Giannini e Sciuto (Enriques): sorpresi dalla vostra “sollevazione”. Due prof e Rsu Cecioni rispondono

"Ci meraviglia anche che si voglia creare un contenzioso tra scuole quando l’interesse di tutti i docenti è quello di far funzionare al meglio la scuola pubblica"

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KUTUFA’ E COSIMI RICEVONO GLI STUDENTI – LEGGI QUI

Vi proponiamo il confronto fra due lettere. Quella di due prof del Cecioni (la seconda) che rispondono a quella di due prof dell’Enriques (la prima).

 

I PROF DELL’ENRIQUES
L’altro giorno, leggendo sui giornali il resoconto della piccola “sollevazione” di docenti e studenti del Liceo Cecioni contro il piano di razionalizzazione degli indirizzi della provincia di Livorno, siamo rimasti sorpresi e preoccupati. Sorpresi perché si tratta di una iniziativa a dir poco stravagante nelle forme e nei contenuti. Preoccupati perché questo episodio suscita numerosi interrogativi, il primo e più inquietante dei quali è il seguente: chi ha sobillato e strumentalizzato gli alunni del Liceo Cecioni raccontando loro la bugia che, in seguito alla decisione dell’amministrazione provinciale, gli iscritti di alcuni indirizzi sarebbero stati trasferiti (“deportati” era scritto in uno dei loro striscioni) in un altro istituto? Come mai, ci chiediamo, il dirigente scolastico del Liceo Cecioni non ha spiegato agli alunni e ai docenti della sua scuola che la razionalizzazione degli indirizzi prevista dall’amministrazione provinciale è un atto dovuto, cioè è l’applicazione della normativa in vigore? La stessa normativa in virtù della quale, per fare un solo esempio, l’indirizzo del liceo delle scienze applicate è stato assegnato al Cecioni, ma non all’Enriques, che pure ne aveva fatto richiesta? E come mai chi ha il compito di garantire il migliore espletamento possibile del servizio pubblico non ha provveduto a spiegare ai docenti del Cecioni che la razionalizzazione degli indirizzi non comporta tagli di posti di lavoro, ma solo una riorganizzazione a livello locale di quel bene comune che un tempo si chiamava, e che forse bisognerebbe continuare a chiamare “scuola pubblica”? Il Liceo Cecioni, teniamolo presente, non è un’azienda privata in concorrenza con altre aziende private (Isis Palli-Niccolini o Liceo Enriques), ma è uno degli istituti in cui è articolato a Livorno il sistema dell’istruzione pubblica; i suoi docenti non sono “concorrenti” degli insegnanti che lavorano in altri istituti cittadini, ma dipendenti pubblici, assegnati a questo o quell’istituto non per farsi la guerra, ma per cooperare con tutti gli altri al fine di servire nel miglior modo possibile i cittadini. Speriamo che qualcuno intervenga pubblicamente, possibilmente anche sulle pagine di questo giornale, a sgombrare il campo da equivoci che gettano una luce davvero inquietante sulla situazione della scuola livornese.

 LAMBERTO GIANNINI E MAURIZIO SCIUTO (prof Enriques)

LA RSU CECIONI
Le RSU dell’istituto Cecioni leggono con meraviglia la lettera scritta da due docenti del liceo Scientifico Enriques, che oltretutto sono impegnati nella vita sociale della città. Meraviglia perché sembra da ciò che scrivono che la proposta avanzata dalla Provincia sia una razionalizzazione e non piuttosto un taglio ad una scuola che in questi decenni ha rappresentato una fetta importante della vita scolastica cittadina.
Ci meraviglia anche che si voglia creare un contenzioso tra scuole quando l’interesse di tutti i docenti è quello di far funzionare al meglio la scuola pubblica indipendentemente dai singoli istituti. La proposta da noi avanzata alla provincia di Livorno va nella direzione immediata di limitare la crescita del nostro istituto, ma in tempi medio brevi a ridistribuire tutto l’ordinamento della scuola pubblica livornese senza preconcetti e senza pensare in alcun modo di essere i più bravi o i migliori. Vorremmo che la città, i colleghi delle altre scuole comprendessero la specificità del nostro istituto. Negli anni in cui non esisteva il problema dell’occupazione degli spazi l’unica scuola che ha scelto di strutturarsi in indirizzi, pur avendo avuto origine come liceo scientifico, è stato il Cecioni. Non è quindi qualcosa di improvvisato, né maturato sfruttando la novità della legge: l’esistenza dei cinque indirizzi è la logica conseguenza della nostra scuola.
Non è vero che la chiusura di un indirizzo non sarebbe doloroso per il personale del Cecioni. Gli insegnanti che hanno la docenza nelle materie specifiche del liceo soppresso, che molto spesso hanno un’età vicina alle pensione, pur non essendo ovviamente licenziabili, perderebbero il loro posto, vanificando esperienze personali decennali. Ma non è certo per questo che stiamo lottando, siamo sensibili alle difficoltà del paese. Non sopportiamo che si possa giungere a modificare la storia della scuola pubblica livornese nel segreto delle stanze, senza che vi sia stato un vero dibattito coinvolgente gli operatori, i genitori, i giovani. Tutti siamo coscienti che la città di Livorno abbia bisogno di una diversa programmazione scolastica, ma pretendiamo da cittadini che vivono in questo sistema democratico che questo avvenga a seguito di una discussione approfondita, in cui si tenga conto non solo dell’oggi ma anche del domani.

 

I PROF DEL CECIONI
La “sollevazione” non è stata né tale né piccola, bensì una manifestazione spontanea suscitata dalla proposta inaspettata della Provincia. La sorpresa è stata nostra e altrettanto la preoccupazione, non di perdere alunni o posti di lavoro, ma di vedere snaturata la nostra offerta formativa. L’assicurazione che gli alunni attualmente iscritti termineranno il loro percorso di studi al Cecioni ci è stata data solo a seguito della nostra piccola “sollevazione” e comunque non è sufficiente in quanto intendiamo difendere la ricchezza della nostra scuola che consiste fin dalla sua origine nella pluralità degli indirizzi di studio, nonché garantire la libertà di scelta per gli alunni delle future prime. Il fatto che il Cecioni abbia potuto attivare cinque Licei dipende esclusivamente dall’esperienza maturata in 40 anni di sperimentazione che già prevedeva cinque indirizzi di studio, di cui i nostri attuali Licei sono la naturale prosecuzione: il Liceo Linguistico ci è stato assegnato in quanto da sempre esistente solo nella nostra scuola un indirizzo con diploma finale di maturità linguistica; il Liceo delle Scienze Applicate ci è stato assegnato in quanto estensione dell’Indirizzo sperimentale Brocca Scientifico Tecnologico.
Nell’assoluta convinzione che i nostri cinque Licei siano inscindibili per mantenere la ricchezza di rapporti che si crea tra studenti di diversa formazione e la possibilità dei docenti di articolare la loro professionalità in diversi ambiti culturali, ma consapevoli che il Cecioni non può per motivi logistici espandersi a dismisura, intendiamo valutare soluzioni che garantiscano agli studenti un sistema di istruzione pubblica articolato e qualificato, proprio nell’ottica di “servire nel miglior modo possibile i cittadini”.

Anna Maria Citi e Gabriella Luise

 

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27 commenti

 
  1. # bruno tamburini

    l’intervista rilasciata ieri dalla preside del liceo Enriques andava in un’altra direzione, forse i due esimi professori non l’hanno letta.

  2. # chiara

    Il Cecioni ha avuto moti più indirizzi dell’Enriques dopo la riforma Gelmini. Dovrebbe essere l’ Enriques a protestare , ad essere ONESTI ! Poiché lì sono avvenuti strani tagli; ma certo la lettura dei giornali non sempre aiuta a capire. Informatevi meglio !

  3. # Nicola

    Non avete capito, perchè questa applicazione obbligatoria causa legge del sovraffolamento viene applicata solo al cecioni? perchè non anche all’iti che è fuori legge come il cecioni dato che ha 1500 studenti, al fronte del minimo di 800?? Facile perchè gli studenti dell’Iti non possono aiutare le altre scuole, dove li metti i meccanici all’enriques? Allora quelli che vogliono andare al cecioni, devono andare all’enriques perchè sono talmente poco buoni che non riescono a avere iscrizioni da soli senza aiuti… questa è l’italia, la vergogna europea, e voi che parlate senza sapere e capire, siete i perfetti rappresentati dell’italia. Ipocriti.

  4. # Gianni

    Vorrei commentare questo articolo analizzando uno per uno i punti che non mi sono chiari
    1) Il termine “Deportati” non è presente su nessuno dei cartelloni o striscioni realizzati dagli studenti del Liceo Cecioni, se sbaglio potreste allagare la foto all’articolo.
    2) “Normativa in vigore” , gradirei sapere quale normativa preveda di stabilire un limite agli alunni di un qualsiasi istituto superiore, se il problema che persiste è quello della struttura, ITG B. Buontalenti che è la struttura adiacente al Liceo Cecioni, ospita solamente 11 classi, non potrebbe la provincia stessa agire spostando i cosiddetti “Geometri” che sono in minoranza per fare spazio ad una maggioranza?
    3) “La razionalizzazione degli indirizzi non comporta tagli ai posti di lavoro” , non voglio essere pessimista certo, ma credo che se questa normativa andasse in porto ho il presentimento che qualche professore possa rimanere “tagliato fuori” o con metà delle ore che aveva in precedenza, siamo in Italia e sappiamo bene che questo alla fin fine è l’ennesimo taglio alla scuola, ma ammesso che i professori vengano spostati con i relativi indirizzi cosa diranno agli alunni di quinta che prepareranno l’esame con un consiglio di classe nuovo?
    4) “Il Liceo Cecioni non è un’azienda privata in concorrenza con altre aziende private” , questo punto è quello che veramente fa crollare l’affidabilità di questo articolo. La protesta del Cecioni non è sicuramente una “dichiarazione di guerra” agli altri istituti, ma si difende da un attacco della provincia che punta a togliere studenti, professori, affidabilità e professionalità a questo Liceo che a parer mio è l’unico che possiede una offerta formativa su ogni campo (Scientifico, Umanistico, Linguistico e Artistico), non è una guerra tra Licei, il Cecioni punta a difendere e a tutelare i propri alunni e i propri docenti.

  5. # eleonora a.

    Finalmente leggo qualcosa di corretto e non strumentalizzato!

  6. # emme

    Ci sarebbero troppe cose da dire e qui non c’è spazio. Tuttavia questo non é il sistema di razionalizzare le scuole. Non sono solo i numeri che contano, ci sono tutta una serie di fattori che negli anni hanno contribuito a far funzionare, seppur con problemi il Cecioni, meglio di altre realta’ della citta’. La dimostrazione é nel numero degli iscritti. Purtroppo, come speso accade questi fattori non sono percepiti da chi é preposto a decidere, anche perchè offuscati da un sistema di gestione non logico ma di tornaconto. Razionalizzare, significa anche risparmiare sulle strutture che non vengono mantenute: nessuno ha mai pensato a questo? Vengono accorpate le scuole e rimangono nella stessa sede mezze vuote….Bah!

  7. # Gabry

    Anche le scuole pubbliche presentano delle differenze, e certamente anche chi ha pascritto questo articolo non manderebbe il proprio figlio in una scuola di incompetenti: questo notate bene non l’ho scritto perche’ ritengo che il liceo Cecioni sia migliore rispetto alle altre scuole, ma solo perchè ritengo che il riferimento alla concorrenza dei licei che presenta l’articolo sia un modo di attirare i lettori di quest’ultimo ad assumere una posizione ostile alla nostra protesta paragonando il nostro liceo, che non vuole vedersi togliere ciò che ha costruito in lunghi anni ad una scuola privata; il gioco è fatto: quel che vuole comunicare questo articolo è che la nostra protesta è politicamente scorretta! Inoltre come studente mi sento offeso in quanto mi sento chiamare “strumentalizzato” questa è cattiva informazione noi studenti sappiamo benissimo che ci sono delle norme che riguardano la razionalizzazione degli istituti, ma sappiamo altrettanto bene che questo non è il modo di metterla in atto, o meglio, quello della provincia è il modo più semplice e più economico. Perchè non parliamo della strumentalizzazione da parte degli insegnanti degli altri istituti contro la nostra protesta? Ricordatevi che tra ragazzi noi parliamo e che certe cose vengono fuori e qualche professore sta già manipolando le opinioni degli studenti (io stesso ne ho avuto la prova ). In più io sono del parere che è giusto che ci sia una libera concorrenza tra gli istituti; se un istituto funziona peggio di un’altro è giusto e inevitabile che ne riceva le conseguenze. Non prendiamoci in giro, la concorrenza c’è e ognuno tutela i prorpi interessi. Chiudo con la speranza che gli altri studenti non si facciano influenzare da questi discorsi politici.
    Uno studente del Liceo Cecicioni

  8. # chiara

    Quello che qui non si vuol capire è che il gran pasticcio proviene dalla provincia e regione che male applicarono la riforma Gelmini, creando problemi ad alcuni istituti; se un istituto ha una maggior offerta di indirizzi è chiaro che ha più iscritti.L’Enriques si è visto togliere indirizzi che funzionavano ed il Cecioni ha potuto invece averne ben cinque ! Capito Gabry ? Non è che alcune scuole non funzionano , o funzianano peggio di altre, come dici; è che una strana politica attuata 4 anni fa ha penalizzato alcuni istituti, tra cui l’Enriques ! Forse a Gabry non importa che molti docenti dell’Enriques abbiano perso il posto e siano andati al Cecioni o in provincia. Magari lasciando le classi quarte o quinte…. Forse che ci sono insegnanti da tutelare (quelli del Cecioni) ed insegnanti di cui ce ne possiano fregare ?? Studenti di serie a e b ?Bel concetto di democrazia ! Qui, ripeto, il casino lo ha fatto la provincia. E la provincia ora trovi le soluzioni salvaguardando le scuole che sono state danneggiate ! Hanno ragione a preoccuparsi Sciuto e Giannini perchè le scuole devono pensare alla formazione e non mettersi in concorrenza sleale tra loro facendo il gioco di non si sa bene chi…non certo quello della scuola in quanto tale.

  9. # El Guero

    Tamburini fai una bella cosa, non ti ci mettere più contro Giannini e Sciuto, perchè lo scontro sarebbe a sfavore tuo….ci sei già rimbalzato una volta insieme alla tua amica Amadio: non ti ricordi quando???ti rinfresco la memoria…nell’occasione in cui avete tentato di fare il vostro solito revisionismo storico riguardo i partigiani; contro di voi, si sollevò tutto il liceo Enriques e agli studenti si aggiunsero la quasi totalità dei professori (che avete soprannominato “trinariciuti”)

  10. # Alessandro Picchetti

    Perche non chiedete come mai tanti ragazzi dall’enriques chiedono di passare al cecioni? mantenendo lo stesso indirizzo scolastico, forse dipende dalla qualità e professionalità dei professori?

  11. # kiba

    Il problema principale qui è che persone poco informate continuano a parlare ed esprimere giudizi a sproposito..
    La “Normativa in vigore” non parla assolutamente del numero di alunni ma fa riferimento al fatto che su uno stesso territorio non possano coesistere due istituti con gli stessi indirizzi. Il Cecioni dunque ha troppi indirizzi che invece spetterebbero ad altre scuole.
    Inoltre gli indirizzi non sparirebbero ma sarebbero spostati su altri istituti e quindi in una scuola sarebbero necessari meno professori mentre nell’altra le richieste aumenterebbero.

  12. # fabio

    Carissimi colleghi mai sentiti parlare di titolarità?
    Sono sicura di si!
    Ma il problema è un altro limitare la libertà di scelta, ma perché!
    Siete veramente felici se il liceo Enrique cresce perché viene tolto qualcosa al Cecioni? Una crescita (ammesso che ci sia) di merito!!!! Io non ne sarei tanto fiera.
    Ma non è più giusto poter scegliere in libertà?
    Mi chiedo cosa vuol dire tutto questo per una città come Livorno storicamente di sinistra?
    Questa si chiama dittatura o sbaglio.
    Spero che i cittadini si ricordino cosa sta succedendo a Livorno nel momento in cui è giusto ricordarselo.
    Come fate a sapere che (ammesso sia vero) il Dirigente ha detto il falso ai ragazzi?
    Allora è vero c’era un accordo tra Enriques e provincia? Questo mi preoccupa ancora di più
    Comunque se non è il posto di lavoro perché preoccuparvi se la scuola è in calo tanto non perdete posto siete dipendenti pubblici andrete un po’ in provincia …..
    Basta con le bugie! Siamo insegnanti dovremmo dare il buon esempio ai ragazzi.
    Qui non si tratta di guerra tra istituti ma di libertà di scegliere

  13. # fabio

    Ma non hanno perso il posto a detta di Giannini non si perde posto!

  14. # bruno tamburini

    eheh guarda che non sono entrato nel merito della tematica, limitandomi a ricordare che la preside parlava quasi di cancellazione del Cecioni , mentre la posizione dei due e’ come spesso capita, ipocritamente buonista. Figuriamoci se posso temere uno scontro con Giannini, in Consiglio accade tutti i giorni. Tra l’altro di lui ho stima e rispetto e credo che la cosa sia reciproca. Il secondo non voglio prenderlo neppure in considerazione. P.S sulla resistenza continuo a pensarla allo stesso modo di sempre, due resistenze, una buona ed una cattiva.

  15. # Piña

    O magari perché all’Enriques ci bocciano, ci fanno la muffa da quante volte ripetono l’anno.
    Conosco personalmente una dozzina di ragazzi che hanno cambiato perché all’Enriques non ce la facevano…

  16. # Francesco

    Io, avendo esempi diretti di amici con cui confrontarmi, posso dirti che chi cerca il passaggio da una scuola all’altra cerca sempre un’ alternativa più semplice mai la più diffcile.Le impressioni che ho riscontrato l’anno successivo al passaggio sia quando si andava dal Cecioni all’ Enriques che viceversa sono sempre state le stesse, cioè tutti dicevano che nella scuola dove erano andati si lavorava nettamente meglio.Ora mettendo da parte di tutti i vari goliardici campanilismi da stadio, alle quali ovviamente anche io a suo tempo ho partecipato, posso dire comparando con dati alla mano il mio percorso universitario (che ho frequentato con ottimo profitto il liceo Enriques) e quello di amici (che hanno frequentato con ottimo profitto il liceo Cecioni) che entrambe le scuole fatte con voglia di apprendere danno una valida preparazione.

  17. # gabry

    Cara “chiara” ti rispondo prima di tutto sul punto delle scuole di serie A e serie B, io non ho parlato di nulla di tutto questo, dicevo solo che le persone se hanno LIBERA scelta su dove iscrivere i propri figli o dove iscriversi è logico che lo facciano su una base di preferenza e scegliendo il migliore istituto NOTA BENE: migliore inteso sia come Cecioni, sia come Enriquez che come Niccolini Palli, le persone nel pubblico scelgono ciò che ritengono migliore no???? Ora se il Cecioni vanta 1700 alunni è sicuramente dovuto alla grande offerta di indirizzi rispetto che alle suddette scuole, perciò io non sto dicendo che esistano scuole di serie A e B, non mi sembra e se ti è sembrato che io ne parlassi hai frainteso ogni cosa. Ora il problema come giustamente dicevi tu è dovuto ad un’applicazione sbagliata da parte della provincia ed è proprio per questo che è giusto protestare perchè noi studenti e docenti non dobbiamo subire le conseguenze degli sbagli della provincia. Anche se avesse avvantaggiato noi rispetto ad altre scuole, adesso ne subiscono le conseguenze: non possono smantellare un indirizzo in una scuola per cederlo ad un’altra, scuola a le persone si sono volute iscrivere in alternativa ad altre. Cerchiamo soluzioni alternative a queste, abbiamo diverse proposte da fare alla provincia a riguardo, ma stroncare un indirizzo in questo modo è anticostruttivo. Le scuole presentano delle diversità, che riguardano il Piano d’Offerta Formativa, quindi una scelta non è uguale all’altra. Infine cosa succederebbe ai numerosi insegnanti assegnati a più indirizzi, come ce ne sono tanti nel Cecioni??? Non penso che sia facile trovare la soluzione, visto che riguardo alla razionalizzazione la provincia ha preso la via più facile. Invece di mettervi contro di noi, dovreste protestare con noi, in quanto un’ingiustizia del genere poteva essere fatta ad altre scuole.

  18. # chiara

    Gabry , dovreste essere voi a riconoscere che l’ingiustizia l’ha subita l’Enriques, a cui sono stati tolte le varie opzioni che aveva fino a 5 anni fa, quando contava ben 1400 studenti e aveva pure una succursale . Noi gli sbagli della provincia e regione li stiamo pagando già e molti insegnanti dell’Enriques sono passati al Cecioni negli ultimi quattro anni, lo sapevi ? Qui non si tratta di smantellare ! Si tratta di applicare le leggi in modo giusto affinché non ci siano scuole penalizzate come accaduto per l’Enriques, appunto ! dove gli studenti non hanno più avuto la possibilità di scegliere ! Oppure i diritti sono a senso unico ??

  19. # titta

    Era ora che qualcuno fosse informato!!! Quante fesserie si stanno scrivendo, andate ad informarvi!! IGNORANTI

  20. # titta

    BRAVA CHIARA, tu sai come stanno le cose!

  21. # titta

    SI SCRIVE ENRIQUES!!

  22. # gerda.taro mamma

    Mi pare che se l’ intento dei due prof. era sgombrare il campo da equivoci per il “bene comune scuola pubblica”, hanno avuto risultati opposti. Leggo qualche di Giannini come personaggio pubblico e mi meraviglio quando scrive che non si può protestare contro “ un’ atto dovuto”, un ‘ applicazione della normativa. Davvero sorprendente. Comunque grazie a tutti, anche a Kutufà, perchè questa storia ha aumentato ancor più il senso di appartenenza alla scuola, al Cecioni. Lo vedo su mio figlio. E se c’è identità, appartenenza, si studia meglio. Altre due righe..scusate.. Ricordo il tour delle scuole al momento “della scelta”. La forza del Cecioni è anche la CONTAMINAZIONE tra i vari indirizzi. L’ avverti, la senti. Percepisci il Cecioni come scuola “ frizzante”, con professori motivati. La fisica – matematica del tecnologico e la gioiosa presenza dei lavori dell’artistico nei corridoi… Non toccate ciò che funziona, non toccate la comunità Cecioni, per il bene della scuola pubblica, appunto.

  23. # El Guero

    Una buona e una cattiva? Mi sembra esagerato (anche se non c’è da stupirsi per chi ha una visione più che negativa di cosa è giusto e sbagliato) dire che ci sia una parte cattiva, riferendosi a chi ha liberato il paese da una dittatura infame e inutile….mi dispiace per te che non hai potuto godere di così tanto operato da parte del bazzone!

  24. # stefano

    Il tentativo di snaturare una scuola di assoluto valore come il Cecioni rispecchia, purtroppo, quello che accade a livello nazionale, dove non si è in grado di difendere le nostre eccellenze, in qualsiasi settore esse operino. Se tanti ragazzi con le loro famiglie, dopo aver visionato le altre scuole, scelgono il Cecioni, un motivo ci deve pur essere. E infatti c’è, ed è palese. Come quando mia figlia lo ha scelto invece dell’Enriques. Ed è fondamentale per questa scuola mantenere i 5 licei che la caratterizzano in quanto ciascuno di essi concorre a fare di questa scuola quello che è, non solo da oggi ma da quando è stata fondata. E di cui io sono stato, nel lontano 1972, uno dei suoi primi studenti. Allora si chiamava 2° Liceo, nato dalla scissione con l’Enriques: ma che non ci ha messo molto a primeggiare, sotto la guida dell’indimenticato Prof. Castelli, e non solo a livello cittadino.

  25. # Piero Laganà

    Da ex studente del liceo Cecioni voglio criticare questa iniziativa della provincia di eliminare la sostanza di un piano formativo così completo e formato da uno staff di professori dall’indubbia competenza. So per certo che se cambiasse il cecioni cambierebbe (ulteriormente) questa città in peggio e si perderebbe un istituto eccellente per tutelare istituti mediocri.

  26. # bere

    concordo con i professori del Cecioni…e credo che a necessità e ragione, abbiano fatto bene a “sollevare” il problema! è sempre stato un marchio caratteristico del Cecioni avere più di un indirizzo e dare possibilità di scelta ai nuovi iscritti.

  27. # bere

    hai opportunamente usato il passato…aveva…ciò significa che in questi 5 anni l’Enriques ha perso, in molti campi legati all’adeguata istruzione!

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