo per fare sport e non un mezzo alternativo e spero di non ricevere risposte assurde da coloro che si spostano in bici da piazza della Repubblica a piazza Cavour.

  11. # emme

    Non penso che la primaria necessita’ sia quella di costruire le piste ciclabili a Montenero. Difatto ci sono gia’, quotidianamente ci sono amanti della bici che percorrono strade e stradelli. Non esiste il problema inquinamento in quanto l’afflusso turistico si concentra in poche settimane l’anno, in maniera accettabile. Inutile poi partire dal basso, iniziamo a produrre piu’ mezzi ad elettricita’ od ad energia alternativa ed incentiviamoli invece di buttare via denaro pubblico.I super architetti non sono adatti alla gestione pubblica di Livorno

  12. # Marchino

    Ma perché invece di fare nomine, colloqui e dare incarichi ad amministratori, direttori e professionisti presuntuosi, ridicoli e imbarazzanti non date tutto, ma dico tutto in mano a Spinelli? L’unico a Livorno in grado di risolvere

  13. # beppe

    Ma quali sarebbero le aziende inquinanti? Ma l’architetto “di fora via” lo sa che le aziende livornesi ormai sono tutte chiuse ? Magari ci fosse ancora qualche ciminiera. Qui si fanno solo feste e aperitivi…… coi soldi della pensione di nonno. Finché campa, poi si ride, altro che piste ciclabili. Ma questo architetto l’ha mai data un’occhiata al traffico ? Che fine hanno fatto i mezzi d’opera? Io vedo solo carri frigo per i supermercati, e nemmeno tanti, il resto è una marea di gente che non ha niente da fare e si sposta per ” fare una girata” . Dateci le fabbriche, al dopolavoro ci pensiamo da soli.

  14. # FIDES

    E paghiamo,profumatamente purtroppo, uno studio di architetti per partorire simili discorsi???Queste sono chiacchiere da bar,altro che idee!!!Intanto grazie alle scelte di questo personaggio,avallate dalla politica,rispetto a 20 anni fa abbiamo usato il territorio che restava per costruire solo centri commerciali e baracconi,consumando spazi che sarebbero serviti in modo strategico per aree a servizi,aree da destinare al decentramento di servizi e funzioni(tribunale,scuole,biblioteche,magari servite da nuova stazione fs..),possibili aree espositive(manca una area espositiva..) o a verde. Grazie,grazie davvero di quel capolavoro del nuovo centro!!!

  15. # Auri

    Le macchine sono troppe ed abusate.
    Proviamo a contare quante auto viaggiano con un solo passeggero, io credo che una buona parte di questi avrebbero potuto utilizzare un mezzo di trasporto alternativo, ecologico ed economico. Che poi piangiamo tutti miseria ma i soldi per la benzina e le sigarette, quelli ci sono sempre….

  16. # nonèvero

    Per favore, se non è mai andato negli altri paesi europei si guardi qualche video su come la bicicletta lì, anche in condizioni ambientali difficili, è effettivamente un mezzo alternativo all’auto !

  17. # rocco

    Veramente le piste ciclabili finora fatte sono scollegate nei punti cruciali e toccano pochissimo il centro città in cui sarebbero veramente utili. Quelle fatte, malissimo, spesso sono soltanto righe sui marciapiedi o fatte in zone periferiche di nessuna utilità. In effetti la pista ciclabile a montenero avrebbe un senso solo se collegata ad un percorso ciclabile regionale ma al momento non ne vedo l’ utilità.

  18. # Aldo

    Voi fantasticate sui mezzi ecologici,sulle piste e sui paesi europei e intanto noi maggioranza reale di cittadini andiamo in macchina al supermercato con parcheggio coperto e la possibilità di portare il carrello fino alla macchina. Con le biciclette e i filobus ho già sofferto abbastanza negli anni 50-60. Scrivete pure dei poemi buonisti e utopici tanto la realtà sarà diversa e non serve uno stregone per prevederlo. Riguardo all’Europa non vedo cosa debba insegnarci vidstochè molti di quei paesi sono nati dopo domani.

  19. # gi

    A Livorno in realtà le auto non si usano molto. A Livorno si usano scooter, moltissimi scooter. Per questo il trasporto urbano pubblico non è appetibile.

  20. # gi

    infatti le coop hanno il parcheggione sotto ..con carrello in bocca.

  21. # risposta

    Nessuno sa. Fine della trasparenza e della partecipazione. Amen

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