La tassa sulle barche colpisce la cultura di Livorno

Giovedi scorso e’ stata trattata in seconda commissione una mia interpellanza intesa ad ottenere la sospensiva delle procedure di riscossione della Tia avviate da AAMPS nei confronti dei tanti circoli nautici presenti sui fossi. E’ stata una discussione interessante e fortemente partecipata dai commissari e capigruppo presenti, tutti concordi, almeno a parole, sulla necessità di fare chiarezza su questa delicata problematica. Continuo a ritenere che il provvedimento deciso dall’Azienda sia stato incongruo, improvvido e non sufficientemente supportato dalla vigente normativa , con una giurisprudenza non univoca e soprattutto afferente fattispecie nettamente diverse da quella in esame ed auspico che il Comune, che io ritengo in base all’interpretazione delle parole di Nebbiai, sia stato preso completamente alla sprovvista da questa impopolare iniziativa , abbia la sensibilità di stoppare la determina di AAMPS, presa in totale e singolare autonomia. Al di la delle norme, ripeto contraddittorie, e dell’imponente cifra richiesta,si viene a colpire la storia, la cultura , le tradizioni di Livorno con un provvedimento esoso ed ingiustificato che il popolo delle barchette non merita e soprattutto non e’ nelle condizioni di fronteggiare. Se entro dieci giorni, come promesso dall’assessore al bilancio , non no avrò risposta alcuna , io chiederò che venga discussa e votata una mia mozione finalizzata alla sospensione del procedimento in atto ed e’ chiaro che pretenderò una definitiva determinazione della problematica prima della tornata elettorale. Non voglio assistere ad una ripetizione della tragicomica vicenda degli annessi agricoli. Non lo voglio io e credo neppure le migliaia di cittadini proprietari delle tante modeste unità da diporto stazionanti nei fossi.

 Bruno Tamburini consigliere comunale Pdl

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4 commenti

 
  1. # gmagri

    Non vedo il nesso con la Cultura e tengo a precisare che è scritta in maiuscolo di proposito.
    Il fatto che ci sia una tassa da pagare non fa venir meno l’impatto culturale di una tradizione navale sulla società.
    Tanto per citare un esempio, il Comune di Roma (che a cultura è sicuramente ben fornito) fa regolarmente pagare la tassa sui rifiuti anche ai musei, ovviamente viene calcolata con criteri diversi rispetto ad appartamenti ecc…ma viene ugualmente pretesa, pertanto a che titolo queste attività di aggregazione, pur nobili socialmente e culturalmente, dovrebbero evitarlo?

  2. # ste

    La cultura di Livorno? Basta con questo uso improprio della parola Cultura! A Livorno la cultura non passa certo dal rimessaggio delle barche in vetroresina… Che poi spesso sono anche 8-9 metri e oltre, mosse da motori che costano migliaia di Euro (anche se sono fuoribordo… forse non avete idea). Questi scaldabagni occupano i fossi, rovinando il nostro patrimonio storico-architettonico e di potenziale rilancio turistico; i circoli chiudono gli accessi agli scalandroni abusivamente, costruiscono pergolati con pezzi di rete da gabbione dei polli, fanno quel che vogliono in barba ad autorizzazioni della Soprintendenza… portano più disagio che guadagno per la città; per non parlare della proposta del popolo delle barchette di portare tutto alla Bellana e chiudere con una diga lo specchio di mare tra la Vegliaia e la terraferma, così da distruggere il panorama che si gode dalla Terrazza Mascagni. E questa sarebbe cultura?! Cultura autodistruttiva di gente che a parole ama Livorno, ma alla resa dei conti no! Comunque grazie, mi serviva giusto lo stimolo per documentare un po’ di situazioni critiche e segnalarle alla soprintendenza, sperando che obblighi i vari circoli a demolire gli abusi, lasciando gli scali in stato decente!

  3. # asciugati

    Boia deh l’odore di elezioni fa uscire dal letargo ! barche o cani non ha importanza l’importante è apparire !

  4. # francesco

    Grazie Stefano, sottoscrivo al 100%. Cultura la chiama… mah

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