Viabilità all’Ardenza. L’Aci Livorno: “E’ un pasticcio. Non c’è peggior sordo…”

Mediagallery

Al fine di fornire le giuste risposte alle sfide poste dalle tante criticità riscontrate quotidianamente dall’utenza stradale, molto spesso l’assessorato alla mobilità del Comune di Livorno si è spesso vantato di aver assunto decisioni importanti grazie al supporto teorico fornito da studiosi e tecnologie di ultima generazione. Malgrado ciò, a conti fatti, molte delle iniziative messe in opera dall’Amministrazione Comunale alla fine si sono rivelate quanto meno discutibili, qualora applicate concretamente alla pur limitata realtà viaria locale. A discapito delle ripetute segnalazioni fornite a mezzo stampa dal nostro Ente ma puntualmente ignorate, la lista di errati o lacunosi interventi pare legata da un unico comune denominatore. Un vizio d’origine: il mancato o comunque insufficiente processo di concertazione in fase di progettazione. L’ultimo e lampante esempio è riscontrabile con il caos e le conseguenti polemiche che si sono venutesi a creare all’indomani delle repentine modifiche apportate alla viabilità delle strade interne al quartiere Ardenza. Viene da chiedersi come si possa arrivare a creare un livello tanto alto di difficoltà e malcontento tra gli automobilisti pur applicando la disciplina del traffico a un campione così limitato nelle dimensioni. La via ‘incriminata’ al centro dei cambiamenti e relative polemiche, vale a dire via Ricci, è in realtà una strada marginale, di servizio ed utilizzata solo in determinate fasce orarie ‘di punta’ coincidenti con l’apertura e la chiusura della scuola di zona.
Un paradosso, quello creatosi, nel quale si sfiora il grottesco. I vigili sono costretti ad intervenire in massa nel quadro di una situazione di contingenza, tutt’altro che consolidata e strutturata. E’ impensabile che ben quattro unità di Polizia Municipale debbano restare impegnate in zona per tutta la durata dell’anno scolastico. Che il progetto così com’è stato studiato non funzioni, è un dato di fatto incontrovertibile. Ma di fronte a tale errore ‘strategico’ non si trovano soluzioni migliori di un semplice presidio. Un intervento semplicistico che peraltro, come Ente, abbiamo più volte sollecitato senza successo al fine di regolare le code interminabili che spesso, durante l’estate, si formano a causa dello sbarco delle auto in coincidenza dell’uscita dai traghetti in zona porto. In una situazione in cui l’Amministrazione Comunale si è infilata con le proprie mani, la sola soluzione trovata è un palliativo momentaneo; mentre addirittura non viene adottata neanche quella in una situazione contingente, per la quale ci si dovrebbe al contrario adoperare per fornire al forestiero un’immagine di efficienza e di citta’ proiettata al futuro attraverso lo sviluppo della propria vocazione turistica.
Ci stupiamo quindi di come ancora una volta l’assessore Bettini possieda l’indubbia capacità di rimanere sordo ad ogni consiglio ed osservazione fornita persino da interlocutori autorevoli, magari non per fama ma sicuramente per preparazione sull’argomento in questione. Comprendiamo che le critiche siano materia scomoda ma chi è demandato dai cittadini a governare la cosa pubblica ha però il dovere di rispettare le opinioni altrui. Invece di affidarsi con fiducia cieca alla sola teoria, sarebbe saggio ed opportuno stare ad ascoltare i consigli di chi si ritrova direttamente interessato e quindi conscio dei rapporti di causa ed effetto che stanno alla base delle nuove problematiche sorte.
In primis, la Circoscrizone cinque che rappresenta i residenti per voce del proprio Presidente Ampola ed i commercianti degli esercizi che compongono il Centro Commerciale Naturale del quartiere. Senza menzionare il contributo che, in termini non esclusivamente tecnici bensì anche sotto il profilo del consenso popolare, sarebbe in grado di fornire un Ente come il nostro AC provinciale. Una realtà consolidata sul territorio locale nonché vero punto di riferimento per l’utenza della strada e non solo, in grado di raccogliere a livello di tesseramento qualcosa come 15.000 persone.

 Riccardo Heusch

Presidente Commissione traffico e viabilità

AC Livorno

Riproduzione riservata ©

4 commenti

 
  1. # asciugati

    Sempre addosso al Betttini ! ma un vi và mai bene nulla di quello che ha fatto per il traffico livornese. E sì che ci ha lavorato un vagone !

  2. # Andrea

    A certa gente gli fanno il test prima di assumerli in Comune. Mi spiegate per esempio perchè il senso unico nella porzione finale di viale Mameli, che da via Redi porta a viale Boccaccio, viene mantenuto anche nell’orario 20.00 – 08.00? Possibile che uno che debba andare verso Coteto a mezzanotte, quando oramai il traffico è inesistente, debba fare un giro “pesca” inquinando più del dovuto? Si certo non è sicuramente il problema del secolo, ma c’è qualcuno che mi spiega il senso di tale cretinaggine?

  3. # Marco Sisi

    Non c’è bisogno di Einstein o di qualche altra “beautiful mind” per gestire il traffico in zona via Giuliano Ricci. A parte il fatto che il buon Riccardo Heusch, probabilmente, non è mai passato in zona, perché altrimenti si sarebbe reso conto che via Ricci non è strada marginale, e che il traffico è abbastanza sostenuto a ogni ora del giorno, non solo durante apertura e chiusura della scuola, il problema principale è costituito dal fatto che la strada in questione è a doppio senso e l’elevato numero di auto in sosta rappresenta un impedimento continuo al flusso veicolare in entrambe le direzioni. La presenza della sede SVS, di fatto, rende obbligatorio un senso unico verso piazza Sforzini, altrimenti non vedo come potrebbero le ambulanze, in caso di emergenza, raggiungere rapidamente il luogo d’intervento: facendo il giro di via delle Cave? Oppure con una corsia preferenziale che sarebbe normalmente ingombrata da veicoli in sosta? Non ci sono alternative alla creazione di un “anello” a senso unico che comprenda via delle Cave-via Galimberti-piazza del Fiore-via Ricci, girando quindi in senso antiorario e al quale potrebbe aggiungersi anche il capovolgimento del senso unico in via dell’Ulivo e in via San Martino, in modo che chi dovesse transitare per tali strade non sarebbe disposto a gravare sull’asse via Galimberti-via Ricci, ma potrebbe tornare sulla vecchia Aurelia, appunto, da via San Martino. Ripeto, non vedo alternative. Se qualcuno ne avesse, ben lieto di confrontarmi.

  4. # Malizioso Troll

    Stai ruzzando, vero? Dimmi di sì, ti prego.

I commenti sono chiusi.