Resti umani, le analisi sul costume che portano al giovane scomparso alle Vaschine

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Vanno avanti da giorni le indagini, condotte dai Carabinieri sotto la direzione della Procura di Livorno, sui resti umani trovati ai Tre Ponti. Si attendono  i risultati del Dna, ma gli investigatori sono convinti che potrebbe trattarsi del corpo Matteo Maestri, il giovane di Pontedera, travolto e risucchiato da un’onda alle Vaschine il 27 agosto 2011. Ecco la foto del costume rinvenuto sulla spiaggia, costume attorno al quale sono state fatte le considerazioni che hanno portato allo sfortunato ragazzo.

Corpo  incastrato sott’acqua – Per l’intensità dello sforzo di ricerca di quei giorni (la Capitaneria coordinò i soccorsi e le ricerche navali, aeree e subacquee di Guardia Costiera, Vigili del fuoco e altre forze di polizia senza riuscire a trovare il trentenne) si pensò che il mancato successo potesse dipendere dal fatto che il corpo si fosse incastrato in qualche anfratto sott’acqua. Erano poche, infatti, le possibilità di insuccesso se il corpo fosse stato galleggiante, vista la quantità di mezzi impiegati per giorni in un’area di ricerca relativamente molto ridotta. Sott’acqua, invece, il lavoro è più difficile. Ed è per questo che è possibile pensare che il ragazzo possa essere approdato a Livorno lì dove si era perso. Se infatti un corpo si perde in mare ed è galleggiante, diventa un fatto eccezionalmente straordinario che dopo due anni approdi in una spiaggia a poca distanza da dove è caduto. Solo con l’ipotesi dell’incastro, recente, sott’acqua possiamo pensare che sia il ragazzo di Pontedera.

Analisi del costume –  Che sia un costume quello arrivato sulla spiaggia assieme ai due femori appare evidente, anche perchè lo identifica il particolare tessuto, tipico dei costumi a pantaloncino che in acqua è poco deteriorabile. Questo vuol dire che si tratta di una persona dispersa nel periodo estivo (di conseguenza è stato escluso, per esempio, che si trattava del ragazzo di Altopascio, di cui si trovarono gli indumenti a cala del leone a dicembre scorso, Antimo Mormile di 20 anni). Le condizioni del costume sono compatibili con la presenza in mare per due anni. Si vedono, infatti, alcune concrezioni marine tipiche della prolungata permanenza di un oggetto in acqua di mare. Le stesse che si trovano sulle cozze, per fare un esempio.

La misura del costume – La taglia è una 44. Matteo Marestri era alto 1,75, ma era magro. Quindi la misura è compatibile.

La descrizione del costume al momento della scomparsa era: “colore blu con inserti arancioni” – L’indumento è compatibile con quel colore, in quanto sembrerebbe stinto in basso, dove dà sul viola, ma la parte aderente al busto appare di colore blu. Non si vedono gli inserti, forse perché scoloriti in quanto ipoteticamente fatti di altro tessuto meno resistente o che ha reagito al tempo in maniera diversa, scolorendosi del tutto o prendendo la tinta del resto dell’indumento. Di arancione, però, c’è il laccetto che probabilmente richiama agli inserti.

 

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