Maxi-sequestro di “cee”, i pescatori abusivi si danno alla fuga

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Durante un controllo sul territorio, personale del Nucleo Operativo Pronto Intervento della Capitaneria di Porto di Livorno ha accertato un’attività di pesca illegale di anguille allo stato giovanile (dette comunemente “cee”), da parte di alcuni pescatori abusivi. I militari, durante l’ispezione avevano concentrato l’attenzione su alcuni natanti che avevano un movimento sospetto presso la foce del Calambrone. All’intervento da terra del personale della Guardia Costiera, in prossimità dell’argine, i pescatori si sono dileguati  velocemente abbandonando materiali ed attrezzature da pesca utilizzati, le cosiddette “ripaiole”, nonché i contenitori, con all’interno circa mezzo chilo di novellame di anguilla che venivano sequestrati.
Sono attualmente in corso indagini per risalire all’identità dei responsabili della pesca abusiva dei pregiati avannotti che, verosimilmente, erano destinati al mercato illegale, essendo la specie protetta dalle norme nazionali ed internazionali.
Il quantitativo di anguille, formato da qualche migliaio di esemplari ancora vivi, previa autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, veniva consegnato all’incubatoio per la crescita, allestito presso il Parco di San Rossore, con cui la Guardia Costiera di Livorno collabora, avendo aderito al progetto di ripopolamento dei corsi d’acqua della Toscana, promossa dall’amministrazione provinciale di Pisa.

Gli avannotti, infatti, una volta immessi nelle vasche della struttura gestita da un consorzio, saranno liberati, dopo aver raggiunto il previsto stadio di crescita. L’attività della Guardia Costiera di Livorno continuerà anche nei prossimi giorni, a tutela della fauna ittica e dell’ambiente in generale, nonché a salvaguardia della sicurezza del consumatore, messa a rischio dall’acquisto di prodotti incontrollati provenienti dalla pesca illegale.

 

 

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9 commenti

 
  1. # Mario

    I PIU FURBI CI VANNO DI NOTTE

  2. # Sniper70

    mmmmhhh bone…è una vita che un le mangio 😀 😀

  3. # marco2

    e poi le vendono al porto a 150 al chilo

  4. # Ceccobeppe

    Anche io non le ho mai mangiate e sarei curioso di provarle ma sono vietate e se sono vietate un motivo c’è per cui a mangiarle non mi sentirei un ganzo come si sente chi le mangia (pagandole oltretutto uno sbotto) ma mi sentirei semplicemente uno str..zo.

  5. # simone

    gil avonotti infatti…..in padella con burro e salvia stavan meglio che a san rossore

  6. # bravi

    bravi, ma fatelo più spesso.

  7. # agurugu

    Se ci fosse il lavoro in questa città di chiacchieroni la gente ‘un le farebbe le cee. Gli assassini fuori, i pescatori con du’ figlioli sul groppone multe e galera. Ma dio ripigliatevi che la state buttando di fori
    La gente more di fame meglio du’ cee che andà a fa le rapine ora a me mi fanno schifo e di pesca ne capisco poco ma la miseria la capisco

  8. # chico

    Tradizioni e culture….nessuno le togliera…tra loro pescatori di cee e le cee in padella con burro e salvia…tanto bonee………

  9. # Nerd

    Il motivo è assurdo,in quanto non mi sembra che secoli e secoli di pesca di tali esemplari abbiano portato all’estinzione della specie,a limite basterebbe un periodo di fermo biologico periodico come avviene per molte alte altre specie.

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