Cgil: sul caso Bellabarba parliamo anche dei lavoratori in cassa integrazione

La Fillea di Livorno, dopo il dibattito che si è sviluppato sulla stampa, si chiede come mai nessuno degli attori protagonisti parla di quale fine abbiano fatto i 40 lavoratori di Bellabarba? Visto che nessuno ne parla abbiamo deciso di dare debita informazione: questi lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria dall’ aprile 2013 e tra una decina di giorni saranno disoccupati se l’azienda non avrà prospettive occupazionali. Forse il futuro di questi lavoratori è poca cosa rispetto agli interessi che sono in campo ed è per questo che non se ne parla. Siamo invece sicuri che a questi lavoratori ed alle loro famiglie il destino di questa azienda interessa ed il sindacato degli edili unitariamente si sta mobilitando: pensiamo che forse la chiusura non sia l’unica possibilità viste le sentenze di questi giorni e riteniamo che questa azienda, con la professionalità e i mezzi che ha a disposizione, possa continuare la sua attività. Prospettive occupazionali oltre alla speranza di mantenimento del lavoro consentiranno anche di poter avere ulteriori ammortizzatori sociale. Il prossimo 25 aprile è in programma un incontro in provincia con la Proprietà e l’assessore Ringo Anselmi. L’obiettivo del confronto sarà ottenere nel frattempo altri ammortizzatori sociale e vedere se ci potranno essere concrete prospettive occupazionali. Forse questo agli ambientalisti coinvolti nella vicenda non interessa, ma alle famiglie dei lavoratori sì.

 Nicola Triolo segretario provinciale Fillea Cgil

 

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5 commenti

 
  1. # il cavaliere asfaltato

    Inventatevi qualcosa che non sia una discarica, a fare i soldi riempiendo una buca di rifiuti son bono anch’io. A Livorno c’è tanta disoccupazione, allora trasformiamo anche l’odeon in una discarica (visto che le macchine non ci vanno) così si riassume anche quelli della delphi….ma che popo’ di sindacato de’. Taranto doventa una giacchettata.

  2. # proletario

    Bravi, parlate e…. se vi riesce, ovvero se ne avete voglia, fate, anche. Facile buttare lì due belle parole, standosene sulla propria poltrona, per far si che venga rinnovata l’iscrizione da parte del povero lavoratore.

  3. # Stefano

    La CGIL, ma questo vale per definizione anche per gli altri tradizionali sindacati, perde come sempre una buona occasione per mostrare maggiore sensibilità anche verso l’ambiente, la salute e i beni comuni. Il lavoro non può sempre e comunque giustificare tutto, anche i lavori inquinanti, ad esempio. Purtroppo anche la CGIL è fortemente e gravemente in ritardo su queste cose e continua ad usar l’alibi del lavoro per nascondere le meschinità e le nefandezze di questo modello di sviluppo sostenuto e alimentato anche da sindacati obsoleti come questi.

  4. # Nonopocrita

    Perché nessuno parla mai degli annessi agricoli che stanno rovinando tutto l’ambiente tra salviano e limoncino? Interessi ?

  5. # massimo

    Sono uno dei tanti (22)”abusivi” con baracche quasi condonate al Limoncino, ma poiché ci siamo opposti alla discarica, il fascicolo è rimasto nel cassetto.
    Vorrei sfatare il giudizio dei livornesi riguardo al nostro impegno economico e fisico che da tre anni ci vede in opposizione alla realizzazione di una discarica sul Monte la Poggia. Precisiamo che nel nostro territorio vi sono anche case e ville con piscina, tutte regolarmente autorizzate dalla nostra amministrazione. Qualcuno mi deve spiegare perché il proprietario accanto al mio terreno ha potuto fare un’immobile ed io non posso fare niente perché(ora) i vigili controllano tutte le variazioni urbanistiche rispetto al piano regolatore.
    Quando è iniziata la protesta, potevamo scambiare l’autorizzazione per l’annesso se lasciavamo operare con tranquillità la ditta per la realizzazione della discarica. Noi non vendiamo la nostra (e quella di tutti i cittadini) salute in cambio di favori virtuali che alla lunga ci danneggerebbero comunque. Il continuo passaggio dei camion carichi di ogni tipo di rifiuto(vedi 105 codici CER) lascerebbe sulla strada il percolato e diffonderebbe in aria particelle tossiche che si depositerebbero sui terreni circostanti impedendone la coltivazione e sulla città intera. Ricordiamoci che la posizione della discarica è in alto ed il percolato (controllato dallo stesso gestore della discarica???)scende a valle(sulla città)inquinando le falde acquifere e scaricando in mare tutte le schifezze che nesssuno ha voluto o potuto eliminare con trattamenti preventivi.
    Si fa un gran parlare sulla necessità di questa discarica , ma i rifiuti industriali a Livorno dove sono se le industrie non ci sono. Quindi, gli 80-100 milioni(detto dall’avvocato dell’imprenditore) l’anno di rendita con l’impiego di 6 operai (e non 80) dovranno essere ricavati con lo smaltimento di rifiuti provenienti da ogni parte d’Italia. E noi sappiamo che più sono tossici più costa lo smaltimento. Mi meraviglia il disinteresse dei livornesi che non protestano , forse perché pensano ignorantemente che il problema non li riguardi ed aspettano a reagire quando ormai è troppo tardi. Non è sufficiente che lo stesso gestore abbia già un’altra discarica sequestrata perché da un controllo sono venuti fuori rifiuti non autorizzati allo smatimento in quel sito.
    Per concludere dico che vedo un’ingiustizia penalizzare oltre 200 persone che con grandi sacrifici hanno un luogo dove trascorrere il tempo libero insieme ai propri familiari a vantaggio dell’arricchimento di un privato. Continueremo a lottare auspicando che altri prendano coscienza del problema che riguarda anche loro e si uniscano ai topolini che si stanno battendo contro un elefante.
    Massimo Formigli

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