Cna: non c’è una ragione valida per non portare la “Concordia” a Piombino

“Evidentemente i danni creati al turismo dell’Isola del Giglio ed al patrimonio ambientale del nostro mare non sono ancora bastati a chi deve scegliere dove far demolire il relitto della Costa Concordia, perché il solo pensare di rimuoverlo dall’isola in piena stagione turistica è al di fuori di ogni logica, se non quella strettamente utilitaristica di chi dovrà gestire i lavori”.
E’ questo il giudizio che la Cna esprime per voce del presidente provinciale Diego Nocenti sull’evolversi del caso Concordia che tante sofferenze ha già creato e che rischia di crearne di nuove e di peggiori.
“Se dovesse essere veramente confermata, la decisione di rimuovere il relitto con i bagnanti da ipotetici spettatori paganti è allucinante: causerà contraccolpi enormi sulle già basse prenotazioni turistiche del Giglio per quel periodo, ma anche sul resto dell’arcipelago e della costa interessata. Occorre anzitutto che sia fatta passare l’estate.
L’altro gravissimo problema è quello del luogo di destinazione del relitto: il rischio di trainare il relitto fino a Genova è altissimo dal punto di vista ambientale. Non si riesce davvero a comprendere perché ci si ostini a perseguire un mix di scelte così rischiose e dannose, quando la via maestra dettata dalla logica indica di effettuare la rimozione del relitto a settembre, trainandolo in un porto come quello di Piombino che a quella data sarà pronto ad accoglierlo e dando così alla Toscana anche un minimo di “risarcimento” almeno sotto forma di ricadute lavorative.
Oltre alla posizione geografica nettamente più favorevole, Piombino a settembre avrà tutto il necessario: le competenze e le professionalità ci sono da tempo, mentre le strutture saranno nuove ed appositamente pensate anche a questo scopo. Ogni altra scelta ci appare quindi insensata e controproducente e chi la dovesse compiere se ne dovrà assumere ogni responsabilità”.

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1 commento

 
  1. # salvatore favati

    …si, tutto vero e condivisibile, ma lo scarso peso politico degli attuali dirigenti del PD toscano sta tirando a fondo Piombino.

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