Impossibile fare il biglietto sugli autobus, così non si favorisce il trasporto pubblico

Salve, vorrei esprimere alcune considerazioni riguardo alla impossibilità di acquisto del biglietto sugli autobus urbani di Livorno. Il mezzo pubblico è fondamentale per il risparmio energetico e per l’ecosostenibilità delle città. Non capisco perchè l’Azienda livornese si sia trovata in difficoltà per far stampare dei biglietti da 1,70 Euro da vendere a bordo. Ormai da tempo in molteplici occasioni ho potuto personalmente osservare come l’autista non sia stato in grado di fornire il biglietto al passeggero richiedente. Si perde così un’opportunità di guadagno e, in caso di ragazzi, un’opportunità di consolidare l’acquisizione della corretta abitudine a pagare per un servizio usufruito ed a ricevere in cambio la ricevuta della cifra corrisposta. Spero che questa situazione sia presto sanata.

Cecilia Impalà

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6 commenti

 
  1. # Carlo

    Se non ricordo male, l’argomento fu ampiamente trattato su questo giornale e la penuria di biglietti a bordo non sembra sia dovuta a problemi di stampa di biglietti, ma ad una strategia sindacale degli autisti che vorrebbero, pare, l’indennità di cassa per detenere danari e monete e per poter dare eventuali resti. Suggerirei la stessa tattica al personale medico ed infermieristico delle ASL riguardo ai ticket sanitari: evocare le esclusive competenze sanitarie e rifiutarsi di fare i gabellieri, delegando in toto la gestione di pagamenti ed esenzioni agli uffici amministrativi, forse potrebbe funzionare.

  2. # Il Viandante

    Se non ricordo male, fu tentato da me e da altri di dare una spiegazione al fenomeno della scomparsa dei biglietti ma evidentemente non fu capito il senso dei messaggi. Oggi, dopo fiumi di inchiostro dedicati all’argomento, pare che non ci siano stati miglioramenti nella comprensione. Riproviamo.
    È l’azienda stessa che indica al passeggero di presentarsi con moneta contata all’ autista, e lo fa con dei grossi cartelli adesivi posti vicino alla porta anteriore, scritti in italiano e (addirittura!) in inglese.
    Ci siamo? Posso andare avanti? Ok!
    L’azienda avverte che non c’è la garanzia di un resto perché non procura all’autista un fondo cassa. Se lo facesse dovrebbe corrispondere pure un’indennità di cassa e naturalmente non si sogna minimamente di farlo.
    Quando l’autista ha con sé un portamonete per il resto è soltanto per suo buon senso, ma non è obbligato da nessuno.
    MA QUESTO NON È STATO L’ARGOMENTO DELLA PROTESTA!
    La protesta dei biglietti, condivisibile o non condivisibile che sia, fu dovuta al fatto che vi fu un cambiamento del contratto (con la scusa del passaggio da ATL a CTT Nord) che portò ad un abbassamento di circa 250 euro al mese dello stipendio.
    Una delle voci che contribuirono a questa decurtazione riguardava la quota che l’autista percepisce per ogni biglietto venduto, drasticamente diminuita. Ecco perché, come scrissi, gli autisti impegnati a far quadrare i bilanci famigliari dopo questo brusco taglio a dei salari già bassi, persero un po’ di entusiasmo nell’ andare a rifornirsi di biglietti.
    Questo tipo di protesta, come altri, va inevitabilmente a colpire le persone per bene, primi fra tutti gli abbonati ma purtroppo, e sottolineo purtroppo, i fatti raccontano che solo con l’inasprimento del confronto (come nel caso dello sciopero selvaggio del 6 dicembre) si ottiene un minimo di possibilità di trattativa.

  3. # Carlo

    Se la situazione è questa, da subito, sospenderò gli abbonamenti che da anni faccio ai miei figli (23 euri e fischia a cranio al mese), dotando ciascuno loro di un azzurro biglietto da venti, da presentare all’autista che sicuramente rifiuterà la vendita ma a quanto mi pare di capire incentivano ed incoraggiano i viaggi a ufo. Caro Il Viandante ci informi, la prego, quando lo stallo dovuto a vicissitudini sindacali interne cesserà, ricreando una situazione di giustizia, in modo che gli abbonati non siano gli unici fessi a pagare in anticipo.

  4. # Il Viandante

    L’errore grave, a mio parere, fatto da alcuni autisti in questo tipo di protesta, fu quello di dire: “se monta il controllore glielo dico io” deresponsabilizzando il passeggero che APPOSTA si presentava colla banconota da 20 euro.
    In caso di impossibilità di resto o in mancanza di biglietti da vendere (quale che sia il motivo di questa mancanza) bastava secondo me invitare il passeggero a scendere e prendere un biglietto a terra o dirgli, in caso contrario, che avrebbe viaggiato a suo rischio e pericolo (multa di 40 euro più il costo del biglietto).
    Saluti.

  5. # asciugati

    boia deh nella vecchia Slovenia se monti sull’autobus devi avere gli spiccioli per il biglietto perchè la sbarra situata accanto all’autista (protetto da una lastra ) se non infili le monete o l’abbonamento non si apre e i passeggeri che aspettano di entrare ti buttano di sotto ! poi ci sono le telecamere che davanti all’autista gli permettono il controllo dell’interno. risparmiano quasiasi discussione e stipendi di pseudo controllori. Elementare per evitare portoghesi di qualsiasi genere !

  6. # Carlo

    Un uccellino mi ha detto che probabilmente con questa “tattica” dei biglietti non venduti l’azienda ha perso circa un milione di euro nonostante che la situazione finanziaria sia alla catastrofe. Dice, pare che a febbraio ci saranno difficoltà anche per gli stipendi. Sarà vero? E se fosse vero non sarebbe il caso di riprenderli a vendere questi benedetti biglietti?

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