Al via un progetto tutto livornese per salvare la posidonia. I dettagli

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Che la Posidonia oceanica sia una pianta acquatica indispensabile per la preservazione dell’ambiente marino è oramai cosa ben nota anche al pubblico non specializzato, molti conoscono la sua importanza come produttrice di ossigeno ed è provato il suo ruolo di difesa dei litorali dai sempre più diffusi fenomeni di erosione.
Da molti anni però la Posidonia è purtroppo andata incontro ad una progressiva regressione che interessa, sebbene in misura diversa, tutte le coste italiane. E’ per questo motivo che recentemente sono stati avviati diversi tentativi di sperimentare sistemi di riforestazione dei fondali marini. Il Centro Interuniversitario di Biologia Marina di Livorno ha realizzato, nell’ambito di un progetto di ampliamento dell’area portuale di Civitavecchia, un’ampia attività di espianto e reimpianto di Posidonia oceanica nel tratto costiero laziale allo scopo di mitigare l’impatto ambientale conseguente ad un’opera di sviluppo delle infrastrutture portuali; in sostanza le piante sono state preventivamente espiantate dai fondali interessati dai lavori e reimpiantate in aree adiacenti.
Nel complesso è stata riforestata un’area di 10.000 metri quadri dove sono state reimpiantate oltre 400.000 talee. “Siamo fortemente soddisfatti di aver realizzato questo progetto innovativo, si tratta di una operazione ambientale importante, una speranza per la conservazione delle praterie di Posidonia che sono uno degli habitat marini più preziosi ed importanti per il nostro mare- commenta il Presidente del CIBM Massimo Gulì ed assessore all’ambiente del Comune di Livorno – una vera e propria nuova attività di prevenzione e conservazione ambientale che ci auguriamo sia valutata in futuro anche da altre realtà portuali che hanno necessità di realizzare opere per lo sviluppo delle proprie infrastrutture”.

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10 commenti

 
  1. # petronici roberto

    Ben vengano i “rimedi” sperimentati altrove con risultati positivi, ma intanto mi piacerebbe sapere dov’era l’assessore all’ambiente i primi di maggio del 2012 quando
    furono “sporcate” le spiagge naturali di Quercianella , come i bagni Paolieri, la
    Spiaggetta e il Rogiolo? E tutti gli altri Enti ecc. ugualmente responsabili?
    Rimediamo, rimediamo pure…

  2. # Gino

    Bene, iniziamo, però, a recuperare i bidoni tossici (ve li siete dimenticati?), ad intensificare i controlli sulle navi che spesso scaricano in mare e nei moletti dove si fa rimessaggio riversando direttamente in acqua gran parte degli scarti della lavorazione (oli, resine, sostanze chimiche, vernici, ecc ecc).
    Salvaguardare il NOSTRO mare, significa salvaguardare NOI stessi.

  3. # simone

    lasciatelo sta ir mareeee …. Sennò fate come a San Rossore che hanno messo in mare degli enormi sacconi di sabbia per contrastare l’erosione e non sono serviti a niente anzi si sono tutti spostati e hanno rovinato l’ambiente naturale …
    oppure come a marina di pisa che hanno ricostituito la spiaggia con quella “bella” ghiaiona bianca così innaturale e che sta scivolando tutta in mare .
    la natura ha un suo ciclo ben stabilito … non fate ulteriori danni …

  4. # pippo

    Nel Parco della Meloria hanno lasciato la pesca con le reti da posta che,quando vengono salpate e avviene tutti i giorni, strappano una quantita’ enorme di posidonia ma un ci vole mia un professorone per capillo allora incominciamo a contenere le perdite e poi si pole anche ripiantalla! BOIA DE’

  5. # mi diverto

    Signori biologi invece invece di reimpiantare sarebbe più semplice non far strappare le poseidonie .Lo sapete la domenica quante imbarcazioni si danno alla fonda sul secco della meloria? Non meno di trecento barche. Una volta salpata l’ancora anche ad un chilo di poseidonia a barca, quanto fa. Sarebbe più semplice vietare intanto l’ancoraggio cari professori.

  6. # mi diverto

    L’assessore all’ambiente ma lo sa se l’acqua della secca della Meloria e dolce o salata?

  7. # mi diverto

    Cari biologi, sbaglio o la secca della Meloria doveva essere un parco naturale protetto, con possibilità di poter ormeggiare a dei gavitelli predisposti. Che fine a fatto questo progetto. Sarebbe opportuno prevenire prima di curare.Sveglia!!!

  8. # ali

    alla fine un branco di chiacchiere e fatti nulla

  9. # labronico

    Al via un progetto tutto livornese per salvare la posidonia?
    Ci prendono in giro e sperperano i nostri soldi …. come al solito!!
    Per salvare la posidonia bastava non fare il rigassificatore, il sistema di raffreddamento dell’OLT è costituito da un circuito chiuso di acqua dolce che raffredda le apparecchiature di impianto e da un circuito aperto ad acqua di mare che raffredda l’acqua del circuito chiuso. Viene utilizzato un biocida composto da cloro e ammoniaca. L’acqua viene resa al mare clorata e con un incremento termico di 8° C media …ma cosa vogliono salvare, il nostro mare è destinato a morire con il beneplacito dei nostri amministratori e di Lega Ambiente!!

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