Chiude dopo 110 anni negozio del centro. “Impossibile andare avanti”.

di gniccolini

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La titolare Elena Scali e il figlio Enrico, aspettano tutti i clienti per un saluto e un “grazie” sincero la prossima settimana all’interno del loro negozio

Centodieci anni di vita non sono certo un soffio. Ma anche la storia si deve arrendere, a volte, al presente. Un presente fatto di calo di vendite e spese sempre più insostenibili. Così la famosissima profumeria nonché negozio di porcellane e oggettistica per la casa “Scali”, noto esercizio commerciale di via Ricasoli, chiude per sempre i battenti da domani. Si spegne così un’altra luce storica del centro dello shopping cittadino. “Per noi era diventato impossibile andare avanti – spiega Elena Scali, titolare dell’esercizio commerciale  – Era scaduto il contratto di affitto e al prezzo che proponevano non potevamo più continuare”. Le lacrime si mischiano ai ricordi di quando suo padre, Dino, subito nel dopo guerra riuscì a riaprire un negozietto sotto le macerie in corso Mazzini all’angolo con via Ricasoli. “Ero una bambina – racconta la 79enne Elena Scali – e il ricordo di mio padre che vendeva profumi accanto alle macerie dei bombardamenti nel 1945 è ancora vivo dentro di me”.
Non possiamo rimettere 1500 euro al mese – continua il figlio Enrico che insieme alla mamma stava mandando avanti il negozio dal 1994 – Così è un suicidio. Volevamo trovare un fondo ad un affitto equo ma in centro è un impresa impossibile. Purtroppo oggi va avanti solo chi ha un fondo di proprietà. Tra affitto e spese vive riuscire a mettersi qualcosa in tasca è fantascienza”.
La profumeria, ma anche negozio di fini porcellane e oggettistica per la casa, nacque nel 1903 in via dei Giardini (oggi via Fiume) con Giovanna Sari Scali nobildonna originaria di Fiesole con la passione del commercio e del “savoir faire”. Il salone laboratorio era infatti anche luogo di incontro per gente di alta classe del tempo. Dopo gli anni trenta il bell’esercizio commerciale si trasferisce in via Grande e migliora in qualità grazie a Dino, uomo di grande acume e sensibilità che fa di “Scali” a Livorno un punto di riferimento per l’acquisto raffinato di profumi e colonie ma anche di cristalli e porcellane pregiate. La “passeggiata” nella centralissima via Ricasoli nell’immediato dopo guerra (1946) è d’obbligo e Scali diviene l’occasione d’incontro per persone molto in vista.
Con la guerra l’attività s’interrompe necessariamente ma alla ripresa continua la tradizione e si arricchisce di novità per servire la vecchia clientela, ma anche una clientela più giovane e più moderna, con la stessa classe e lo stesso buon gusto di prima. Dino Scali muore nel 1996, e lascia dei degni eredi: Elena, la figlia ed Enrico, il nipote che hanno continuato a portare avanti con consumato buon gusto la tradizione di famiglia in un ambiente che è diventato un vero e proprio luogo d’arte: luogo cioè dove il rito del profumo si consuma e si sposa con un’apparecchiatura visiva di porcellane e argenti, cristalli finissimi e statuette pregiate provenienti da tutto il mondo per la delizia di chi vuole fare un regalo di classe o liste nozze.
“Il ricordo più bello? I nostri cento anni di attività nel 2003 -ricorda Elena Scali – quando facemmo una bellissima festa con un dolce a forma di numero 100. Ma anche quando siamo stati insigniti dalla Camera di Commercio del premio come negozio storico di Livorno”.
Bei ricordi che la crisi prende e porta via. Senza ringraziare troppo.

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80 commenti

 
  1. # Marco Sisi

    Senza prendersela con nessuno in particolare, negozi e locali che a partire dal 1° gennaio 2002 ci hanno fatto pagare 10 euro quello che fino al giorno prima costava 10.000 lire e, naturalmente, affitti che da un milione sono passati a mille euro, e naturalmente stipendi da un milione e mezzo che sono diventati 770 euro. Come sarebbe dovuta andare a finire? Non ce l’ho con l’euro in quanto tale, ma coi governanti incapaci che non sono stati in grado, anzi, non hanno voluto, gestire il passaggio dalla vecchia alla nuova valuta. Siamo stati troppo bravi, tutti quanti noi, a resistere fino ad oggi.

  2. # ombrettaluna

    Come si può con le grosse catene che sembrano regalare prodotti di profumeria, bagnoschiuma etc. e con la situazione attuale di crisi, mantenere la clientela in questi meravigliosi, nella loro unicità negozi direi boutique del profumo e bellezza???

  3. # enzo

    Importante per livorno :ipercoop , il calcio in serie A poi se chiudono negozi storici non ci fa caso nessuno. che fine………….

  4. # marcovaldo

    Ma tanto aprono una bella Coop al Cantiere…..

  5. # Giobend

    Non sai proprio quello che dici…

  6. # Gianni

    Nooo!!! Proprio ora che dopo 110 anni scopro che in realta’ e’ una profumeria!!! Per me e’ sempre stato un negozio di porcellane e oggettistica di pregio inaccessibili per le mie tasche…

  7. # fede

    io credo di si…sa proprio quello che dice e se non lo dice lui lo dico io questa è la realtà a partire dal caffè all’acquisto di un’immobile. questa è la mia visione, di una che ha come entrata una busta paga…e paga le tasse al centesimo..obbligata

  8. # Baccello

    Io spero che le voci che girano della mezza idea di tornare alla lira non vada mai in porto. Il danno ormai è fatto, bisogna intervenire mettendo dei tetti massimi ai prezzi.
    Ricorda che se dovesse tornare la lira tu un caffè non lo pagherai più un euro ma 2000 lire e lo stipendio tornerà ad essere di un milione e 800.

  9. # Mario

    ti sei beccato un bel -11
    a quanto pare sei tu che non sai quello che dici…….
    é FINITA LA BELLA VITA PER I COMMERCIANTI !!!!

  10. # Marco Sisi

    Caro “Giobend”, se non so quel che dico, “illuminaci” (ma senza darti fuoco, come invece qualcuno dei disgraziati buttati sul lastrico da questa crisi voluta da lorsignori, purtroppo, ha fatto).
    A meno che tu non faccia parte delle due situazioni che, in questa città, stanno vivendo momenti di crescita: i titolari di depositi bancari di ammontare superiore ai 70.000 euro e i gestori di compro-oro e sale giochi (slot, videopoker e simili), nel tal caso mi pare ovvio che tu non veda problemi.

  11. # Mario

    E SICURAMENTE SARà PIENA DI CLIENTI. SE NON TI STA BENE PERCHE NON STAI LI FUORI E LA BOICOTTI ???

  12. # Ciccio

    Analisi perfetta, chi dice il contrario e perché o gli hanno detto che doveva pensarla così o ha le mani in pasta per questa disgrazia che è stata questa moneta per la nostra nazione….grazie Prodi.

  13. # Nocchi

    In effetti e’ sempre stato un po’ caruccio…

  14. # m

    se le vendite sono calate magari un fondo meno prestigioso in una via vicina potrebbe aiutare..è giusto anche sapersi ridimensionare

  15. # Schifato

    Una città’ portata allo sfascio più’ completo, e’ una desolazione. Un grazie per i nostri amministratori

  16. # annalisa cosimi

    Ragazzi e la crisi che oramai attanaglia la bella città labronica amaranto, io andavo tutti i giorni a trovare la mia amica Elena nel suo negozietto costruito… da domani non sarà più così purtroppo. E poi non è vero che i prezzi erano altissimi quanto volete pagargli i pezzi unici di Lladrò??? Speriamo che Ruggieri faccia il suo perché la nostra bella città torni a splendere!!!

  17. # Matteo

    Credo che tu stia sbagliando persona da ringraziare. Prodi ci ha giustamente portato all’Euro, ma è stato Berlusconi con il suo governo a gestire il passaggio dalla Lira all’Euro. Quindi, GRAZIE BERLUSCONI ! ! !

  18. # Lapi Dario

    …già… in piazza Cavallotti : tutto a mille lire ! Il giorno dopo l’euro : tutto a un a euro ! Alla lunga si paga inutile lamentarsi ?..

  19. # Lapi Dario

    Correggo: punto esclamativo!

  20. # Ciccio

    Berlusconi l’avrà gestita male, ma gli accordi sono stati fatti dal tuo amico Prodi che lo vorrebbero addirittura come candidato alla Presidenza della Repubblica….leggete cosa ha combinato durante la sua “carriera” politica.

  21. # Cowsland

    Poi deh anche la lungimiranza di chi non rinegozia il costo dell’affitto. Pensa forse di riuscirlo a piazzare a qualcun’altro il fondo? No resta voto come trecento altri fondi cari appestati. E i negozi che possono scappano a Pisa dove pagano la metà d’affitto(e di imu, e di spazzatura ecc…)

  22. # pinolo

    Guarda non è tutta colpa dei super mercati sono i proprietari dei fondi che alla scadenza dei contratti raddoppiano gli affitti

  23. # lorenzo65

    Tanto fra poco apre IKEA e andremo tutti a Pisa come pecoroni a stupirci dello stile nordico e a piangere su quanti posti di lavoro persi a Livorno.

  24. # BUBI

    Perdonatemi, ma come mai in 110 anni non avete acquistato il negozio???

  25. # il banana

    ma che crisi d’Egitto! è il mercato: se ce la fai, bene, altrimenti chiudi: tutti liberali e liberisti finché le cose vanno bene, poi tutti a chiedere aiuto a babbo Stato

  26. # mirna corradi

    Purtroppo la professionalita’ e l’esperienza oggi non contano piu’. Ciao Elea ed Enrico siete unici.

  27. # laura bartolini

    Dispiace sapere che chiude. Arrivederci Sig.ra Elena non la vedremo più in negozio ma a passeggiare sul mare

  28. # gabri

    nooooo che peccato

  29. # IO ME

    Scusate tanto mi dispiace che chiuda perchè il male non si augura neanche al peggior nemico ma dicono che gli è scaduto il contratto d’affitto ma in 110 anni tra cui i mitici anni d’oro il fondo non se lo potevano comprare?! Poi che l’euro è stata una grande fregatura questo ormai è stato appurato

  30. # io

    poi non facendo scontrini il guadagno supera il 100%, senza contare detrazioni e contributi per i redditi “bassi”….case popolari, esenzioni ticket e vacanze in costa smeralda

  31. # io

    ti sei dimenticato le rotatorie

  32. # IO ME

    BRAVA BRAVA è GIUSTO CHE TU CONTINUI AD ANDARE A TROVARE LA TUA AMICA ANCHE A CASA E I PEZZI UNICI DI LIADRò COME DICE LEI A PISA LI Hò PAGATI ALMENO IL 15% MENO, MEGLIO VENDERE 10 PEZZI A 100 CHE UNO A 200 NON CREDE !!!L’INGORDIGIA è UNA BRUTTA BESTIA CARA SIG. ARRIVEDERCI

  33. # gabriele

    Marco Sisi pollice verde al 100 %, hai perfettamente ragione.

  34. # Il Moralizzatore

    Il prezzo al dettaglio rappresenta solo la fine di una lunga aumenti. con l’euro è raddoppiato il costo del carburante, dell’energia, delle materie prime, dei professionisti ecc tutti costi che un impresa deve recuperare. è inutile lamentarsi con la coda della filiera bisogna guardare a monte.

  35. # annalisa cosimi

    Non capsco questi asti nei miei confronti ho solo espresso una opinione mica scrivo bene ho una mia età e tanti acciacchi. grzie alla redazione

  36. # gmagri

    Eviterei di scrivere “obbligata” altrimenti ci fai credere che saresti un evasore? Complimenti!

  37. # humdrum

    sempre più spesso si parla di crisi, ma quale crisi? Questo è il capitalismo miei cari. Parte integrante del capitalismo sono le ciclicle fasi di recessione/distruzione, lo diceva già quel vecchio ubriacone di Karl Marx centinaia di anni fa. C’è un periodo di prosperità per pochi e lunghi periodi di vacche magre per la maggiorparte.
    Di cosa vi lamentate o piangete ora? Lo sapete benissimo di che pasta è il capitalismo.

    Nel corso della storia l’umanità ha preso una posizione ferma contro il comunismo, ora questo è il risultato e dobbiamo tenercelo.

    Il capitalismo vuole che l’umanità si rimbocchi le maniche per creare profitto allora chi si fa avanti per affittare questo fondo e creare un’attività che crei centinaia di migliaia di euro di profitto?

    è sarcastico questo commento, eh!

  38. # Malizioso Troll

    In Germania non è successo. Punto e basta.

  39. # alberto

    ai perfettamente ragione .il centro è un deserto sta morendo.. ..negozi vuoti…scade un contratto di affitto e il proprietario raddoppia , come fai ad andare avanti ?? in compenso c’è L’ipercoop ci entrano a mezzogiorno escono la sera ! tutti i giorni…un bel panino un gelatino si risparmia si riguarda i negozi , è diventata la via Grande l’Estati stanno freschi , l’inverno al caldo..e via cosi…BEL LAVORO SI !!!!!

  40. # alberto

    Io Mario in effetti mica per boicottare…ma personalmente all’ipercoop ci saro andato 3 4 volte…. MI SEMBRA DI ENTRARE IN UN POLLAIO !!!!

  41. # Bruna

    ma che arrogante presunzione nel formulare i giudizi. Cosa significa è finita la bella vita per i commercianti? Cosa colpevolizzi? Avranno fatto la “bella vita” che prima potevano fare come tante altre categorie di lavoratori. Perchè demonizzare sempre e per partito preso una o l’altra categoria? Siete un pò venuti a noia e il ritornello è monotono. E perchè allora non si parla mai dei portuali che con le loro” baby pensioni” hanno fatto e rifatto la bella vita? Ma smettiamola. Di invidia e ignoranza se ne muore. Ora pensiamo a risollevarci e a non sputare veleno gli uni sugli altri. Per correttezza di informazione non sono commerciante e non ho parenti commercianti quindi il mio parere è assolutamente neutrale ma non se ne può più sempre dei soliti discorsi a senso unico

  42. # Cittadino

    Una grande verità che sostengo e condivido in pieno! Troppo facile…

  43. # Citta Dino

    Bravo. Sottoscrivo. E ricordo che quando è entrato in vigore l’euro c’era Berlusconi e Tremonti dava del visionario a chiunque si lamentasse degli aumenti ingiustificati.

  44. # nicola

    Con la Germania non è successo per il semplice motivo che il marco tedesco (che era la moneta tra le piu forti in Europa ) è stato svalutato per il passaggio a l’euro ed invece il nostro caro prodi (questa volta berlusconi ci combina poco) con il nostro beneamato concittadino ciampi anno rivalutato la lira (che in europa contava come uno sputo) portandoci al cambio che tutti sappiamo.

  45. # VALORI

    Sono Marzio Valori, mio padre era molto amico del Suo ed anch’io da ragazzo venivo sempre in negozio di via Ricasoli il pomeriggio.
    Un salutone

  46. # Pepe

    Forse perché i proprietari dei fondi commerciali non vendono i propri pozzi d’oro….ci hai mai pensato? io che ho un negozio da più di 40 anni ieri ho saputo giusto giusto che nell’arco di 2 anni avremo un bel ritocchino da 4000 a 5000 …considerando che come precisava il figlio della proprietaria attualmente noi commercianti invece di guadagnare perdiamo circa 1500 al mese le mie perdite passeranno a -2500 fantastico…ma si sa la colpa è che abbiamo i prezzi troppo alti….ve lo dico io abbiamo i prezzi piu alti rispetto a chi nn paga l’iva, però se noi non vi facciamo lo scontrino siamo ladri….w la coop, andateci e rinchiudetevici

  47. # Alice

    Vendevano prodotti che si chiamano “Lladró” ahahahahah ci credo chiude

  48. # max1912

    E intanto i negozi cinesi… con roba contraffatta e tossica….avanzano….

  49. # maurizio

    Mi dispiace molto……facciamoci un esame di coscienza

  50. # "Faro"

    Non sai nemmeno di cosa si parla!

  51. # io

    la coop non paga l’iva?

  52. # Erik

    Tutti questi negozi che chiudono a causa degli affitti e poi vedo restano chiusi, ma i proprietari preferiscono così piuttosto che accontentarsi di un affitto equo… cosa c’è sotto?

  53. # Erik

    Forse aspettano qualche cinese che affitti magari in nero o meglio che compri a prezzi sovramercato come è successo nel pratese?

  54. # Brontolo

    Io sono un commerciante pago le tasse e c’ho un monte di soldi te sei un povero e oltretutto invidioso ;-)))

  55. # traf

    la realtà è che la città è amministrata male
    il popolo guarda e dice..deh fa vaini e li rivota
    il resto è aria fritta
    caro popolo labronico di cui faccio parte

  56. # lisa

    La coop almeno gli scontrini li fa sempre, senza neanche dover insistere e essere guardata come una rompicogl… quando ve li “dimenticate”

  57. # Dubbioso

    Credo invece che sappia bene cosa dice ed ha pienamente ragione!

  58. # Franco

    Un caffè a Roma costa 80 centesimi mentre a Livorno in alcuni posti 1,10 questa e’ la triste realtà di Livorno e di tutta la Toscana in generale. Il problema e’ che la Toscana e’ turistica ma Livorno fa di tutto per non esserlo… giri in centro e vedi un mortorio. Io ho comprato una casa nel Lazio e vi dico che eccetto la capitale costano la meta’ che da noi… impossibile andare avanti così. Votate meglio la prossima volta!!!

  59. # matrix

    che commento fuori luogo!!

  60. # LEO2

    la colpa è anche nostra , perche dal primo giorno abbiamo ignorato l’uso dei centesimi .
    quante volte li abbiamo rifiutati TUTTI NOI

  61. # Mario

    per BRUNA………..questi sono commercianti !!!!

  62. # LEO2

    OGGI CI SONO ALTRI CONTROLLI DEGLI SCONTRINI , naturalmente parlo dei negozi
    l’evasione viene dai professionisti
    se vado dal dottore e mi dice 100 anziche 140 , noi tutti prendiamo 100

  63. # Giobend

    Populismo, chiacchiere da bar,qualunquismo

  64. # Livio

    Continuerò a dirlo finchè qualcuno lo CAPISCA: £ 1.000 NON SONO € 1(per coloro che non hanno dismetichezza con i numeri:MILLE LIRE NON SONO UN EURO)
    € 1=£1936.27…….OVVERO €1=£2000 circa……
    Fatte le dovute conclusioni chi GUADAGNAVA £1.200.000 OGGI ha tra le mani circa €600 e ‘un è la stessa ‘osa….o duri!!!

  65. # Gianni

    Avanzano perche’ ci si compra la roba caro mio…

  66. # io

    il comune allora dovrebbe espropriare i fondi ed affittarli a prezzi “popolari”?
    quando si acquistava a 1 dai grossisti cinesi e si rivendeva a 500 la globalizzazione andava bene!!!!!! ora ci si lamenta?

  67. # io

    bravo, infatti secondo me il proprietario di tutti fondi è il sindaco e lo fa apposta a raddoppiare l’affitti perché se ne parla sempre male……..
    quando 1.000 lire sono state fatte diventare 1 euro però chi vendeva non era cosi schifato!!!

  68. # Teseo

    Cara Elena, caro Enrico, avete accompagnato la vita quotidiana di tutti noi con la vostra presenza… Quanti ricordi, anche dei tempi del babbo e della mamma. Ora siete costretti a chiudere e non siete certo i primi, perché questo mondo è diventato un mondaccio che punisce chi fa onestamente il suo lavoro e premia i grandi speculatori. Ma lasciamo perdere… tutte queste chiusure sono un tristissimo sintomo… è Livorno che chiude, è l’Italia… E non è colpa certo della gente che lavora come sempre ha lavorato; ma di chi non sa difendere i diritti degli italiani.

  69. # Gino

    La Coop in quanto cooperativa non paga l’iva sull’utile reinvestito come tutti gli altri.

  70. # Fra

    Franco ti a Appoggio in pieno!

  71. # Fra

    E anche questo e’ vero per anni non avete battuto uno scontrino fiscale!

  72. # io

    oggi, qualche anno fa no.
    p.s.:in minuscolo è uguale, si legge uguale

  73. # Marco Sisi

    Globend, fammi un piacere: dimmi cosa c’è di qualunquista o di chiacchiere da bar in quello che ho scritto, e magari esci fuori da quel nick e confrontati con nome e cognome, come faccio io. Tu hai soltanto scritto che non so quello che dico e che i miei sono discorsi da bar populisti e qualunquisti. Facciamo un attimo un confronto? Qualunquista è quello che dice che sono tutti uguali, populista è chi dice che bisogna sfasciare tutto, uscire fuori dall’euro, magari buttando fuori dall’Italia tutti gli immigrati (anzi, solo quelli neri, brutti e sporchi perché magari le bionde dell’est potrebbero andare ancora bene). Ho sottolineato che la transizione lira-euro è stata gestita malissimo e che da almeno vent’anni con la storia della crisi e con le baggianate dell’Europa che ci chiede questo e quello, e della globalizzazione che ci vuole competitivi hanno messo in piedi un circolo vizioso per cui abbiamo sempre meno soldi in tasca e siamo costretti a ricorrere ai cinesi, agli abusivi, ai falsari e, chi si dispera e non riesce ad affrontare positivamente il disastro, finisce nelle sale-giochi, oppure ai compro-oro o dagli strozzini. Ti sembra populismo o qualunquismo? A me pare semplicemente realismo.

  74. # Marco Sisi

    Non è esattamente così, perché se compri a duemila lire una cosa che costava mille fino al 1° gennaio 2002 la lira risulta svalutata, non rivalutata. In Germania, dove il marco valeva all’epoca circa 991 lire, non hanno fatto “1 marco = 1 euro” come da noi, e se confronti i prezzi tedeschi coi nostri te ne rendi conto. Se uscissimo dall’euro la nostra moneta, chiamiamola “nuova lira”, non potrebbe altro che svalutarsi per mantenere la competitività sul mercato internazionale, ma un paese come il nostro, che ha bisogno di importare di tutto, si troverebbe a pagare, partendo da una lira per un euro, svalutando la moneta, una lira e dieci, poi una lira e venti, quello che costa un euro, e così via. Finiremmo peggio dell’Argentina.

  75. # fabri

    al solito ci facciamo la guerra tra di noi, sembra di vedere il PD, la situazione è grave per tutti, e darci la colpa vicenda non serve a niente, è piuttosto la partecipazione alle scelte politiche che manca, c’è una rassegnazione al “son tutti uguali” che ci porta a pensare al nostro misero orticello, sta a noi rialzarci e vigilare sulla politica e sull’amministrazione del bene comune. l’Italia di periodi bui ne ha passati, penso solo agli anni ’70, non erano meglio di ora, ma c’era la speranza di uscirne, ora sembra che manchi anche quella.

  76. # "Faro"

    Signor Gianni la capisco e la compatisco, purtroppo Lei com’è ormai la maggioranza dei livornesi avete perso il gusto del bello e della qualità. L’importante è che la merce costi poco. Andate in giro non vestiti ma coperti di stracci, giacconi e finti piumini imbottiti di “monnezza” il nuovo business della eco mafia. Su questa nuova “moda” i negozi della città si adeguano, dando un’immagine desolante e di scarso profilo. Lavorando a contatto con i pochi turisti che girano in città in cerca di eccellenza di prodotti Made in Italy ciò che offriamo e’ ignoranza e sporcizia. Di questo purtroppo n’è andate fieri, ma Le ricordo che in passato il livornese era più ambizioso e attento alla propria immagine. Ma a lei non interessa. Lei va dal cinese…..

  77. # Gianluca

    Ipocrisia dal primo all’ultimo commento. Le cose sono due. Uno: ormai il centro non è più punto di ritrovo per lo shopping e dunque per il commercio. Due: fatemi il piacere di non raccontarmi che se non comprate profumi o porcellane in quel negozio il motivo è la crisi! Il vero motivo è che tra spendere 200 euro per una porcellana o 50 euro per un profumo, preferite spenderne 600 per un cellulare e 50 per ribottare. Tutto il resto sono frottole….o davvero vi meravigliate che un negozio di porcellane a livorno (ma anche in altre citta) nel 2014 non attiri piu nessuno?

  78. # Malizioso Troll

    Ma chi è che spende 600 euro in un cellulare? Lo sai come funziona: fai un contratto, te lo paghi un tot al mese per cui in un paio d’anni hai saldato il debito, se non ti comprassi un cellulare così e ti tenessi il vecchio telefonino tipo “Nokia saponetta” con una tariffa a consumo, spenderesti di più che ad avere l’ultimo modello da esibire, quando diventa vecchio e obsoleto, nuovo contratto, nuovo finanziamento e vai avanti così.

  79. # Teseo

    1) Il centro si spopola di negozi e compratori per la delocalizzazione a porta a terra ecc., cosa voluta principalmente per favorire il commercio Ipercoop che si sa a Livorno è legata a chi comanda…
    2) I centri delle città in tutta Italia sono in via di degrado voluto, ciò che fa parte di un piano di occupazione da parte di stranieri (cosa eclatante soprattutto nelle città del nord come Brescia)
    3) La crisi c’è eccome, ditemi quante persone di vostra conoscenza sono in crisi per aver perso il lavoro in un modo o nell’altro
    4) La gente ha sempre comprato porcellane e cose inutili. Ora con la crisi si tagliano per prime le cose meno necessarie.

  80. # Tazio

    Tu Mario che lavoro fai?

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