Trasporto pubblico. La soluzione non è scippare conquiste maturate

Fa bene il principale ed unico responsabile politico del governo locale, il PD, a preoccuparsi dell’andamento delle trattative tra i rappresentanti dei lavoratori (ex ATL) e la CTT per la cancellazione di un’importante voce retributiva, quale l’accordo integrativo. Spero soltanto che non sia troppo tardi, e non sarebbe la prima volta.

Il problema ai più sembrerebbe soltanto di natura contrattuale. Va detto che una soluzione si può trovare nell’ambito degli incentivi possibili e basandosi su un’effettiva produttività, ma non scippando all’improvviso conquiste maturate per diritti sacrosanti. Sono certo che le parti nell’interesse primario dei lavoratori sapranno giungere a sintesi, anche se i nostri governanti locali sapevano fin dall’inizio che la messa a gara di tutto il trasporto pubblico regionale avrebbe livellato verso il basso la media degli accordi integrativi stessi per tutte le realtà locali con conseguente abbassamento dello stipendio medio.

Ma questo blocco e rallentamento, se non affrontato prontamente, potrebbe avere esiti disastrosi in brevissimo tempo.

Infatti è già pubblicato il secondo avviso di preinformazione, che scade il prossimo 6 dicembre, e immediatamente dopo è prevista la pubblicazione del bando regionale per la mastodontica gara del trasporto pubblico locale. A quanto si sa dalle notizie ufficiose trapelate fin dallo scorso marzo – dopo la pubblicazione del primo avviso di preinformazione nell’ottobre del 2012 -, le multinazionali mondiali del trasporto, che potrebbero partecipare all’appalto, sarebbero più di una.

Si parla infatti di aziende che operano dalla Francia alla Germania, dalla Spagna all’Inghilterra, dagli Stati Uniti fino al Canada ed al Marocco. Quindi a mostrare interesse sono stati non solo gruppi specializzati nella mobilità delle persone, ma anche grossi interessi finanziari, portati più a speculare sui margini dei servizi che magari ad investire sul territorio. Ecco perché diventa fondamentale attrezzarsi per tempo, se non altro perché i soggetti locali di nuova costituzione siano pronti a fornire la migliore offerta possibile. Sappiamo bene che elemento determinante per l’offerta è proprio la parte economica (40 punti sui 100 totali). E allora come si fa ad essere competitivi con il resto del mondo, se non si è in grado ancora di conoscere l’effettivo costo del lavoro ? Svegliatevi governanti locali.

Roberto Russo

Consigliere comunale del PDL

 

 

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3 commenti

 
  1. # Antonio

    Caro Russo,
    a me pare che questo suo intervento sia solo a fini politici, tanto per accattivarsi qualcuno o per attaccare un moribondo PD.
    La CTT è un carrozzone politico, o poco di più, dove i dipendenti sono ormai disincentivati anche moralmente a svolgere il proprio lavoro. Ma lei lo sa che ci sono alcuni lavoratori “cattivi” che vengono messi in un angolo a non fare niente? Oppure vogliamo parlare dei dirigenti? Ne conosce qualcuno bravo, preparato e adatto al ruolo che dovrebbe rivestire?

    E allora ben vengano francesi e tedeschi, i lavoratori hanno voglia di lavorare e saranno ben lieti se saranno gestiti da superiori capaci e preparati. Il posto di lavoro non sarà toccato, miglioreranno solo i servizi alla clientela. Le pare poco?

    Saluti

  2. # Roberto Russo

    Caro pseudo Antonio,

    normalmente sono abituato a rispondere a chi mette nome e cognome; credo, poi, che la politica si debba occupare fondamentalmente di interesse pubblico, sempre che non danneggi anche l’interesse del singolo. Ecco perché sarebbe opportuno che al di là di facili giudizi personali ci si confrontasse sui fatti. Sarebbe anche il caso cominciare a pensare che la parte dei “vendicatori sindacali” non è affidata soltanto ai soliti noti (per pregiudizio ideologico). Sono sempre disponibile ad ascoltare tutti, a cominciare da coloro che ritengono di essere stati “accantonati”. Per il resto La inviterei a chiedersi perché le medesime parti politiche (il PD ed alcuni piccoli satelliti) urlano allo scandalo, se si vuole privatizzare la Porto di Livorno 2000 per aprirla a soggetti competenti e specializzati, mentre si costituiscono altre società di diritto privato per il TPL. Inoltre si è mai chiesto perché non è stata neppure considerata l’ipotesi (le do conferma del fatto che non vogliono neppure pensarci) che questi soggetti locali potessero fare alleanza per la futura gestione del TPL ? Benché Le possa dispiacere, credo che Lei esprima la mia stessa preoccupazione, che è quella di fare bene i conti sul costo del lavoro nella prossima gara pubblica. Gli operatori locali del TPL dovrebbero almeno assumere il ruolo di corretto interprete del mercato del lavoro, visto che si tratta del destino lavorativo (non come livello occupazionale già garantito dalla gara, ma come livello di retribuzione) di migliaia di dipendenti per i prossimi 9 anni. Cordialità.

  3. # Roberto Russo

    Integro: “alleanza con imprese esterne”

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