Circolo Porto: “Sulle banchine troppi anni di letargo programmatico”

E’ vero che la decisione del raggruppamento formato da Cosco, K Line, Yang Ming, Hanjin e ora Evegreen, di abbandonare il porto di Livorno è il frutto di una riorganizzazione internazionale per ottimizzare i costi. E’ anche vero che il Porto di Livorno, date le sue croniche criticità infrastrutturali, è fra gli scali più esposti ad essere esclusi da queste riorganizzazioni. A questo proposito fa un certo effetto la disinvoltura con cui il neo candidato a Sindaco, Marco Ruggeri, ammetta che a Livorno il PD e i loro amministratori abbiano “dormito” e nel contempo riduca a fatti inutili le ricerche delle responsabilità. Troppo facile Marco Ruggeri! In questi anni caratterizzati dal “letargo programmatico” egli ha avuto responsabilità di primo piano nel quadro politico livornese essendo stato il segretario della Federazione del maggior Partito di Governo ed essendo stato per questo non un semplice consigliere comunale. Oggi esorta ad assediare i Ministeri che dilatano i tempi burocratici ma, invece di fargli da “tutor”, doveva assediare i “Palazzi” istituzionali livornesi governati e gestiti da uomini del suo Partito, che si sono caratterizzati per un’assenza di politiche programmatiche che hanno condotto il nostro porto e la nostra Città in queste condizioni.

Il Coordinamento Circolo “Porto” della Federazione della Sinistra

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4 commenti

 
  1. # borghigiano

    IL PORTO STA CHIUDENDO,NON VE NE SIETE ANCORA
    ACCORTI?,CHI DOBBIAMO RINGRAZIARE?

  2. # roberto

    non avete ancora capito che il porto si sta trasformando in porto turistico?
    perché questa ottusità di volere per forza il porto commerciale?

  3. # salvatore favati

    Di quale porto turistico state parlando? di una banchina finalmente asfaltata dopo 20 anni di patte prese tra buche e mozziconi di vecchie rotaie? o del molo mediceo strozzato da una chicane di inutili giardinetti,altrettanto inutili quanto insopportabili cancelli e la rituale rotonda schiatta gomme ? no, no, tranquillizzatevi, anche quello finirà come il porto contenitori, e tra i 69 litiganti di Livorno godrà il primo porticciolo di provincia che garantirà serietà, continuità, impegno … voglia di lavorare insomma!

  4. # Beppone

    Mi fa piacere vedere che anche il circolo porto dice la sua sulla crisi della portualità a Livorno, ma forse si è scordata che fino agli 90, chi gestiva il porto praticamente, i soliti tre Fremura, D’Alesio e Neri, insieme alla compagnia. C’è voluto prima Pardini, poi la crisi, per ridimensionare pesantemente la compagnia, e rinforzare ancora di più la triade. Ora si grida al lupo a lupo, le compagnie scappano, le navi da crociera pure…la crisi settoriale di un porto come quello di Livorno pure e pensare che alla liberazione di Livorno da parte degli alleati, i generali statunitensi, predettero al porto, che poteva divenire uno dei più grandi del mediaterraneo, con la sua posizione geografica e le vastita dei terreni alle loro spalle, invece…ma signori del circolo porto…voi dov’eravate?

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