Solimano: il messaggio di Napolitano eccezionale spiraglio oltre il muro

Il Presidente Napolitano, con un messaggio eccezionale rivolto al Parlamento, denuncia la drammatica condizione in cui versano le carceri italiane e la continua violazione dei diritti umani perpetrata ai danni delle persone recluse. Per questo, alcuni mesi addietro, la Commissione Europea per i diritti dell’uomo, ha condannato il nostro Paese. Un intervento importante ed autorevole quello del Presidente, che richiama un Parlamento timido e sonnecchioso a precise responsabilità. Noi da anni denunciamo le fatiscenti condizioni degli istituti penitenziari e lo stato di illegalità, oramai persistente da anni. Una profonda riflessione sul senso della pena ma soprattutto su quale pena è stata da noi sollecitata da tempo, sollecitazioni spesso cadute nel vuoto. Ora si presenta una occasione importante ed irripetibile. È tempo di procedere ad una riforma del sistema sanzionatorio, di procedere alla depenalizzazioni di reati minori e di scarsissimo allarme sociale, soprattutto per quel che concerne il tema delle dipendenze da stupefacenti, di aprire una riflessione importante sulla questione della carcerazione preventiva, di allargare gli scenari delle alternative alla pena detentiva e dei lavori di pubblica utilità e risarcimento sociale, di cancellare o modificare profondamente leggi che hanno prodotto carcere come la Bossi Fini e la Fini Giovanardi, di applicare, finalmente, l’ordinamento ed il regolamento penitenziario del 2000 in tutte le sue parti. Solo questo determinerebbe un importante decongestionamento delle nostre carceri. Giacciono in Parlamento, da lungo tempo, proposte di legge sui temi enunciati. Diventi questo tema, dunque, una priorità politico istituzionale e si proceda senza indugio verso questa auspicata riforma. Riforma che dovrà essere accompagnata, assolutamente, da un provvedimento di AMNISTIA ED INDULTO, indispensabili non solo per allentare la stretta asfissiante del sovraffollamento, ma sopratutto per garantire una proficua ed efficace entrata in vigore della riforma. Il tempo, dunque, è arrivato. È questa la grande occasione per ripristinare diritti e legalità all’interno delle carceri, di superare una fase esclusivamente emergenziale, di riaffermare decoro e dignità e ridare senso e valore ai percorsi di reinserimento e reinclusione sociale, di riaffermare in pieno i principi costituzionali. Se il Parlamento assume la questione nella sua rilevante portata sono convinto che entro pochi mesi si possa davvero cambiare pagina e ridefinire nuovi orizzonti dove la civiltà ed il diritto ritrovano senso e collocazione.

Marco Solimano Garante dei diritti dei detenuti Comune di Livorno

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2 commenti

 
  1. # Carlo

    La popolazione carceraria è composta per il 50 per cento da stranieri, dato interessante e significativo, visto che sul totale in Italia gli stranieri sono il 5 per cento (segno chiarissimo del motivo per cui molti giungono nel bel Paese, per delinquere). Se venissero spediti al lidi d’origine, et voilà, sovraffollamento risolto e garanti tranquilli.

  2. # marc

    sono stato rapinato ben 2 volte da non italiani
    se svuotano le carcere voto lega
    se ci stanno male si dovevano comportare bene

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