Il delitto perfetto esiste. Dobbiamo introdurre l’omicidio stradale

Erano in cinque su quella macchina, un’inversione a U, lo scontro, la tragedia. Un ubriaco romeno uccide due persone e ne ferisce altre tre. Un bilancio pesantissimo si è abbattuto su Collesalvetti (Li) la notte di Halloween.

Esattamente una settimana fa ho avuto modo di partecipare ad un incontro, organizzato a Firenze dal Movimento Giovani Toscani della Lega Nord in collaborazione con Azione Universitaria e alcune associazioni locali, sull’opportunità di introdurre il reato di omicidio stradale volontario. Si tratta, in pratica, di una nuova fattispecie di reato che mira a punire tutti coloro che, ubriachi o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, si metto al volante, rendendosi poi colpevoli della morte di altre persone. Il sistema oggi prevede invece l’imputazione di “omicidio colposo”, con le aggravanti del caso certo, che però non impediscono all’assassino (io tale lo definisco) di essere fuori dal carcere dopo due o tre anni come se nulla fosse successo.

A prescindere dal fatto che tale proposta possa essere ritenuta corretta o meno (deve poi essa chiaramente essere analizzata nel dettaglio e coordinata con altri elementi, quali quelli soggettivi del dolo e della colpa), lasciamo da parte i falchi, le colombe, i giaguari, e concentriamoci su ciò che davvero può far la differenza e che riguarda tutti noi.

Dolores Scotto di Perta, Commissario Lega Nord – sezione di Livorno

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7 commenti

 
  1. # Carlo

    Ma davvero si pensa che con leggi ad hoc e pene severe si ottenga qualcosa? Ma cosa volete che interessi ad un soggetto ubriaco fradicio al volante delle conseguenze penali cui si espone? Tra l’altro il soggetto in questione è pure straniero, quindi ben addestrato sul fatto che in Italia fra in dire e il fare c’è di mezzo non il mare ma l’oceano. Il deterrente migliore per certi soggetti non è un comma di una legge, ma forze di polizia che possano somministrare sul posto un bel ripasso delle norme, senza che poi la polizia stessa passi dei guai. Tutto qui. Provate a vedere come si comporta la polizia russa in certi casi con gli ubriachi molesti ( su internet ci sono molti filmati), e capirete cosa intendo dire.

  2. # Caterina

    tralasciando che calcare la mano sul fatto che fosse straniero mi pare un po’ forzato, specie se si guarda di quanti omicidi stradali si macchiano i nostri concittadini, e ne potrei citare a decine, direi che è giustissima, proposta tra l’altro già avanzata, insieme ad un comitato, dalla vedova di un’altra vittima se non ricordo male.
    Certi soggetti, come dice il signore sopra, non sono addestrati a delinquere meglio di tanti italiani che per ogni legge cercano la maniera di evaderla,e dove si può rubare qualcosa,subito se ne approfitta, a partire dall’operaio fino ai piani alti della politica (e la cosa tocca tutti, anche il partito in cui milita la signora Scotto di Perta).

  3. # Dolores

    La soluzione sarebbe il pestaggio da parte della polizia dell’ubriaco assassino?

    L’omicidio colposo oggi viene punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni. Si applica la pena della reclusione da 3 a 10 anni se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale da un soggetto in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
    Con l’omicidio stradale la pena prevista andrebbe da un minimo di 8 anni a un massimo di 18. Chiaramente il tasso alcoolemico deve essere al di sopra dell’1,5. Questo ce lo aveva 5 volte sopra!
    Posso essere d’accordo nel dire che la soluzione a tutti i problemi non è sicuramente l’aumento della pena o la detenzione in carcere ma prova a metterti nei panni dei parenti delle vittime che vedono uscire dal carcere dopo due, tre anni (tra buona condotta, permessi, domiciliari e simili) colui che ha ucciso il loro familiare.
    Si avrebbe inoltre omicidio stradale anche qualora l’evento morte segua alla condotta del conducente che, dopo il fatto, non abbia ottemperato all’obbligo di fermarsi e/o di prestare soccorso alle persone ferite.

    Oggi poi la patente non viene ritirata a vita. Con l’omicidio stradale si, non potresti più prenderla nè in Italia nè in altro Stato.

    Poi ripeto è una cosa su cui ci si deve ragionare, per nulla scontata. Ma io penso che meriti di essere presa in considerazione.

  4. # Carlo

    Ribadisco, per persone ragionevoli anche tre giorni di galera sono un deterrente convincente, per qualcuno sia esso nativo o di terre lontane no. La conferma viene dalla cronaca di tutti i giorni, ai processi vengono fuori disagio sociale, mancata integrazione, se l’imputato dice di essere gay pure l’omofobia, poi ci si fa incastrare un po’ di razzismo che non guasta mai, problemi psichici sino a quel momento mai evidenziati e così via e di gattabuia se ne fa poca o niente. Per cui se circolasse la voce di un ripasso delle norme, certo, sicuro ed immediato sono convinto che personaggi cui i processi gli fanno un baffo, prima di compiere certi atti ci penserebbero per bene.

  5. # Luciano

    Personalmente sono d’accordo, anzi mi sento promotore, in quanto sono molti anni che lo penso. Troppo leggere le pene in questi casi.
    Chi guida ubriaco è uguale a chi comincia a sparare sulla folla. Non se ne rendono conto…può darsi, ma vanno puniti ugualmente, anche se credo le pene dovrebbero essere a metà strada tra il volontario e il colposo.

  6. # Samantha

    All’ubriaco la sbronza in qualche ora gli va via, e vedrai che quando sarà più lucido e vedrà l’entità della multa, vedrà la propria patente tagliata in due, e la durata della permanenza in carcere, allora vedrai che gli importerà!!

  7. # gabri

    sempre troppo tardi però.

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