Confcommercio: via Marradi, dovevamo ricevere brochure e volantini informativi, invece niente

Facendo seguito alle dichiarazioni  del Vice-Sindaco del Comune di Livorno, Bruno Picchi, nell’incontro avuto con due commercianti delegati della Via Marradi, affermava che “Gli uffici tecnici Comunali avevano informato 15 giorni fa le Associazioni di Categoria e non erano emerse posizioni contrarie all’intervento”, la Confcommercio, vuole invece rispondere che alla scrivente Associazione, in data 13 marzo è giunta una mail da parte del Segreteria dei Lavori Pubblici del Comune di Livorno, che così recitava “…per informare che a breve, presumibilmente all’inizio di aprile e con durata di circa un mese, inizieranno dei lavori in Via Marradi che modificheranno la mobilità nella zona. Sarà quindi cura di questa amministrazione farvi pervenire volantini e brochures che vi preghiamo di distribuire affinché ci sia un’informazione più capillare possibile” Dopo tale mail (che abbiamo come prova) niente è più giunto alla Confcommercio, né volantini, né brochures, ne ulteriori comunicazioni, per cui come poteva informare e raccogliere i pareri dei commercianti della zona, se:

1) La data di inizio e fine lavori non era indicata definitivamente;

2) Non avevamo cognizione di che tipo di interventi sarebbero stati fatti;

3) Che tipo di modifica alla viabilità della zona sarebbe stata apportata per realizzare gli interventi stessi;

Sono ormai anni che il Comune di Livorno, sulla parte dei lavori pubblici, decide tutto in maniera autonoma senza minimamente interpellare o coinvolgere le parti sociali, se non con sterili comunicazioni, nonostante le continue sollecitazioni da parte delle Associazioni a condividere il più possibile gli intereventi nel commercio e turismo, in questo delicato momento di straordinaria crisi economica. Se questa è la volontà e il modo di operare dell’Amministrazione, che faccia come ritiene giusto, ma che almeno si assuma la responsabilità di quanto decide e non scarichi su altri le proprie azioni, in quanto è troppo comodo chiamare in causa le Associazioni solo quando servono come scudo per il Comune. Non è più possibile pensare di gestire la città senza coinvolgere gli esercenti, sono ormai troppi anni che i commercianti e gli imprenditori cittadini si trovano, dalla sera alla mattina, con strade chiuse, sensi di marcia invertiti, attività ingabbiate e neanche informati. In una città, ormai il piena crisi economica, le piccole attività commerciali continuano ad essere una fonte importante di lavoro e reddito per tantissimi cittadini livornesi e per questo meritano più rispetto e considerazione, da parte dell’Amministrazione Comunale. Vogliamo che gli imprenditori siano coinvolti costantemente e con le giuste tempistiche, in tutto quello che interagisce con la propria attività e al proprio modo di fare impresa, questo al fine di salvaguardare il proprio lavoro, quello dei dipendenti e soprattutto nel rispetto dei clienti. La Confcommercio non accetta più questo modo di amministrare la città, dove la politica si allontana sempre più dalle parti sociali, che vengono convocate soltanto in casi estremi o quando fa comodo e con un compito soltanto passivo di comunicazione di quanto già fatto e deciso. Per questo promettiamo al prossimo Sindaco di Livorno, chiunque esso sia, che non ci presteremo più a improduttivi tavoli concertativi, se non saremo ascoltati e supportati nelle nostre richieste, promettiamo sin da ora battaglia per difendere tutte quelle attività del piccolo commercio che ancora resistono alla crisi.

Il Presidente Confcommercio Giannantonio Cesari

 

Riproduzione riservata ©

2 commenti

 
  1. # simonetta

    ben detto sig Cesari!! non ci presteremo più a decisioni contrarie alle nostre esigenze e che passano sopra le nostre teste senza essere almeno consultati e ascoltati per la prosecuzione dei nostri esercizi grandi o piccoli che siano ,ma che rimangono la nostra unica fonte di sostentamento !! grazie di questa precisazione !

  2. # gmagri

    Ma secondo voi a questa amministrazione, è mai interessato niente del commercio? O forse sarebbe meglio chiedersi se alla suddetta è mai interessato qualcosa di qualsiasi richiesta proveniente dai cittadini. E’ ovvio che poi nei “palazzi” le decisioni si prendano in modo totalmente arbitrario e senza render conto a chi che sia.

I commenti sono chiusi.