Bike sharing a pezzi. Ma serve ancora?

di gniccolini

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C’era una volta il bike sharing. Un esperimento, a dire il vero poco riuscito, di installare delle stazioni di scambio di biciclette dislocate in punti strategici della città, che favorissero l’utilizzo delle due ruote per cittadini e turisti della città di Livorno. Questo era il progetto. Questo è quanto è stato realizzato. Ma in realtà in quanti hanno utilizzato mai una volta la bici in dotazione comunale per farsi un giro.
Tra le altre cose il bike sharing è sempre stato vittima di attacchi vandalici, danneggiamenti e sfregi. Non ultimo quello che ha toccato la stazione (se così ormai si può chiamare) di piazza Cavour. Le foto che vedete in pagina sono del nostro lettore Paolo Mura che punta il dito sui vandali autori di questo “bel capolavoro”.
Noi, oltre a questo, vogliamo puntare il dito su un altro concetto già accennato in incipit di articolo. Ma serve davvero a qualcuno o a qualcosa questo bike sharing? Non sarebbe il caso di ripensarlo, ristudiarlo ed eventualmente utilizzare meglio le risorse pubbliche. E se la valutazione di utilizzo desse esito positivo e si capisse che davvero il bike sharing a Livorno è un bene prezioso molto utilizzato dai cittadini e dai turisti (?) a questo punto teniamocelo bello stretto, conserviamolo, valorizziamolo e puniamo a dovere chiunque provi a compiere atti vandalici.

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39 commenti

 
  1. # Lele 52

    A Livorno purtroppo ,bene comune , si traduce ,bene di nessuno.

  2. # asciugati

    La postazione è completamente vuota ! Allora i 120.000 spesi dall’ex Assessore Bettini sono stati usati bene se le biciclette sono tutte in giro !

  3. # Andrea Petrocchi

    Un servizio di bike sharing efficiente, quindi utile alla collettività, deve offrire un campionamento dei suoi nodi di uno ogni 500 metri in centro e di uno ogni 700 metri in periferia.
    A dirlo è una giuria internazionale che ogni anno premia la città che più si distingue per il proprio servizio pubblico. L’anno scorso ha vinto Hangzhou, in Cina.
    Questo per dire che campionamento avrebbe dovuto avere il nostro servizio per risultare utile alla collettività, e che i soldi destinati all’iniziativa erano chiaramente insufficienti per impalcare qualcosa del genere, e che quindi andavano destinati altrove.

  4. # thomas

    E quindi siccome era insufficiente è legittimo spaccare quel poco che c’è?

  5. # vasco

    scusate ma le biciclette dove sono? Non ricordo di averle viste ormai da anni in P.zza Cavour. Ma di che stiamo parlando? Soldi sprecati

  6. # Libero di dire

    Ancora un esempio per cui occorra aumentare sul territorio, in particolar modo la notte, come in tantissime città ormai, la vigilanza urbana. A Livorno la notte si può fare qualsiasi cosa, vandalizzare, parcheggiare ovunque fino ad impedire il traffico e fare casino fino all’alba alla faccia di chi va a lavorare!

  7. # Luca

    L’operazione è servita a far sfogare gli istinti dei vandali. Ma di questa vicenda
    mal imbastita sin dall’inizio esistono dei responsabili ? Perché non chiamarli a rispondere dell’eventuale danno erariale ?

  8. # luckyli

    soldi delle nostre tasse sprecati! le stazioni, e ne esiste una anche i Piazza della Repubblica ed una in Piazza Mazzini, hanno funzionato pochi mesi poi sempre spente e senza biciclette. Quella in foto, in Piazza Cavour è vero che è stata danneggiata, ma è anni che è inutilizzata. Io rimango della mia opinione queste spese, come l’inutile ponte alla fortezza vecchia, e quelle colonne con gli schermi per le informazioni turistiche (che già ne funzionano metà!!!) servono solo a far girare soldi in modo che qualcuno possa “mangiarci sopra” !!!

  9. # fulvio

    c’è la telecamera in piazza Cavour?

  10. # Matte

    Saranno stati i giovani delinquenti che frequentano la zona la sera.

    Ci vorrebbe una pattuglia anche in p.cavour

  11. # Skywalker

    Quanto è utile considerando il senso civico dei “cittadini” Livornesi?? Come una felpa sull’Everest in inverno.

  12. # franco

    il futuro sarà una maggiore vigilanza in divisa… se mancherà quella pubblica, ci vorrà la vigilanza privata…perchè oramai le città sono diventate terra di nessuno…pericolose e frequentate da sbandati.

  13. # libero di rispondere

    invece della vigilanza urbana sarebbe meglio aumentare l’ educazione civica nelle scuole e “nelle case”!!!!!

  14. # freefree

    ecco come gli garba spende i nostri vaini , sapete osa vi dio, levatevi di …

  15. # marco60

    SONO LIVORNESE PUROSANGUE MA A PISA IL SISTEMA FUNZIONA MERAVIGLIOSAMENTE BENE

  16. # ogo

    ohhhhh state parlando di soldi nostri buttati via…….macchè istinti macchè vandali..in galera babbi mamme e fioglioli e ripagà tutto vedrai smettono

  17. # marcos

    ma le telecamere per cosa ci sono

  18. # Diego

    Titolo pessimo!! Pare che si voglia giustificare l’episodio!!

  19. # teseo

    1) Come mai c’è disprezzo per il bene comune in una città così comunista ? Forse non è un vero comunismo quello dei livornesi. 2) Ci sono le telecamere, sanno benissimo chi è stato, come vedono chi la sera bivacca, si ubriaca, fa scritte, orina e defeca in piazza o nelle vie adiacenti. Ma non fanno nulla. 3) Quindi la responsabilità è doppia: di chi non osserva la legge, e di chi non punisce i trasgressori.

  20. # MARIO

    MA LE TELECAMERE DI SORVEGLIANZA ????

  21. # Luca

    No! E’ giunto il momento di investire in modo prioritario in vigilanza e repressione. Ormai da decenni, nelle scuole, su media, in qualunque occasione pubblica si fa e si fanno progetti di educazione civica, di comportamenti rispettosi degli altri e dei beni pubblici. Una marea di soldi sono stati spesi per “educare”. Ora basta. Vigilanza e soprattutto repressione senza sconti!

  22. # ugo

    te lo spiego io il comunismo dei livornesi: il mio è mio, ilo tuo è di tutti…..capito com’è?

  23. # sbandolato

    questi sbandati sono i vostri figli, i vostri fratelli ed i vostri cugini. quindi forse sarebbe più semplice educarli invece di sparare fesserie su di un rotocalco

  24. # mako

    il piu grande assessore che abbiamo avuto! Fra rotatorie assassine, piste ciclabili che finiscono nel nulla fatte solo con una pennellata di vernice quando non dannose come quella sul mare e il bike sharing è stato veramente una calamità per questa città.

  25. # VIKI

    Ok il bike sharing è stata un’idea del cavolo e spreco di soldi pubblici, ma l’idea di questi gruppi che vagano per la città sfasciando di tutto senza alcun rispetto è una cosa agghiacciante, possibile che fra tutti, famiglie, scuola, autorità, cittadini comuni non si riesca a convincere questi ragazzi a divertirsi senza necessariamente spaccare qualcosa?

  26. # èvero

    Non vorrei sbagliarmi ma il sig. Petrocchi non era esponente di SEL come l’ex assessore Bettini ?

  27. # un se ne pole più

    Un ne voglio vede’ altre, le postazioni per il bike sharing abbattute a pedate in pieno centro… e siamo messi benino.

  28. # Amaranto

    Stessa utilita’ delle piste ciclabili. Se qualcuno non e’ d’accordo, faccia il rapporto tra auto, scooter e bici che percorrono le strade normali e le bici che percorrono le piste ciclabili.

  29. # RobinHùdde

    …ora rimettecele, così spariscono un’altra volta. Suggerisco di metterci quelle a pedalata assistita! A Livorno solo i ladri sono contenti di questi servizi “pubblici”. Soldi buttati via, si sapeva fin dall’inizio. Con 120.000,00 euro sai quante cose utili ci si facevano, anche regalati a pezzi da 100 per la strada ci facevi contente 1.200 persone.

  30. # Maurizio

    Purtroppo, questa è la Livorno che ci meritiamo,
    INCIVILI!!!!

  31. # JC

    All’estero il “bike sharing” funziona, nelle città italiane pure quindi perché Livorno non c’è riuscito?
    Molto semplice.: è stato gestito malissimo.
    Primo – Poche, per non dire pochissime, stazioni. Vi pare possibile che uno che abita, per dire, Antignano piuttosto che Ardenza debba andare in centro per poter usufruire del servizio? In questo caso quale sarebbe l’utilità? Nessuna. Conviene prendere una bici a noleggio in un normalissimo negozio.
    Secondo – Piste ciclabili in città. Voi le vedete? Perché io ancora le sto cercando tranne qualche piccolo pezzo di strada normale dove è stato messo un po’ di colore arancione.

    Siamo seri. Abbiamo voluto fare qualcosa di innovativo, ma senza dare un senso e solo per dire “noi ce l’abbiamo”.

    Bisogna ripuntare al “bike sharing” e con più voglia e grinta. Poi ne riparliamo.

  32. # eh

    A scuola (laica in stato laico) al posto di educazione civica si fa religione cattolica, che badate non è catechismo mica si prega (dovessero scappare via le famiglie) è un modo per…per…
    Manco loro lo sanno spiegare

  33. # ema

    Non direi soldi sprecati,bensì soldi comunali utilizzati per fornire biciclette a un buon numero di balordi della nostra città,in classico stile italiano!!!

  34. # Stefano

    Ho visto l’altra mattina due croceristi sul lungomare con due bici gialle del bike sharing …..peccato che non abbiamo la giusta cultura soprattutto nella mia amata Livorno !!!!!

  35. # andrea

    I soliti soldi dei contribuenti buttati; si potevano spendere meglio.

  36. # natoil4luglio

    Ma queste robe inutili, perchè sono robe inutili per gli italioti, si fanno perchè: “ce lo chiede l’europa”?

  37. # Nerd

    Serve ancora è una parola impropria,in realtà non è mai servito,si sapeva che non sarebbe mai servito su riferimento di una cosa simile fatta negli anni 90 e l’hanno voluto fare uguale.

  38. # massimo

    sono inutili perchè, per la gente civile che c’è a livorno che le distrugge, non ci si può fare affidamento…se dai un’occhiata in giro funzionano ovunque…tranne che qui…

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