Ancora furti sui binari, ritardi di un’ora e mezzo

Mediagallery

Furto di rame e problemi di circolazione ferroviaria. Purtroppo lo scenario si ripete a distanza di pochi giorni dall’ultimo episodio. Quest’ultimo fatto è accaduto il 24 giugno verso le ore 21.15. La Polizia Ferroviaria veniva avvisata dalla sala operativa ferroviaria di Pisa che era stata rilevata un’anomala “occupazione” dei circuiti binari nei pressi della stazione di Calambrone.
Va sottolineato che la regolare e normale gestione del traffico ferroviario è assicurata non solo dall’alta tensione che fa muovere materialmente i treni, ma anche dalle correnti a basso voltaggio che trasportano e scambiano informazioni tra i treni e gli impianti fissi di terra. l’ “occupazione” di un circuito di binario si verifica ogni volta che vi passa sopra un treno, oppure per un guasto o per l’interruzione della corrente dovuta a furto di cavi di rame; non essendosi evidenziati guasti ne transitando convogli, la situazione appariva sospetta.   Immediatamente gli agenti della Polfer si sono precipitati sul posto, andando a controllare i punti “sensibili” della linea ove poteva esser plausibile si trovassero gli eventuali ladri.
La pattuglia ha così potuto intercettare un uomo che procedeva sulla strada ferrata con ancora tra le mani un pezzo di cavo ferroviario. Appostatisi quindi sui lati della massicciata, hanno atteso l’arrivo dell’uomo, che è stato bloccato e il materiale asportato, recuperato.
Insieme agli agenti delle volanti della questura, nel frattempo sopraggiunte alla richiesta di aiuto, provvedevano ad accompagnare la persona identificata gli uffici Polfer alla stazione centrale.
Il fermato – T.K. le sue inziali i circa trent’anni, uomo di famiglia slava anche se nato in Italia – risultava esser ben noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio (di cui molti specifici per furto di rame).
T.K. veniva pertanto arrestato e piantonato a disposizione dell’autorità giudiziaria fino al processo per direttissima svoltosi nella mattinata di ieri dove il  giudice ha convalidato l’arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere mentre per il processo è stato chiesto dalla difesa un rinvio tecnico e il rito alternativo del rito abbreviato che si svolgerà prossimamente.
La refurtiva recuperata  è stata immediatamente riconsegnata a Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., società del Gruppo FS che si occupa dell’infrastruttura. Questa tipologia di reato – a fronte di piccoli guadagni per i ladri – crea purtroppo enormi danni alla circolazione ferroviaria e necessità di onerosi interventi: come riferito da fonti ufficiali del Gruppo FS, la circolazione ferroviaria è stata rallentata dalle 21.15 alle 22.40 sulla linea Livorno – Pisa, rimanendo coinvolti 5 treni (4 Regionali ed un Intercity) che hanno registrato ritardi fino a 20 minuti. Le Ferrovie tengono ancora a precisare che la sottrazione dei cavi in rame non comporta problemi di sicurezza alla circolazione ferroviaria che prosegue, sebbene rallentata, secondo specifici protocolli di sicurezza e che – anche se il valore economico del rame trafugato è minimo – elevato è invece il danno in termini di disagio ai viaggiatori a cui va aggiunto il reintegro del materiale rubato e il lavoro aggiuntivo delle squadre tecniche per il ripristino del regolare funzionamento della linea.

 

Riproduzione riservata ©

7 commenti

 
  1. # "scorpione "

    Hanno capito che qui è la terra del ben godi a sbafo, dei polli da spennare facilmente senza alcun rischio di fare la galera

  2. # asciugati

    Boia deh . Per farli smette bisogna arrestà i ricettatori del rame.

  3. # Gianpiero

    STA A VEDERE CHE PER COLPA LORO QUALCHE VOLTA AVVERRA’ QUALCHE SCIAGURA FERROVIARIA, STA A VEDE’ VAI!!

  4. # EBASTA!!!!!!

    GIA’ PROPOSTO DA QUALCHE LETTORE DI QUILIVORNO.IT, QUELLA E’ PURA RICETTAZIONE PERSEGUIBILE PENALMENTE PARI PARI A CHI RUBA!!!

  5. # BUDIULIKKE

    a ragione asciugati , bisogna fare una legge che faccia pagare una multa stratosferica e far chiudere l’ attivita’ al ricetattore che non sa spiegare la provenienza del rame in eccesso .
    prima che succeda qualche disastro ferroviario

  6. # Beppone

    Pensare che è molto facile, perché i cavi di rame che sono utilizzate dalle ferrovie sono particolari, e facilmente riconoscibili, a chi commercia e ricicla rame e ferraccio. Naturalmente quelli onesti ti dicono di no, quando gli porti tale materiale, per non rischiare multe salatissime, se arriva la finanza, quelli disonesti, fanno i furbi, te lo accettano pagandotelo di meno. Ecco perché chi può controllare se lo fa, i risultati potrebbero essere interessanti e da questi si risalirebbe subito a chi i furti di questo materiale sono abituati.

  7. # lorenzo65

    Tanto i ladri di rame son soggetti ben noti alla forza pubblica che in galera non li può mettere perché l’Italia è un paese buonista. Allora tanto vale pagare una pensione a vita a questi cosi non rubano più e si evitano sciagure ferroviarie.

I commenti sono chiusi.