Romano (Idv): Fermate il rigassificatore, pesca in pericolo

Si comunica che il Coordinatore provinciale IDV Livorno, Andrea Romano, ha presentato un’interpellanza all’Amministrazione comunale in conseguenza della pubblicazione di un articolo sul giornale “La Nuova Ferrara” in cui la Cooperativa locale dei pescatori denuncia la scomparsa dei pesci in coincidenza con l’entrata in funzione del rigassificatore di Rovigo.

“Quell’impianto di rigassificazione – dice Romano – funziona “a ciclo aperto”, esattamente come quello progettato e recentemente installato a largo delle acque livornesi, con un sistema di riscaldamento del gas liquefatto che preleva dal mare le acque a temperatura ambiente e le restituisce addizionate di cloro e a temperature considerevolmente inferiori. I pescatori sospettano che la scomparsa dei pesci sia dovuta all’attività del rigassificatore, ma le autorità non hanno ancora fornito nessuna risposta, ne’ positiva ne’ negativa, alimentando così i sospetti”.

L’interpellanza di Romano chiede “se il progetto autorizzato dell’impianto di rigassificazione di Livorno è stato accompagnato da studi e ricerche sull’impatto delle attività industriali previste sull’equilibrio dell’ecosistema marino e sulle forme di vita presenti”, in caso contrario propone prudenzialmente “una sospensione delle attività dell’impianto in attesa che tali studi vengano prodotti”.

 

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8 commenti

 
  1. # Siamo obbiettivi

    Che poi tra le forme di vita, oltre ai pesci, ci saremmo anche noi. Riversare cloro in mare è pazzesco. Certo, fra bidoni tossici di cui non si parla più, rigassificatore e pessimi comportamenti di imbarcazioni e strutture a terra, fra un po’ sarà come fare il bagno nei fossi.

  2. # bruno tamburini

    dopo avere evocato avvenimenti catastrofici, terremoti, tsunami ed attacchi terroristici ora sono ridotti alla moria di pesci. povero IDV

  3. # mario3

    ha prove certe che non sia così?

  4. # robe

    povero Tamburini, voi del PDL a cosa siete ridotti invece? a cercare di salvare silvio a tutti i costi (ma levato quei venti personaggi a cui hanno pagato il pullman l’altro giorno per la manifestazione, agli italiani cosa gliene importa?)

    non si rende conto che IDV ha riportato dichiarazioni dei pescatori del delta del Po? e che sulle catastrofi possibili non è anche lì IDV a parlare ma vari esperti, si legga cosa dice Piero Angela (noto facinoroso dei comitati) nel suo libro “la sfida del secolo” quando gli chiedono del rigassificatore:

    “Domanda: E quale sarebbe il peggiore incidente immaginabile?

    Risposta: Per esempio, una grande nave metaniera, che trasporta 125
    mila metri cubi di gas liquefatto a bassissima temperatura, contiene
    un potenziale energetico enorme. Se nelle vicinanze della costa, per
    un incidente, dovesse spezzarsi e rovesciare in mare il gas il gas
    liquefatto, potrebbe cominciare una sequenza di eventi catastrofici.
    Il gas freddissimo, a contatto con l’acqua di mare, molto più calda,
    inizierebbe a ribollire, a evaporare e formare una pericolosa nube.
    Questa nube di metano evaporato rimarrebbe più fredda e più densa
    dell’aria e potrebbe viaggiare sfiorando la superficie marina, spinta
    dal vento, verso la terraferma. Scaldandosi lentamente la nube
    comincerebbe a mescolarsi con l’aria. Una miscela fra il 5 e il 15 per
    cento di metano con l’aria è esplosiva. Il resto è facilmente
    immaginabile. Se questa miscela gassosa, invisibile e inodore,
    investisse una città, qualsiasi (inevitabile) scintilla farebbe
    esplodere la gigantesca nube. La potenza liberata in una o più
    esplosioni potrebbe avvicinarsi a un megaton: un milione di tonnellate
    di tritolo, questa volta nell’ordine di potenza distruttiva delle
    bombe atomiche. Le vittime immediate potrebbero essere decine di
    migliaia, mentre le sostanze cancerogene sviluppate dagli enormi
    incendi scatenati dall’esplosione, ricadendo su aree vastissime,
    sarebbero inalate in “piccole dosi”, dando luogo a un numero non
    calcolabile, ma sicuramente alto, di morti differite nell’arco d 80
    anni.Si tratta di uno scenario assolutamente improbabile, ma non
    impossibile.

    Domanda: Terrificante. Si può immaginar qualcosa di peggio o questo è
    lo scenario da incubo finale?

    Risposta: Quello della metaniera, che si spezza vicino alla costa,
    viene definito il peggior scenario “energetico” possibile. Cioè
    l’incidente più catastrofico immaginabile fra tutte le fonti
    energetiche.”

  5. # Elena

    Infatti, Robe. Anche a Fukushima la centrale avrebbe resistito al terremoto e allo tsunami. Peccato che non l’abbia fatto al cemento portato dall’onda anomala, evento “improbabile ma non impossibile”, appunto. Bisognerà pur parlare di queste cose, grazie per averlo fatto.

  6. # Stella

    Se si chiedesse ai livornesi, informati di questi rischi, se vogliono o no correrli, il 99% sicuramente direbbe di no. Peccato che, se andassimo a votare questa cosa in un referendum cittadino, nessuno andrebbe ai seggi, perché “uffa che fatica andare a votare”… come è successo per il referendum sull’ospedale… e tutte queste decisioni, che o sono dissennate, o addirittura mettono a rischio la nostra pelle (e mi domando a vantaggio economico di CHI) ci passano sopra la testa, senza che si riesca mai a fermarle. Forse per svegliare la gente ci vorrebbe che chiudessero lo stadio!! Boia dé, allora sì che vedresti caos!

  7. # bruno tamburini

    io saro’ anche povero ma ho seguito da vicino questa vicenda , almeno sino al 2008 ed ho letto i pareri di 7/8 ministeri, Arpat, Asl. VVFF, Capitaneria di Porto, ISS, Regione Toscana ,Commissione internazionale e potrei continuare a lungo. Tutti c….. ed incompetenti. L’unico scienziato sei tu. Grande Toto.

  8. # Silvio

    Ora bisogna anche prendere la morale da uno da 20 anni sta col delinquente Silvio Berlusconi. Tamburini abbi la compiacenza e la decenza di stare zitto.
    E vai a lavorareeeeeee!!!!!!!!!!!!!!

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