Lavoriamo per dimezzare i rifiuti come a New York

Finalmente anche New York si avvia ad adottare la strategia Rifiuti-Zero, derisa fino a pochi anni fa dal sindaco Bloomberg e dal suo predecessore Giuliani: la giudicavano un “capriccio” ambientalista e puntavano su discariche e inceneritori. Le scuse erano le solite: città grande, grandi condomini, troppi grattacieli, e così via. Poi ha prevalso il pragmatismo USA e si sono messi a fare i conti: il costo dello smaltimento (100 dollari a tonnellata) è diventato insostenibile, mentre l’industria del riciclo – in una città che finora non credeva nel riciclo – da già lavoro a decine di migliaia di persone. Delle 20.000 tonnellate di rifiuti prodotti ogni giorno a New York, un terzo è legato al cibo ed il 70% di questa parte viene prodotta da ristoranti e fast-food, che infatti hanno aderito in massa ad un accordo per ridurli del 50%. Anche Livorno dovrebbe intraprendere subito un percorso di questo tipo: è difficile trovare un ristorante, una pizzeria, uno stabilimento balneare, ecc. che faccia la raccolta differenziata o utilizzi stratagemmi per ridurre la produzione di rifiuti: si notano solo i cassonetti traboccanti nelle vicinanze, con conseguenze pesanti sui costi e quindi sulla Tares (ex TIA) che i cittadini pagano. E’ giusto che anche gli esercizi che producono più rifiuti si diano da fare, ottenendo ovviamente in cambio grossi sconti sulla tariffa. Ne guadagnerebbero il decoro urbano, la tutela dell’ambiente e le nostre tasche.

 Andrea Romano – Consigliere comunale IDV Livorno

 

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