Ma quali nuovi cartelli, sono di Clet!

Mediagallery

Nuovi cartelli stile Clet realizzati da un’altra persona? No. Sono proprio di Clet. L’artista (nato in Bretagna nel 1966 è un pittore e scultore attivo in Italia dal 1990) li ha realizzati a fine luglio arrivando in città per partecipare a una iniziativa – organizzata dall’associazione lavoratori comunali, in viale Caprera – dove venne inaugurata la mostra “Clet Street”. Suo è quindi anche il Cristo sul pannello segnaletico al ‘Paradisino’ che possiamo dimostrare con tanto di fotosequenza. Nessun “trucco” dunque. L’unico che probabilmente non appartiene a Clet è il cartello che riporta un uccellino.

Riproduzione riservata ©

6 commenti

 
  1. # marco

    di quelli che dice un altro quotidiano l’unico che non è di clet è il piccione, gli altri sono li da questa estate e non da poche ore come dicono loro ahahahahah

  2. # Ale&Franz

    Bravo Quilivorno! Sempre attento a scoprire le magagne! Ottimo lavoro!

  3. # mario3

    si ma.. ora ci siamo rotti di imbrattatori

  4. # luca

    l’altro giornale ha cambiato l’articolo dopo la vostra foto ahahahah complimenti quilivorno.it

  5. # sono contro

    tutti gli imbrattatori, artisti o no, sono imbrattatori e questo fa casino pure con la segnaletica stradale e quindi contro il codice stradale; ma a Livorno si può, e infatti rompe i corbelli solo qui; ma che vada a lavorà vai bellino

  6. # giorgio

    Caro “sono contro”, sei il tipico livornese ignorante (spero tu sappia il significato reale di questa parola) che ha rovinato questa città con la sua superficialità, la sua convinzione (italiana) che l’Arte e la Cultura, in tutti i loro aspetti che possono ovviamente piacere o non piacere, siano le ultime ruote del carro, la sua “paura” che Livorno sia la rovina di questo Paese, una città senza potenzialità e senza vivere civile. Clet è un artista internazionale – che, ripeto, può piacere o non piacere, su questo non discuto – che ha “imbrattato” cartelli di tutto il mondo: Firenze, Parigi, Marsiglia, Milano, Londra e… persino Livorno! Questo dovrebbe farti capire come la nostra città, almeno dagli artisti, sia ancora considerata una città importante dove lasciare il proprio segno. Forse Clet, più di te e di quei livornesi che la pensano come te, è memore del grande passato culturale che Livorno aveva fino a meno di 100 anni fa, prima che la guerra ci distruggesse tutto, fisicamente e moralmente.
    Questa città si risolleverà quando la smetterete di dire e pensare: “solo a Livorno”.
    Ah… e ricorda, visto che inviti Clet a lavorare, che la Cultura e l’Arte sono un lavoro, non un hobby.

I commenti sono chiusi.