Lotta alla contraffazione, i capi sequestrati dai vigili vanno alla Caritas

Ecco i risultati del lavoro di intelligence messo in campo per combattere questo fenomeno in crescita. Gran parte della merce donata alla Caritas

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come di consueto trovate il link (in questo caso alla tabella con i dati) in fondo all’articolo

48 sequestri amministrativi, 68 di natura penale, 108 distruzioni relative a sequestri di natura penale e 152 donazioni relative a sequestri di natura amministrativa: sono soltanto alcuni dei dati che emergono dall’intenso lavoro svolto nel corso di quest’anno dal nucleo specializzato anticontraffazione della Polizia Municipale per salvaguardare il settore del commercio e i cittadini dall’acquisto di merce di dubbia provenienza.
Un lavoro intenso di intelligence investigativa e di contrasto mirato nel territorio livornese, frutto di uno specifico progetto che il Comune di Livorno ha messo in campo per combattere questo fenomeno in crescita, perfezionando nuove strategie e potenziando le attività di pattugliamento, i servizi in borghese, la costante e capillare attività di controllo nonché puntuali operazioni di contrasto con sequestri di merce illegale e perquisizioni domiciliari in flagranza di reato. (il progetto è stato cofinanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico a seguito di convenzione con Anci Nazionale).
I risultati conseguiti parlano da soli e testimoniano anche l’ampliato raggio di azione della Polizia Municipale che ha potuto sviluppare la propria attività investigativa anche verso la ricerca della provenienza delle merci e dei fornitori del commercio locale illegale. Fondamentale quest’anno è stato il rafforzamento dei servizi di prevenzione con l’istituzione di un nuovo Nucleo specializzato all’interno del Corpo della Polizia Municipale che si è dedicato a contrastare l’illegalità in stretta collaborazione con i Corpi della Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. A tale riguardo è stato stilato con la Prefettura un “Patto per la Sicurezza” che fa riferimento proprio all’integrazione delle Forze di Polizia per il contrasto al fenomeno .
Al tempo stesso, sul piano della cultura della legalità e del consumo “consapevole”, per cercare di arginare e contenere i danni economici che l’industria del “falso” arreca a tutti, il Comune ha portato avanti azioni di sensibilizzazione e propaganda, soprattutto nel settore dell’istruzione, della didattica e dell’educazione. Sono stato organizzati incontri pubblici sul tema , pubblicati depliants e opuscoli per informare i cittadini sui rischi reali che l’acquisto di un prodotto “falso” può comportare, indicato un indirizzo e.mail a cui segnalare casi di contraffazione e soprattutto nelle scuole, nell’ambito dei progetti di educazione stradale, sono stati distribuiti depliants informativi.

Ma vediamo nel dettaglio, anche numericamente, quali sono state le azioni di contrasto al fenomeno della falsificazione:

* Intensificati gli interventi di presidio fisso e mobile delle zone “sensibili” di Livorno, quali la zona di Piazza Cavallotti e Via Buontalenti, nonché i controlli settimanali presso il “mercatino del Venerdì”

* Istituito il servizio di pattugliamento notturno in ulteriori zone “sensibili” quali Piazza della Repubblica, Piazza Garibaldi e Piazza XX Settembre con blitz anticrimine svolti da tutte le forze di polizia

* Incrementati i controlli anche a seguito di segnalazione di cittadini: grazie alle indicazioni fornite da cittadini, è stato individuato un appartamento in Corso Mazzini utilizzato quale deposito di merce contraffatta.

Le operazioni effettuate hanno consentito di intercettare e togliere dal mercato ingenti quantitativi di merci contraffate attraverso:

– n. 48 sequestri di natura amministrativa

– n. 68 sequestri di natura penale per un valore indicativo pari ad € 50.895,00

* conseguentemente sono state effettuate n. 108 distruzioni derivanti da sequestri di natura penale e 1 di natura amministrativa

* inoltre, laddove possibile, al fine di assolvere finalità sociali, la merce sequestrata è stata donata alla CARITAS di Livorno attraverso:

– n. 13 donazioni di merce già oggetto di sequestro di natura penale, a seguito di provvedimento di dissequestro emesso dal GIP;

– n. 152 donazioni di merce derivante da sequestri di natura amministrativa.

L’attività investigativa si è ampiamente diversificata concretandosi in:

* appostamenti: con l’impiego di personale in borghese, sono stati operati 17 appostamenti, di cui due con rilievi fotografici per l’identificazione delle persone

* pedinamenti: sono stati effettuati 5 pedinamenti in zona Mercato Centrale che hanno consentito l’individuazione di 6 appartamenti utilizzati quali sedi di stoccaggio delle merci contraffatte; a seguito dell’intensificazione delle attività di contrasto e dell’allargamento del perimetro soggetto a controllo, sono stati eseguiti ulteriori 13 pedinamenti in Via Pellegrini, Via Galilei, Piazza Garibaldi, Via Mentana e Piazza XX Settembre.

* Perquisizioni e sequestri penali: a seguito di notizia di reato, su mandato emesso dalla locale Procura della Repubblica, sono state effettuate 3 perquisizioni e sequestri di merci domiciliari e 2 perquisizioni e sequestri veicolari, che hanno portato alla denuncia di 5 persone note e 1 ignota.

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13 commenti

 
  1. # alcenero

    Sono un esecente del mercato centrale zona buon talenti stamani come ogni giorno dell’anno auto dei vigili urbani e vigili in giro. Ciò nonostante avessi voluto acquistare merce contraffata da venditori abusivi avrei potuto farlo a mio piacimento, scarpe Nike, Adidas, piumini colmar monkler North sails, borse Gucci, un’offerta veramente variegata, quindi i controlli ci saranno pure, ma se vogliamo parlare di efficacia io e tutti i cittadini non ci siamo accorti di niente. Ripeto si possono fare questi acquisti 365 giorni all’anno.ora sarò censurato una voce furi dal coro, potrebbe far fallire lo spot pre elettorale….

  2. # PIO

    Alla frutta, a Livorno i venditori abusivi fanno quello che vogliono!!!!

  3. # marco..pallmall

    PREMETTO CHE SONO CONTRARIO ALLE VENDITE DI MERCE CONTRAFFATTA, MA LO SBAGLIO STA A MONTE…SE FACCIAMO ENTRARE DI TUTTO E DI PIU’ NEL NOSTRO PAESE , SENZA DARGLI CASA E LAVORO, CHE POSSONO FARE SE NON DELINQUERE?…BLOCCHIAMOLI PRIMA CHE ENTRINO !!!

  4. # PIO

    Controlli col contagocce, non costanti e duri come la situazione imporrebbe ed il centro di Livorno e’ un Suk africano….

  5. # El Guero

    Invece di andare a cercare chi veramente ruba allo stato non pagando le tasse e facendo altre menate di questa gravità, andate a rompere a questa povera gente che per cinquanta euro si fa un mazzo tanto….dategli un lavoro invece di ignorarli….e ricordate che chi vuole ci va a comprare: non è che ti obbligano…quindi cari commercianti, trovate meno scuse sul fatto che gli acquirenti non entrano nei vostri negozi!!

  6. # Rick

    Se volessero veramente potrebbero davvero contrastare il commercio abusivo, ma evidentemente l’amministrazione comunale non ha intenzione di andar giù pesante, quante volte si vedono passeggiare tranquillamente i vvuu e i “vu cumpra” chiudono semplicemente i teli tranquillamente per poi riaprirli subito dopo il loro passaggio. La Legge dovrebbe essere uguale per tutti, ma si sa, se vuoi fare come ti pare vieni a Livorno…

  7. # GINOGINO

    mi piacerebbe sapere chi a messo il pollicino rosso,perché il commento di Rick corrisponde solo e soltanto a verità,infatti sono impiegati giornalmente 6/8 vigili per controllare, e giornalmente si assiste al teatrino dell’apertura e chiusura dei teli…basta recarsi in P/za Cavallotti e Via Buontalenti per vedere con i propri occhi…qua si parla semplicemente del rispetto delle leggi italiane.

  8. # antony

    Merce sequestrata penalmente e contraffatta ….che diventa miracolosamente legale per la caritas !!! …maaa? Allora basta una benedizione ?…. eppoi …..ma la finanza che faa?? Dove sonoo???…

  9. # alcenero

    Si hai proprio ragione facciamoli chiudere tutti questi maledetti commercianti..sono la rovina d’Italia facciamo. Licenziare cosi i dipendenti, a cui pagano lo stipendio…favoriamo la contraffazione, fanculo il made in itali..favoriamo l,apertura di kebab, alimentari peruviane, pub latino americani, bar negozzi e centri massaggi cinesi, cosi chiuderanno anche le ultime tre fabbriche italiane che ci sono rimaste, saranno licenziati i dipendenti che ci lavorano, e poi ci ritroveremo cosi tutti felici e contenti in piazza a supplicare che almeno ci assumano a fare kebab….

  10. # Lorenzo65

    Tutti i commercianti devono rispettare le leggi , i regolamenti, i diritti dei lavoratori del commercio, le tasse, i contributi, le garanzie della qualità dei prodotti, garantire anche la dignità dei lavoratori che producono quelle merci etc etc… e i cinesi?? e i vuccumprà?? Mi sà meglio cambiare argomento. Se si parla di onestà il mercato clandestino o parallelo non deve semplicemente esistere. Tutta qua la ricetta del commercio regolamentato.

  11. # Samarcanda

    chi compra quella roba commette un reato e lo sa bene. Ci sono le norme per punire l’acquirenti e non capisco cosa aspettino ad applicare le sanzioni.

  12. # aciugati

    boia deh ma cosa ci fanno du pattuglie di VV.UU al giorno in piazza cavallotti a guardà i senegalesi ? un ci sono abbastanza CC. guardia di Finanza, polizia per questi controlli ? il corpo dei VV. è nato per controllare il traffico e un se ne vede più uno a giro ! da chi dipendono questi ordini di servizio ?

  13. # nicola

    “Dategli un lavoro”giusto!!! Diamoli un lavoro!!! Scusa…quale lavoro? ? Perché a livorno c’è abbondanza di posti si lavoro? Non mi risulta!
    Perché non dai le dimissioni e lasci il tuo posto di lavoro ad uno questi…

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