Omicidio al mercato. Piange in aula il presunto killer: “Sono innocente”. I familiari: “Assassino”

Momenti di tensione per la prima udienza del processo che vede imputato Andreucci per omicidio

di gniccolini

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OMICIDIO AL MERCATO -LEGGI L’ARTICOLO DEL 27 FEBBRAIO 2013

LIVORNO – Passi pesanti, sguardo fermo davanti. Accanto a lui tre agenti della polizia penitenziaria, le manette strette ai polsi e la porta dell’aula del giudice per l’udienza preliminare spalancata avanti a sé. Alfredo Andreucci, 56 anni, entra così intorno alle 11,30 nel tribunale di via Falcone e Borsellino per la prima udienza nel processo che lo vede imputato con l’accusa di omicidio. Ai lati ad osservare il passaggio del detenuto due schiere di familiari di Claudio Costanzo, il 60enne che morì  in via Cossa al Mercato il 27 febbraio scorso sotto i colpi di tre coltellate inferte, secondo l’accusa, proprio da Andreucci. “Assassino”, si sente urlare da uno dei parenti di Costanzo quando ormai la porta dell’aula si sta chiudendo dietro le spalle dell’imputato. Poi un pianto dirotto e gli abbracci per arginare il dolore, per allontanare i fantasmi di quel tragico ricordo. Dentro giudice, pm, avvocati e un foglio sorretto dalle mani tremanti di Andreucci. Sopra alcune righe che il presunto killer ha voluto leggere. “Sono innocente, sono convinto che la verità verrà fuori”. Sono queste le parole dell’uomo che, secondo chi ha condotto le indagini, ha ucciso Costanzo per motivi economici. Sono queste le parole che si confondono in un pianto mostrato senza vergogna davanti al giudice.
La figlia della vittima però non ci sta a vedere quelle lacrime rigare il volto dell’uomo finito in carcere per aver ucciso suo padre.  Così reagisce, scoppia la rabbia, il magistrato la allontana dall’aula e lei esce fuori sfogando il suo pianto dirotto: “E lui piange – urla disperata – ma chi me lo ridà il mio babbo”.
L’udienza prosegue con le dichiarazioni spontanee lette da Andreucci in cui spiega come si è conosciuto con Costanzo ben 30 anni fa e di come quel giorno si fosse incontrato con la vittima ma anche di come sia sopraggiunta una terza persona che, stando alla sua ricostruzione, avrebbe pugnalato il 60enne. “Non l’ho ucciso io”. E di questo è convinta anche il suo avvocato Francesca Galiuto. “Abbbiamo tempo fino al 31 ottobre per depositare la nostra perizia svolta dal generale Garofano – spiega il legale a fine udienza – una perizia in cui abbiamo anche ricostruito il luogo del delitto in 3D e in cui dimostriamo come il testimone non possa aver visto l’uccisione in quanto l’aggressione si è svolta fuori dal suo campo visivo. Il 12 novembre torneremo in aula per la seconda udienza in cui verrà presa la decisione se affrontare l’abbreviato condizionato alle nostre integrazioni probatorie”.

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6 commenti

 
  1. # claudia

    non sono state allontanata dal giudice ma ho chiesto di uscire io per non sentire più quelle parole da vigliacco e quel pianto finto da codardo …….e contraddizioni su contraddizioni. si voglio attaccare a tutto terze persone non ci sono, e per quanto riguarda il suo avvocato che si aggrappa agli specchi. chiamando anche il dott. garofano per noi puo chiamare anche la signora fleccer, basta la devi smette ma non hai rimorsi…

  2. # Valerio

    Cara Claudia quanto ti capisco…non sto nemmeno a dirti che tanto ci sarà una giustizia divina perchè poco cambierebbe, nessuno ti ridarà mai il tuo babbo..spero che la verità venga appurata e che questo signore oltre che a finire in galera non dorma più la notte corroso dall’eterno rimorso di quello che ha fatto.
    Intanto Claudia devi solo farti forza e andare avanti nella speranza che un giorno ci sia giustizia per il tuo babbo. Un abbraccio.

  3. # Nico

    Solidarietà alla famiglia del povero Costanzo,che oltre alla tragica vicenda deve anche sentire cose da una persona la cui colpa sembra scontata.
    Confidiamo in una giustizia,nella speranza che emerga la verità.

  4. # giada

    Io sono l’altra figlia….ieri sono rimasta fino alla fine per sentire fino a che punto arrivava con le bugie…..ha distrutto una famiglia e continua a mentire….anche mio padre era un nonno …..bisogna solo sperare nella giustizia……e scontare per quello che ha fatto nn deve nemmeno dire la parola amico perché un amico nn si comporta così

  5. # Andrea

    per quel che conta avete tutta la mia solidarietà, uccidere è una cosa inumana e chi ha sbagliato deve pagare!

  6. # la semmy

    Basta con le scusanti lui ha sbagliato e deve pagare ogni giorno della sua vita…persone come lui non hanno sensi di colpa…come può definirsi AMICO……UN AMICO VERO TE L’HA DA LA SUA VITA…NON TE LA TOGLIE…con la speranza che questa volta la giustizia italiana faccia il proprio dovere come si deve

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