Indagine Altroconsumo, Coop in testa nei rapporti con i fornitori e politiche di prezzo

La differenza di Coop è ribadita anche dalla rivista di “Altroconsumo”, la maggiore associazione italiana di consumatori, che riunisce 300.000 soci. L’ultimo numero della rivista ha pubblicato un’inchiesta sulle politiche di responsabilità sociale delle 6 maggiori imprese della grande distribuzione italiana, in cui emerge il primato di Coop. L’inchiesta è stata svolta in collaborazione con Consumers International e altre associazioni di consumatori ed è finanziata dalla Commissione Europea. “L’impegno etico è autentico, trasparente e condiviso –si legge nelle motivazioni del riconoscimento- Non c’è mai un gap tra quanto Coop dichiara di fare e quello che realmente fa. Coop ha documentato che garantisce che i fornitori paghino il salario giusto ai dipendenti e termini di pagamento e di produzione ragionevoli”.
In una fase di secca riduzione dei consumi, in cui il bilancio delle famiglie è sempre più difficile, è la norma riempire il carrello senza chiederci cosa c’è dietro alle offerte e ai prezzi dei prodotti acquistati. La scelta del consumatore, tuttavia, non può prescindere dalla conoscenza del backstage, dei costi sociali e ambientali e della politica praticata verso i lavoratori. Non si possono ignorare il numero dei controlli effettuati sui prodotti e le azioni concrete di non conformità realizzate.
Dentro a una scatoletta venduta da Coop c’è molto di più del prezzo: la politica attuata dai fornitori verso i propri dipendenti, la qualità certificata dei prodotti grazie ai tanti controlli realizzati, la precisa scelta delle formule produttive grazie ai capitolati di produzione per il prodotto a marchio.
L’inchiesta promossa da “Altroconsumo” è partita infatti dalla guerra dei prezzi attuata dalle insegne della grande distribuzione che può ripercuotersi alla lunga sugli stessi consumatori: la qualità dei prodotti acquistati si abbassa notevolmente, così come l’assortimento degli stessi. I fornitori infatti riducono l’offerta per sostenere i prezzi imposti e non investono più in innovazione e qualità dei prodotti, mente il salario dei lavoratori si abbassa. Responsabilità etica e sociale, qualità dei prodotti offerti e mercato possono tuttavia stare in equilibrio. Lo dimostra appunto questa inchiesta che vede Coop come l’unica insegna in grado di passare dalle parole ai fatti. Coop ha messo a disposizione di “Altroconsumo” l’intera documentazione SA8000 (sugli standard lavorativi praticati dai fornitori), ha dimostrato di realizzare effettivamente le azioni dichiarate, ed è sempre in grado di documentare quelle intraprese. Coop è l’esempio di come l’adesione alle regole del commercio etico possa diventare reale, di come si possano intrattenere relazioni commerciali equilibrate per prezzo e modalità di pagamento, con i fornitori del Sud del mondo come dei paesi dell’Unione Europea.

L’indagine di Altroconsumo, è stata realizzata da aprile a novembre 2013 su 6 aziende della grande distribuzione organizzata e pubblicata nel numero di febbraio, in collaborazione con Consumers International e altre associazioni di consumatori e finanziata dalla Commissione Europea. Per verificare quanto effettivamente dichiarato dalle insegne sono stati esaminati i contratti di fornitura e i report sui controlli effettuati.

 

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