Assassinati tre studenti israeliani rapiti: non parliamo di perdono, bensì di giustizia

E’ il momento di pregare per i tre studenti israeliani assassinati dai  terroristi palestinesi di Hamas. A rischio di apparire scortese,  scusandomi anticipatamente con i tanti amici, non è il momento di parlare di “perdono”, prerogativa comunque solo dei genitori di quei  ragazzi. Ora preferisco parlare di giustizia.Sia il loro ricordo per  benedizione.

Gadi Polacco
Comunitando
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0 commenti

 
  1. # Mario Bueno

    una tristissima notizia, cordoglio verso i genitori di quei giovanissimi ragazzi.

  2. # Silvia

    Tranquilli, la “Giustizia” invocata da Gadi Polacco e dai numerosi ebrei anche della nostra città ha trovato subito spazio con la rappresaglia dello Stato d’Israele.

  3. # hdl64

    Gentile Silvia, come interpreta le centinaia di missili che sono piovuti su le città israeliane prima, durante e dopo la notizia del rapimento ed uccisione dei tre ragazzi? il suo mettere fra virgolette il termine giustizia, invocata dalla lettera di Polacco è indice di faziosità e forti preconcetti per una Nazione che durante tutto quest’ultimo periodo ha tenuto un contegno impeccabile, privo di odio, nonostante tutto. Sono convinto che per lei gli israeliani non dovrebbero reagire, in quanto ” occupanti” , non avrebbero nessun diritto alla difesa e nemmeno alla “giustizia” come lei sarcasticamente scrive. Nemmeno di fronte a queste tragedie per Israele da parte di qualcuno esiste il rispetto.

  4. # Gadi Polacco

    Io non ho problemi con lei e altri, siano pochi o tanti. La tranquillizzo, comunque: non ho i poteri che la preoccupano (come direi anche gli altri “numerosi” ebrei labronici) e se li avessi, come Israele, li userei per fare giustizia.
    I rapitori assassini di studenti e gli invasati integralisti che tirano razzi sui civili,anche in questi giorni,non rientrano tra le mie frequentazioni.

  5. # Silvia

    le sue parole mi sono sembrate inopportune, a maggior ragione visto che mentre scriveva i raid israeliani hanno colpito ed ucciso altri innocenti. Ma come sempre ci sono morti e morti

  6. # Gadi Polacco

    Signora Silvia,lasci perdere le patenti di inopportunità e stiamo ai fatti. Israele ha il dovere/diritto di difendere i propri cittadini,anche se Lei e chi la pensa come Lei non riconosce ciò.
    Il dramma dei palestinesi, intendo il popolo,i civili, è quello di essere governati,da sudditi,da fanatici integralisti che sfruttano il popolo usandolo come scudo umano e per fare attentati suicidi (dal lancio di razzi agli attentati gli obbiettivi preferiti sono,premeditatamente e quindi con volontà,civili israeliani). Non spero che diventiate amici d’Israele,ma dei palestinesi si. Di quelli genuini del popolo,però,non dei signori affaristi della guerra che li sfruttano.Buona giornata.

  7. # Mario Bueno

    Su questo argomento, mi riferisco al conflitto arabo israeliano assistiamo ad un fiorire di tuttologi, apparentemente informati, capaci di sortite immediate sentenze e puntualmente anti ebraiche, magari celate dietro frasi ad effetto tipo: ho amici ebrei, non sono contro Israele ma contro il suo governo, sono contro il sionismo, ma non ho nulla contro gli ebrei, frasi fatte del significato nullo. L’argomento è complesso e necessiterebbe una certa competenza, ma su di esso, in tanti di sentono autorizzati a vedere sempre e comunque come Israele dalla parte dei cattivi e tutto il resto salvo e scevro da peccati od errori.

  8. # Silvia

    Io mi sono limitata ad esprimere un certo disappunto per l’espressione iniziale del signor Gadi Polacco. Vedo poi che il ragionamento ha preso una certa piega: mi pare evidente che mentre la sottoscritta non ha espresso nessun giudizio di nessun tipo sui due “contendenti”, il signor Polacco parla come se avesse la verità in tasca, vedendo i cattivi solo da una parte. Fine della discussione, purtroppo la sindrome dell’assedio e del vittimismo domina i vostri pensieri

  9. # Gadi Polacco

    Insomma, ammesso e non concesso che così sia,secondo un noto detto napoletano potremmo concludere che “O’ ciuccio chiamma recchia longa o cavallo”.Ovvero : ” l’asino chiama “orecchio lungo” il cavallo”. Saluti a tutti.

  10. # Mario Bueno

    non parliamo di vittimismo, per favore. Comprendo che a molti preferirebbero vedere ebrei imploranti nei ghetti oppure in fila muti verso le camere a gas, in questo caso si parla di giusta tutela di una Nazione democratica nei confronti dei sui cittadini da azioni aberranti. Nessuno ha la verità in tasca, ma tenere il punto anche su il vile omicidio di tre ragazzi lo trovo vomitevole. Del resto niente di nuovo sotto il sole, ci fu gente che esultò anche dopo l’attentato alle Torri Gemelle, addossando la colpa subito alla CIA ed al MOSSAD , convinti di essere nel vero.

  11. # Marco

    Scenda dal piedistallo, signor Polacco!

  12. # Riccardo Ripoli

    Mi spiace tantissimo per i tre ragazzi rapiti e uccisi in Israele, ma allo stesso tempo, nello stesso modo, nella stessa misura sono addolorato per i ragazzi uccisi dagli israeliani nei vari raid, di oggi, di ieri e di domani. Come si fa a pensare che la vendetta, per di più indiscriminata, possa portare a qualcosa di buono? Come si fa a pensare che la violenza non generi altra violenza? Come si può credere che la vita di un israeliano valga più di quella di un palestinese? Nella scorsa notte quaranta i raid aerei perpetrati da un esercito fra i più potenti al mondo contro gente inerme. E’ civiltà questa? Basta andare indietro di qualche decennio per vedere come per un tedesco ucciso venissero giustiziati dieci italiani. La storia insegna, è possibile non riuscire ad imparare? E’ possibile che un governo, un popolo sia così vendicativo, lontano dall’amore? Israeliani e palestinesi quando uccidono nono sono uno migliore degli altri.

  13. # Bruno Barontini

    “Scenda dal piedistallo, signor Polacco!” : Signor “Marco” (ma avete paura a firmarvi con nome e cognome?!) che vuol dire?
    Ha antipatico Polacco (cosa che penso non lo turberà particolarmente) oppure anche Lei è tra quelli che hanno la verità rivelata in mano e quindi vanno in tilt,stizziti,se altri obbiettano e argomentano? Argomenti anche Lei. Questo spazio serve per dibattere, non per scrivere “perentorie” sentenze.

  14. # Turini Stefano

    Credo sia ispirato da sincero dolore l’intervento del lettore Ripoli . Devo comunque chiedermi perchè sia tanto difficile prendere atto della situazione oggettiva in quell’area tormentata:
    – Israele non occupa più Gaza dal 2005 e non è vero che la cinge d’assedio come spesso si sente dire,visto che la striscia confina anche con quelli che dovrebbero essere i fratelli arabi egiziani;
    – ogni giorno, nel silenzio di gran parte della nostra stampa,da Gaza (governata con pugno di ferro da degli integralisti islamici,quelli di Hamas,del tutto simili agli integralisti che uccidino i cristiani nelle chiese in Nigeria,ecc) vengono lanciati razzi sulle città israeliane. Cos’è questo? Qualcuno me lo può spiegare? Perchè si lanciano razzi dalle strade,dalle case,dalle scuole,dagli ospedali,insomma da aree civili? Per poi sperare cinicamente nella risposta israeliana per dire poi quanto sono cattivi i sionisti? Che fine fanno gli ingenti fondi che arrivano ai palestinesi (mentre altrove nel mondo c’è chi muore concretamente per strada di fame),anche dalle nostre tasche? Ecco, il silenzio su questi aspetti non mi torna.

  15. # Riccardo Ripoli

    Io provo dolore per chiunque muoia, provo ancor più dolore per chi venga assassinato, fosse anche un assassino. Credo nel dialogo, sempre e comunque e detesto la violenza, in qualunque forma la si compia. Sbagliano i palestinesi a lanciare razzi, sbagliano gli israeliani a sganciare bombe, alla pari. Mia madre diceva “chi ha più cervello degli altri, lo usi”, ma qui mi pare che ognuno voglia imporre le sue ragioni senza ascoltare l’altro, senza fare un passo verso la pace. Non mi sembra che tra razzi da una parte e raid aerei dall’altra si sia ottenuto molto, se non tantissimi lutti e una vita vissuta sempre con paura. Sarebbe l’ora di mettersi attorno ad un tavolo e fare pace, pace vera. Che dolore sentire del rapimento dei tre ragazzi israeliani di sedici e diciannove anni e della loro uccisione, che dolore sentire del rapimento del ragazzo di diciassette anni palestinese e della sua uccisione. Lo strazio dei genitori, l’odio che aumenta, ma non sarebbe l’ora di finirla, da una parte e dell’altra?

  16. # Mario Bueno

    non si parla di vendetta, ma di reazione ad atti di guerra. Le invio il sito dove si tiene la conta delle migliaia di missili che vengono lanciati da anni sulla città di Sderot i cui cittadini sono costretti a vivere nell’incubo. Non si tratta di azioni contro “ragazzi” ma su obiettivi paramilitari ben organizzati, spesso vigliaccamente posti su tetti di condomini od ospedalei usati come scudi umani.
    http://sderotmedia.org.il/bin/content.cgi?ID=388&q=1&s=4

  17. # Bruno Barontini

    Ha ragione Signor Ripoli,ma le domande drammatiche (lo dico da uomo di sinistra ormai assai critico, se vuole autocritico, verso le tradizionali posizioni sul tema della sinistra) poste dal lettore Turini non possono essere eluse. Gaza è controllata da Hamas,non da Israele : se da Gaza non partissero razzi e terroristi suicidi Israele non avrebbe motivo di compiere azioni militari . Se poi lo facesse non avrebbe alibi e meriterebbe la condanna senza sconti del mondo. Ma la realtà è quella descritta e l’equazione non fa una piega.

  18. # Riccardo Ripoli

    Secondo me di pieghe ne fa, nel senso che i razzi partono ed è sbagliato, ma è nato prima l’uovo o la gallina? Cosa è stato fatto in passato? Chi ha torto e chi ragione? Non posso dirlo, non sono in grado di dirlo, ma quello che so è che è l’ora di smetterla con la violenza. Non si può dire “hanno lanciato un razzo e faccio un raid”, primo perché non c’è proporzione, è come se trovassi un ladro in casa mia e lo uccidessi. Non si può distruggere le case di due famiglie per rappresaglia contro chi si presume (non è forse vero che dovrebbe esserci sempre l’ipotesi di innocenza fino a quando non sia stata provata la colpevolezza? E poi che c’entrano le famiglie di quelle persone, sempre ammesso che siano stati loro a rapire ed uccidere i tre ragazzi? E cosa ci combinano le altre persone uccise dai raid o dalle rappresaglie? Secondo perché la violenza non è mai una soluzione perché genera vendette da una parte e dall’altra.

  19. # Bruno Barontini

    In verità in questo caso è noto se è nato prima l’uovo o la gallina. Gaza era egiziana e venne presa, con il Sinai,dopo la guerra del 1973.Quando l’Egitto siglò la pace con Israele non volle riprendersi la Striscia che,comunque,dal 2005 non è occupata ed è governata, dittatorialmente ma è governata,da Hamas in un rapporto di odio/amore con l’ANP. Anche in questi giorni piovono razzi, a decine e nel silenzio in pratica dei nostri media,su Israele. Poniamo che lo stesso accada tra Svizzera e Italia e che dalle strade di Luganio si lancino razzi verso le nostre case e le nostre terre. Non avrebbe responsabilità il governo svizzero? Non userebbe cinicamente i propri civili quali scudi umani? Non avrebbe l’Italia i, diritto/dovere di difendersi? Oppure dovrebbe dire “prego,fate pure” ?! Si noti anche che palestinesi e israeliani si incontrano, comunque, e discutono. Li abbiamo visti insieme in Vaticano di recente. Che vicinato è quello che presuppone che uno debba essere un corretto vicino e l’altro possa invece sparargli addosso e poi sentirsi anche vittima se riceve risposta? Un dato è chiaro,da anni : se non piovono razzi da gaza su Israele questa non interviene a Gaza . Quindi?

  20. # Riccardo Ripoli

    Dunque, sono contro la violenza sempre e comunque. E’ giustizia bruciare vivo un ragazzo? E’ giustizia pestarne un altro a sangue? Questa si chiama vendetta ed è pure sproporzionata. Inoltre credo siano azioni stupide e contrarie ad ogni logica. Si può davvero pensare che tali azioni possano portare ad una qualche soluzione?