Sull’episodio di don Luciano accertiamo bene quanto è accaduto

Non è per dovere d’ufficio (o di omonimia) che esprimo solidarietà e partecipazione al Parroco di Coteto, ma c’è qualcosa nell’articolo sull’accaduto che non mi quadra. Mi riferisco alla attribuzione dell’inqualificabile episodio a “nomadi” e “Rom”. Per quel poco che conosco di quel mondo il fatto mi sembra inverosimile. Non voglio essere netto nel non accusare i Rom come chi li accusa con certezza identificando addirittura il gruppo di appartenenza. La cosa che più mi sconcerta nella descrizione del fatto è la donna a seni nudi. Chi appartiene ai mondi Rom, sia musulmani come i kosovari, ortodossi come i rumeni, o evangelici mantiene costumi molto pudichi. Per fare un esempio mai si troverà in un campo o intorno ad una carovana della biancheria intima stesa ad asciugare perché viene tenuta nascosta o coperta da altri indumenti. Le donne portano gonne lunghe con le calze, anche d’estate. Tali comportamenti sono così radicati nella loro cultura che è impensabile immaginare una trasgressione così descritta fosse anche sotto gli effetti della birra.
So bene quanto queste persone siano di disturbo nella opinione corrente, sono insistenti, inopportuni, capaci di imbrogliare, suggestionare ma è anche vero che questo gli ha permesso di sopravvivere per millenni in mezzo ad altre culture nonostante la costante ostilità che li ha costretti a diventare nomadi perché cacciati, fino ad arrivare al culmine del Porajmos.
Credo che prima di categorizzare le persone coinvolte ed innescare un ennesimo senso di ripulsa generalizzata sarebbe meglio arrivare ad un accertamento, poi si condanneranno le singole persone responsabili, ma non il gruppo di appartenenza.

Don Luciano Cantini

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6 commenti

 
  1. # Gabriele

    nei paesi islamici esiste il divieto di consumo di alcool, capita però che qualche islamico, magari religiosissimo e pio in patria, quando si trova lontano dalla terra natia si ubriachi spesso e volentieri. La sua precisazione ha poco senso: sicuramente nelle popolazioni da lei descritte gli usi e i costumi saranno casti e pudici, può darsi che però che anche fra loro, così candidi, ci sia qualche pecorella diciamo alticcia?

  2. # enzo

    mi sembra che l’ articolista dicesse esattamente la stessa cosa.
    Prima di puntare lindice,genericamente, individuiamo bene chi
    La responsailità, specie penale, è sempre individuale

  3. # Carlo

    Gentile Enzo, quello che dice lei è giusto e condivisibile. Il religioso autore della lettera afferma che è difficile pensare che siano Rom o chissà chi in funzione della pudicizia radicata dei loro costumi. E che significa? Non è detto che siano Rom ma non possiamo nemmeno escluderlo a priori in quanto loro non farebbero mai quelle cosacce. E che discorso è? I colpevoli possono essere tutti, nessuno escluso, nemmeno i pudici culturali.

  4. # virgilio

    Premesso che sono solidale con il parrocco e contro la violenza mi sento di poter dire che Don Luciano ha molti pregi ma anche un difetto molto grosso: è irascibile. A me è capitato di essere redarguito per futili motivi in malo modo e a me è parso eccessivo…Don Luciano..sei bravo,ti vogliamo bene, ma calmati!

  5. # capino

    quando un radicato stile di vita si fonda sul furto e l’accattonaggio possiamo aspettarci di tutto e di più

  6. # salvatore favati

    il messaggio di Luciano Cantini non è stato pienamente recepito, o forse capisco male io i commenti . Per quel tipo di atto, per quella ritualità coem la ha descritta il parroco, se si escludono le genti centro-sudamericane o caraibiche a volte dedite alla santeria, mi viene da pensare a sette para-cristiane o druidiche ( eretiche moderne se così posso definirle ) che celebrano rituali della fecondità e della madre terra anche all’interno di edifici sacri presi a prestito alle religioni cristiane strutturate.

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